C’è un limite oltre il quale anche la più paziente delle società civili ha il dovere di ribellarsi. A Los Angeles, migliaia di cittadini stanno protestando contro un’ondata repressiva che ha superato ogni soglia di tollerabilità democratica. E hanno ragione. Non è un problema d’ordine pubblico, è un problema di giustizia.
In nome di una presunta “sicurezza nazionale”, si stanno effettuando arresti indiscriminati, rastrellamenti senza mandato, deportazioni sommarie. Gli agenti federali agiscono spesso senza nemmeno controllare i documenti: ti prelevano dalla strada o dai campi, ti separano dalla tua famiglia, e poi tocca a te dimostrare chi sei senza nessuna garanzia di essere ascoltato. È un ritorno inquietante a un passato che l’Europa conosce bene — e che dovrebbe suonare come un allarme in ogni coscienza democratica.
Non stiamo parlando solo di immigrazione: stiamo parlando di libertà. La libertà di vivere senza paura. La libertà di protestare senza essere colpiti da proiettili di gomma. La libertà, soprattutto, di raccontare ciò che accade: almeno 27 giornalisti sono stati aggrediti o feriti mentre documentavano le manifestazioni. La libertà di stampa è il termometro della democrazia; se la colpisci, stai ufficialmente operando al di fuori del patto costituzionale.
Le proteste di Los Angeles sono una risposta proporzionata a una violenza che non viene dalla folla, ma dallo Stato stesso. Non si può pretendere che chi viene schiacciato con gli anfibi federali offra il tè coi pasticcini in cambio. Quando la violenza diventa politica istituzionale, resistere non è solo legittimo, è necessario.
Trump e i fascisti che lo spalleggiano non stanno solo deportando stranieri: stanno deportando il concetto stesso di civiltà fuori dai confini del paese. Stanno svuotando di significato le parole “libertà” e “giustizia”, le stesse parole che usano per giustificare il loro pugno di ferro.
Se c’è una lezione da trarre da Los Angeles, è che “quando è troppo è troppo” potrebbe presto iniziare a manifestarsi anche da noi. E sarebbe bene essere pronti.



