In Italia è stato istituito da 26 anni un Osservatorio sulla condizione abitativa che ad oggi non ha prodotto nulla.
Era l’aprile del 2022 quando dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) veniva costituito formalmente l’Osservatorio Nazionale della Condizione Abitativa (Osca).
Compito dell’Osservatorio era (ed è) approfondire, attraverso la creazione di un sistema informativo, le situazioni abitative nazionali e territoriali, in particolare quelle connesse con l’edilizia residenziale pubblica, analizzare i fabbisogni e sviluppare strategie per orientare le politiche dell’abitare e monitorarne gli effetti.
Tutti dati che sono essenziali per capire qual è lo stato della condizione abitativa in Italia.
Sono passati oltre 30 mesi e l’Osservatorio non ha un sito, non ha prodotto alcun documento e non ha fornito alcuna analisi del fabbisogno nelle situazioni abitative territoriali.
Neanche a parlarne del sistema informativo che doveva essere realizzato.
Eppure l’Osservatorio nazionale della Condizione abitativa è stato istituito con la legge 31 dicembre 1998, n 431, ovvero dalla riforma delle locazioni.
Quindi l’Osservatorio viene istituito circa 26 anni, ma solo nell’aprile 2022 viene avviato, ma ad ottobre 2024 è ancora un Osservatorio desaparecido.
E come può l’Italia avere dati certi e uniformi dal territorio nazionale sulla condizione abitativa senza un Osservatorio che per esempio relazioni sul fatto di quante sono città per città le famiglie nelle graduatorie, le famiglie che ottengono una assegnazione, le famiglie con sentenza di sfratto o con sfratto eseguito e capire come tutte le città si muovono o cosa propongono se non esiste un luogo deputato a ciò?
Come può un governo definire una politica abitativa degna di tale nome se non ha un organismo pubblico che certifica esattamente lo stato delle cose?
Non a caso l’Osservatorio sulla condizione abitativa aveva, ed ha, il compito di acquisire la raccolta, l’elaborazione, la diffusione e la valutazione dei dati sulla condizione abitativa su tutti i territori, allo scopo di sviluppare idee, progetti e politiche rispondenti alle reali esigenze dei cittadini e delle comunità.
Addirittura l’Osservatorio avrebbe dovuto coordinare le attività del Mims con quelle delle altre amministrazioni coinvolte nella definizione dei documenti programmatici del Governo sulle politiche abitative, contribuire alla definizione degli obiettivi strategici, alla valutazione della coerenza e dell’adeguatezza delle risorse finanziarie di programmi e progetti destinati all’edilizia residenziale pubblica o connessi con i temi dell’abitare.
Previsto persino nell’Osservatorio sulla condizione abitativa un Comitato di Indirizzo, presieduto dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, al quale partecipano i rappresentanti dei Ministeri dell’Interno, per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali, dell’Anci, del Coordinamento delle Regioni e dell’Istat, cui compete il ruolo fondamentale di acquisire gli indicatori del disagio abitativo, monitorare gli effetti delle politiche che verranno realizzate.

Il Comitato di indirizzo, altresì, si dovrebbe avvalere di un Comitato tecnico che dovrebbe gestire operativamente il sistema informativo nazionale e, sulla base dei dati acquisiti, elabora proposte per la definizione di politiche volte a ridurre il disagio abitativo.
Qualcuno di voi ne sa qualcosa? Ha letto un qualche documento, un qualche monitoraggio degli effetti delle politiche abitative pubbliche attuate?
Del resto a che serve questa attività se le politiche abitative devono essere appaltate ai privati, ai costruttori, agli operatori economici?
Così nel silenzio assoluto di tutti, dai mass media alla politica nazionale e locale, quello che dovrebbe essere un luogo fondamentale di informazioni e di proposte per affrontare la condizione abitativa nel nostro Paese, una istituzione fondamentale dal quale ricavare dati certi senza rincorrere, come si fa ancora oggi, qua e là numeri a volte più frutto di elaborazioni di singoli soggetti o associazioni, che sostanzino cosa serve e le risorse necessarie, nonché definire quelle politiche abitative pubbliche che devono essere programmate, ci ritroviamo con un Osservatorio fantasma che a 26 anni dalla sua istituzione e a oltre 2 anni dal suo avvio formale semplicemente non ha prodotto nulla.
Da segnalare che come per il Tavolo presso il Mims sul visionario piano casa anche nell’Osservatorio sono assenti le organizzazioni sindacali degli inquilini, indipendentemente dai governi, non solo assistiamo ad un Osservatorio che non produce nulla ma tra questi e il Tavolo al Mims il file rouge che li lega è l’esclusione dei rappresentanti dei precari della casa.
Ci sarà pure un motivo. Si il piano casa di Salvini lo scrive e lo realizza Confindustria. Proprio il soggetto che fa del diritto all’abitare dei poveri e dei precari della casa la sua mission. No?



