Graduatoria case popolari a Roma: escluse tremila famiglie

I bandi per le case popolari sono una fonte di informazioni molto importanti. Proprio nei giorni scorsi il comune di Roma ha pubblicato la graduatoria per l’accesso ad una casa popolare, relativa alle domande presentate al 31 dicembre 2024.

Si segnalano aspetti che, credo, vadano approfonditi. Il primo riguarda il fatto dalla graduatoria sono state espunte tutte le domande ammesse e presenti fino all’aggiornamento della graduatoria relativo al primo semestre dell’anno 2024, che avevano un punteggio pari a zero.

L’Assessore alle politiche abitative del Comune di Roma ha parlato di razionalizzazione e migliore aderenza della graduatoria alla realtà. Per capire a cosa ci riferiamo mentre con l’aggiornamento del febbraio 2025 le famiglie in graduatoria erano 19.170, ora nella graduatoria approvata il 18 luglio 2025 le famiglie sono diventate 16.346, comprensive anche delle domande presentate nel secondo semestre del 2025.

Una riduzione non certo derivante da una esplosione di case popolari assegnate. Questo significa che circa 3.000 famiglie sono state cancellate dalla graduatoria perché avevano zero punti. Di per sé la cosa è anche condivisibile, ma quella graduatoria è il frutto di domande presentate negli ultimi 12 anni, e fino all’aggiornamento del febbraio 2025 queste erano presenti nella graduatoria. C’è da dire, anche, che nei punti zero non di rado ci sono famiglie alle quali non sono stati assegnati i punti ai quali avrebbero diritto.

Non sarebbe stato male se il Comune avesse inviato una comunicazione, a queste 3.000 famiglie, informandole della decisione e chiedendo loro, se interessate, di presentare ricorso o una nuova domanda. Questo la dice lunga sulle modalità di rapporto dell’Assessorato competente con le famiglie nelle graduatorie.

Un punto ancora più interessante riguarda l’elenco dei non ammessi per vari motivi in grandissima parte giusti. Scorrendo il lungo elenco di non ammessi alla graduatoria, un elenco composto da oltre 14.400 famiglie (questo significa che in 12 anni oltre 30.000 famiglie a Roma hanno presentato domande, tra ammissibili e non ammissibili, per avere una casa popolare), si rileva che vi sono poco più di 1.300 famiglie che sono state escluse dalla graduatoria per i seguenti motivi: mancanza di firma e/o mancanza di copia documento di identità e/o di pagine della domanda.

Di queste 1.300 famiglie circa 120 hanno altri vizi che escludono queste famiglie, dalla graduatoria. Aggiungo che per la sola mancanza di una copia del documento di identità sono escluse dalla graduatoria e dichiarate inammissibili le domande di oltre 650 famiglie.

Sia chiaro di per sé il Comune di Roma non ha fatto alcun illecito ha applicato quanto prescrive la legge, ma c’è un ma.

Le famiglie che presentano la domanda per una casa popolare, sono famiglie povere con redditi complessivi famigliari bassi, hanno e vivono condizioni di disagio economico e sociale, in tali condizioni ci può stare l’errore, si può verificare che non si firmi la domanda o che non si alleghi copia del documento di identità.

Le motivazioni che sopra ho menzionato possono essere motivo di esclusione da una graduatoria per una casa popolare? Attenzione! Dalla presenza di una graduatoria che rende quelle famiglie in qualche modo pubbliche e che ora sono messe ai margini perfino della presentazione di una domanda.

Il Comune di Roma Capitale non avrebbe potuto convocare queste famiglie, escluse per motivi tutto sommato non gravi (mancanza di una firma o di copia di un documento di identità), e far loro integrare le domande riconoscendogli il diritto almeno ad essere considerati nella graduatoria?

Pur in presenza di norme che a queste famiglie per quei motivi le escludono non si poteva e non si può, arrivare ad una sorta di interpretazione e attuazione che preveda la loro esclusione se non rispondono alla chiamata per integrare la domanda?

Quindi oggi la graduatoria di Roma Capitale da una parte esclude dalla graduatoria per una casa popolare circa 3.000 famiglie con punti zero, che non sapranno mai di essere state escluse; dall’altra esclude circa 1.800 per motivi non certo insuperabili. Però adesso abbiamo una graduatoria “razionalizzata”.

Massimo Pasquini
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini è stato a lungo segretario Nazionale dell'Unione Inquilini