Poche ore fa la World Bank ha pubblicato un rapporto che evidenzia un drammatico ritorno della povertà estrema a livello globale, tornata ai livelli pre-pandemia. Sebbene alcuni Paesi abbiano avviato una ripresa economica dopo il COVID-19, la crescita rimane disomogenea, con molte nazioni in via di sviluppo che affrontano sfide economiche e sociali senza precedenti.
In particolare, nei Paesi a basso e medio reddito, la resilienza alla crisi è stata gravemente compromessa dall’inflazione e dagli shock economici, soprattutto a causa della guerra in Ucraina e delle conseguenti interruzioni nelle catene di approvvigionamento energetico e alimentare.
Le regioni del Medio Oriente e del Nord Africa hanno subito la regressione maggiore, con un aumento della povertà legato a fragilità politiche e conflitti interni.
Paesi come la Siria e lo Yemen continuano a lottare con l’instabilità politica e la mancanza di risorse, aggravata da una scarsa capacità di raccolta dati e dalla mancanza di politiche fiscali strutturate.
Anche in America Latina, la povertà ha colpito duramente le fasce più vulnerabili della popolazione, nonostante gli stimoli fiscali governativi abbiano evitato un crollo totale delle economie locali.
In questo scenario, anche l’Italia sta vivendo una situazione preoccupante. La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto devastante sul tessuto sociale ed economico del Paese, con milioni di persone che si sono trovate in una condizione di povertà, soprattutto tra le famiglie più fragili e i lavoratori precari.
Sebbene il governo italiano abbia messo in atto alcune misure e sussidi temporanei, l’inflazione post-pandemica, aggravata dalla crisi energetica, ha compromesso ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie.
Secondo i dati dell’ISTAT, nel 2024 circa il 10% della popolazione italiana vive in condizioni di povertà assoluta, mentre le regioni del Mezzogiorno risultano particolarmente vulnerabili. La crisi energetica, causata anche dal conflitto in Ucraina, ha portato a un aumento sproporzionato dei prezzi del gas e dell’elettricità, con molte famiglie costrette a scegliere tra riscaldare adeguatamente le proprie case o coprire altre spese essenziali.
Il fenomeno della povertà energetica è divenuto uno dei principali problemi sociali nel Paese, con migliaia di persone che affrontano difficoltà economiche senza precedenti.
Le categorie più colpite dalla povertà in Italia includono i lavoratori precari, gli anziani, e le famiglie con più di tre figli. Inoltre, gli immigrati sono particolarmente vulnerabili, con una quota significativa che vive al di sotto della soglia di povertà.
In Italia, come in molte altre parti d’Europa, il costo della vita è aumentato a un ritmo più veloce rispetto agli aumenti salariali, rendendo difficile per molte persone uscire da una condizione di disagio economico.
A livello globale, il rapporto della Banca Mondiale sottolinea che le disuguaglianze economiche stanno raggiungendo livelli allarmanti. Nei Paesi a basso reddito, l’accesso a servizi di base come sanità e istruzione è diventato sempre più limitato, mentre le economie sviluppate cercano di proteggere le loro popolazioni con politiche fiscali e pacchetti di stimolo. Tuttavia, anche nei Paesi più ricchi, le disuguaglianze interne stanno crescendo.
Il rapporto sottolinea l’importanza di interventi strutturali a livello globale. Sono necessarie politiche coordinate per affrontare l’inflazione, promuovere la sostenibilità energetica e garantire che le persone più vulnerabili siano protette da future crisi.
Le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali hanno fatto appello a un aumento dei fondi per i programmi di assistenza umanitaria e per lo sviluppo sostenibile, con un focus particolare sull’istruzione e sulla sanità nei Paesi in via di sviluppo.
In conclusione, la crisi della povertà globale nel 2024 rappresenta una sfida complessa che richiede un impegno concertato da parte della comunità internazionale e dei singoli governi, compreso quello italiano, per ridurre le disuguaglianze economiche e sociali e fornire alle persone vulnerabili gli strumenti per uscire dalla povertà.



