L’Europa boccia l’Italia sulle politiche abitative

I valori catastali in Italia non sono ancora stati sistematicamente avvicinati ai valori di mercato. Lo ha segnalato.per l’ennesima volta la Commissione europea nelle raccomandazioni per l’Italia.

La Commissione europea ha inviato un promemoria al Governo segnalando la “dimenticanza” rispetto all’impegno recato dal Piano strutturale di bilancio di medio termine ad aggiornare i valori catastali per gli immobili non ancora inclusi nel catasto e per gli edifici che hanno beneficiato di programmi pubblici per l’efficienza energetica e/o interventi di ristrutturazione. Vedi superbonus.

La Commissione ha evidenziato come le abitazioni principali sono esentate dalla tassazione ricorrente sugli immobili per quasi tutte le classi di proprietà.

Questo vuol dire che l’esenzione Imu o irpef e’ accettabile per unita’ immobiliari residenziali normali o per redditi medio bassi.
E’ meno accettabile per redditi elevati o per ville, alloggi di lusso o castelli.

Da questo secondo l’Unione Europea derivano basse entrate dagli immobili a livello locale. Questo anche nelle città che affrontano geavi criticità e problemi di accessibilità abitativa.

La Commissione segnala che in circa un decimo delle province italiane i costi degli affitti rappresentano più di un terzo dei salari medi. nonostante l’esistenza di canoni regolamentati, affitti agevolati che il governo non fa nulla per sostenerli tenuto conto di una assurda flat tax per contratti a libero mercato.

Il documento di Raccomandazioni della Commissione europea rileva poi che la quota di edilizia sociale è bassa, con un patrimonio abitativo pubblico limitato e liste d’attesa molto lunghe.

Foto Sergio D’Afflitto / Blackca CC BY-SA 4.0

L’Italia segnala la.Commissione europea è caratterizzata da una elevata quota di abitazioni non occupate e da una forte presenza di affitti a breve termine.

La Commissione europea osserva che le responsabilità sono divise tra amministrazioni nazionali e subnazionali e che non esiste un quadro nazionale di coordinamento globale.

Infine la Commissione, ritiene che la mancanza di finanziamenti strutturali ha ulteriormente limitato l’efficacia delle politiche abitative.

La Commissione appare anche bene informata sui recenti atti del governo, e rileva che ha recentemente adottato il Piano Casa, ma la sua valutazione e la sua attuazione sono ancora in una fase molto iniziale.

Siamo di fronte, complessivamente a una forte censura delle politiche abitative ultra liberiste che sono state attuate dai governo che si sono succeduti. Ed e’ tutto dire che questo lo affermi la Commissione.

A leggere il documento della Commissione europea sembra di leggere un documento dell’Unione Inquilini o dei sindacati inquilini o movimenti di lottta per il diritto all’abitare.

Ma questo documento e’ anche un monito alle attuali opposizioni che sul tena dellle politiche abitative sembrano ancora timide. Se poi deve essere la Commissione europea ad indicargli la strada allora sarebbe il caso di aprire un serio momento di riflessione.

Foto Laurom / Wikimedia Commons Public Domain
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini è stato a lungo segretario Nazionale dell'Unione Inquilini