In Germania il divieto di accattonaggio sta cambiando natura. Non riguarda più soltanto chi importuna i passanti, li segue o blocca il passaggio. In alcune città le restrizioni colpiscono anche chi chiede denaro senza parlare con nessuno.
A Dortmund dal primo agosto è vietato mendicare entro cinque metri dai tavolini esterni di bar e ristoranti. La norma, approvata dal Consiglio comunale il 9 luglio per un periodo iniziale di un anno, comprende anche il cosiddetto stilles Betteln, l’accattonaggio silenzioso. Una persona può quindi essere allontanata anche se resta seduta con un bicchiere davanti senza avvicinare o interpellare i clienti.
La città giustifica il provvedimento con le segnalazioni dei ristoratori e con la necessità di evitare disturbo ai clienti della ristorazione all’aperto. Secondo l’amministrazione, chi sta mangiando o bevendo non ha la possibilità di sottrarsi alla situazione semplicemente proseguendo per la propria strada. L’accattonaggio resta consentito nel resto della città, purché siano rispettate le altre norme sull’ordine pubblico.
Dortmund è il caso più recente, non l’unico. Le città tedesche applicano regolamenti differenti. A Monaco l’accattonaggio passivo è vietato nella zona pedonale del centro storico e durante l’Oktoberfest. Le forme aggressive o moleste sono vietate anche altrove. In altre grandi città le limitazioni riguardano determinate zone, i mezzi pubblici o particolari comportamenti.
Si sta formando piuttosto una rete di aree nelle quali chiedere denaro è vietato anche senza comportamenti aggressivi. Il criterio non è più soltanto ciò che fa chi mendica, ma il luogo in cui si trova.
La distinzione è rilevante perché arriva mentre la Germania registra un aumento della popolazione esposta alla povertà. Nel 2025 erano considerate a rischio 13,3 milioni di persone, il 16,1 per cento della popolazione, contro il 15,5 per cento dell’anno precedente. Per una persona sola la soglia corrispondeva a 1.446 euro netti al mese. Le persone a rischio di povertà o esclusione sociale erano 17,6 milioni, il 21,2 per cento del Paese.
Alcuni gruppi sono molto più esposti della media. Il rischio di povertà raggiunge il 30,3 per cento tra chi vive solo e il 28,9 per cento nelle famiglie monoparentali. Anche tra gli ultrasessantacinquenni la quota, al 19,5 per cento, supera la media nazionale.
Il problema riguarda anche la casa. A gennaio 2026 quasi 453 mila persone senza una propria abitazione risultavano sistemate dalle amministrazioni in strutture o alloggi temporanei. Il dato non comprende chi dorme direttamente in strada e parte della cosiddetta homelessness nascosta.
È in questo quadro che le ordinanze sull’accattonaggio vengono contestate dalle organizzazioni che lavorano con i senza dimora. La critica è semplice: spostare una persona dall’ingresso di un ristorante può risolvere il problema del ristorante, non quello della persona. Il risultato più immediato è spesso il trasferimento del fenomeno verso un’altra strada o un altro quartiere.
Anche il confine giuridico è meno netto di quanto sembri. Nel 2021 la Corte europea dei diritti dell’uomo, nel caso Lăcătuș contro Svizzera, ha condannato le autorità di Ginevra per le sanzioni inflitte a una donna rom in condizioni di estrema povertà. Strasburgo non ha stabilito un diritto assoluto a mendicare, ma ha riconosciuto che per chi non dispone di altri mezzi chiedere denaro può rappresentare una modalità per soddisfare bisogni fondamentali.
La questione tedesca riguarda quindi soprattutto quanto possano essere estesi i divieti quando non esiste alcun comportamento aggressivo. Dortmund ha scelto un criterio semplice: cinque metri dalla ristorazione all’aperto. Monaco ne utilizza altri. Altre città ancora si fermano alle molestie.
Sul fondo c’è un problema sociale che in Germania ha ormai assunto anche un forte peso politico. Il rapporto fra disagio economico e crescita dell’AfD è oggetto di numerosi studi e non offre una spiegazione unica del voto alla destra radicale. Povertà e declino territoriale si intrecciano con immigrazione, sfiducia nelle istituzioni e differenze profonde tra Est e Ovest. Ma proprio la presenza di milioni di persone in difficoltà rende difficile ridurre l’accattonaggio a una questione di decoro urbano. Una questione che riguarda tutte le città europee, Italia in testa, doive giunte di ogni colore adottano lo stesso approccio di “decoro”. La povertà c’è, ma non si deve vedere



