Make Manette Great Again!

C’è un amore che non tramonta mai, neppure sotto le più solenni invocazioni di libertà e giustizia: quello tra Il Fatto Quotidiano e le manette. Un sentimento viscerale, che si riaccende ogni volta che qualcuno osa anche solo ricordare che la custodia cautelare non è una pena. Basta pronunciare la parola “garantismo” perché, dalle colonne del Fatto, parta l’allarme: “attenzione, stanno liberando i ladri!”.

E così, puntuale, sull’edizione del 19 ottobre, arriva l’articolo-apocalisse: “Con la riforma Nordio non andranno in galera truffatori, pusher e ladri”. Una frase da titolo perfetto, solo con un piccolo difetto: è falsa. Ma nel giornalismo a tesi, i fatti non sono un ostacolo: sono solo un fastidio da aggirare.

La realtà, quella noiosa e scritta in Gazzetta Ufficiale, dice altro. La “riforma Nordio” (legge 114/2024) non abolisce affatto la custodia cautelare, né per ladri, né per spacciatori, né per truffatori.

Introduce, piuttosto, tre concetti che a qualcuno, evidentemente, suonano come bestemmie:
Sentire prima l’indagato prima di chiuderlo in cella (interrogatorio preventivo).
Motivare meglio perché il carcere sarebbe davvero necessario.
Decidere in tre (collegio) invece che da soli, quando si priva qualcuno della libertà.

Tutto qui. Nessuna “amnistia mascherata”, nessuna “salva-ladri”. Solo un modo per ricordare che la galera preventiva serve a evitare pericoli concreti, non a garantire un editoriale scandalistico. Ma il Fatto ha bisogno della paura.

Il pezzo del Fatto fa di più: prende una bozza di lavoro della Commissione ministeriale, mai resa pubblica, mai tradotta in un disegno di legge, e la trasforma in un decreto esecutivo imminente. “Non si potrà più arrestare nessuno per reati non violenti!”, grida il giornale. Peccato che la bozza non sia legge, non sia in discussione in Parlamento e, soprattutto, che persino se fosse così scritta, non eliminerebbe le misure cautelari alternative (domiciliari, obblighi, divieti).

Ma perché complicarsi la vita con la verità, quando si può vendere indignazione in prima pagina?

Nessuna riforma Nordio libera pusher o truffatori. Nessuno “svuota le carceri” se non i giudici, quando non ci sono prove. Quello che si tenta, con fatica, è di ricondurre il carcere alla sua funzione: extrema ratio, non giocattolo politico. Un principio scolpito nella Costituzione, non nel programma di Forza Italia.

Ma evidentemente, per certi giornali di destra (ah già, dimenticavo che per molti Travaglio sarebbe di sinistra!) il diritto vale meno dell’adrenalina di vedere qualcuno ammanettato al mattino e sbattuto in prima pagina al pomeriggio. È il populismo penale travestito da moralismo civile. Propaganda che alla fine lascia solo un’amara verità: la manetta è l’ultima droga del giustizialismo, e il Fatto Quotidiano non ha alcuna intenzione di disintossicarsene.