Cornelius Taylor, 46 anni, è morto lo scorso 16 gennaio ad Atlanta, schiacciato da una ruspa durante lo sgombero di un accampamento di senzatetto situato a pochi passi dalla chiesa battista di Ebenezer, simbolo della memoria di Martin Luther King.
Secondo quanto riportato dal New York Times, Taylor si trovava ancora all’interno della sua tenda quando i mezzi della squadra di bonifica hanno iniziato la demolizione dell’area. Le autorità locali avevano pianificato l’intervento da alcune settimane, ma non si sarebbero accorte della presenza dell’uomo all’interno del rifugio di fortuna.
La morte di Taylor ha riacceso il dibattito nazionale sulla gestione degli accampamenti informali negli Stati Uniti. Da anni, numerose città – guidate da amministrazioni sia repubblicane che democratiche – promuovono operazioni di sgombero per motivi di sicurezza pubblica, decoro urbano o pressione politica.
Gli interventi, spesso eseguiti con mezzi pesanti, sono stati criticati da organizzazioni per i diritti umani e da esperti di sanità pubblica, che segnalano un aumento dei rischi per la popolazione senza fissa dimora.
Non si tratta infatti di un caso isolato. Tre settimane prima, in California, un altro senzatetto era stato trovato senza vita dopo essere stato sollevato per errore da un escavatore durante uno sgombero.
Nel 2018, una donna è morta a Modesto, sempre in California, dopo essere stata travolta mentre dormiva su una scatola di cartone. E nel 2021, un uomo a Washington D.C. è rimasto ferito in circostanze simili.
Secondo i dati federali, negli Stati Uniti oltre 650.000 persone vivono senza una dimora stabile, di cui più di 270.000 dormono regolarmente all’aperto. La crisi abitativa, l’aumento degli affitti e la fine delle misure straordinarie varate durante la pandemia hanno aggravato la situazione.
Le amministrazioni locali spesso giustificano gli sgomberi con la necessità di ridurre i rischi sanitari, contrastare l’uso di droghe e ripristinare la vivibilità degli spazi pubblici. Tuttavia, numerosi studi mettono in dubbio l’efficacia di queste misure.
Uno studio pubblicato dal Journal of the American Medical Association ha stimato che gli sgomberi forzati aumentano del 25% il tasso di mortalità tra le persone che fanno uso di droghe iniettabili, a causa della perdita di accesso a cure, farmaci e contatti di emergenza.
A Denver, una ricerca su 400 senzatetto ha rilevato un peggioramento significativo delle condizioni sanitarie tra chi era stato recentemente espulso da un accampamento. Effetti simili sono stati documentati anche nella contea di Santa Clara, in California.

Il caso di Atlanta è diventato particolarmente simbolico per la vicinanza al luogo dove Martin Luther King iniziò la sua attività pastorale e per la partecipazione del senatore democratico Raphael Warnock al funerale dell’uomo.
Ma, al di là del simbolismo, il caso rilancia una domanda più ampia: quanto possono essere compatibili le politiche urbane di “decoro” con la tutela della vita e dei diritti delle persone più fragili?
La famiglia di Cornelius Taylor ha chiesto giustizia e maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Il legale che la rappresenta ha denunciato una gestione “frettolosa e sconsiderata” dello sgombero.
Le autorità locali hanno avviato un’inchiesta interna per accertare eventuali responsabilità, mentre il medico legale ha confermato che il decesso è stato causato da traumi da schiacciamento, escludendo la prima ipotesi di un’overdose.
NUMERI DA CONOSCERE SUGLI HOMELESS USA
Crescita significativa: Nel 2024, il numero di persone senza fissa dimora negli Stati Uniti è aumentato del 18,1%, raggiungendo oltre 770.000 individui. Questo incremento è attribuito principalmente alla carenza di alloggi a prezzi accessibili, alle calamità naturali e all’afflusso di nuovi immigrati in diverse aree del Paese.
Famiglie e minori colpiti: Tra le tendenze più preoccupanti, si registra un aumento di quasi il 40% delle famiglie senza alloggio, con quasi 150.000 bambini che hanno sperimentato la condizione di senzatetto in una sola notte.
Disparità razziali: La popolazione afroamericana rappresenta il 31,6% dei senzatetto, nonostante costituisca solo il 13,7% della popolazione totale degli Stati Uniti, evidenziando profonde disparità razziali nell’accesso agli alloggi.
Situazione a New York: Nello Stato di New York, oltre 158.000 persone sono senza dimora stabile, con un aumento del 53% nel 2024. La città di New York registra 81 senzatetto ogni 10.000 abitanti, il tasso più alto tra le grandi città statunitensi.
Californian crisis: In California, i prezzi medi degli immobili hanno superato gli 800.000 dollari, con affitti medi di 2.000 dollari per appartamenti con una camera da letto, contribuendo significativamente all’aumento dei senzatetto nello stato.



