Il primo giorno di scuola costa fino a 1.500 euro

La scuola riapre e per molte famiglie il problema non è soltanto organizzare il rientro, ma trovare i soldi per affrontarlo. Il nuovo monitoraggio Eures-Adoc sull’anno scolastico 2026/2027, realizzato su oltre 3.500 testi adottati in 420 classi e 100 istituti secondari, stima in oltre un miliardo di euro la spesa nazionale per i libri di testo, cui si aggiungono almeno altri 200 milioni per dizionari, materiale tecnico e cancelleria.

Alle scuole medie la spesa media per i libri è di 217 euro l’anno, mentre alle superiori sale a 342 euro. Il conto aumenta soprattutto all’inizio di un nuovo ciclo: in prima media i soli testi costano mediamente 323 euro; al primo anno delle superiori 393 euro. Sommando dizionari e corredo, l’ingresso alle superiori arriva a 928 euro, che diventano 1.063 euro al liceo classico. Una famiglia con due figli, uno in prima media e uno al primo anno delle superiori, può trovarsi a spendere 1.514 euro a settembre.

Federconsumatori arriva a cifre ancora più alte utilizzando un paniere differente. Per il 2026 calcola 673,60 euro per alunno per corredo e ricambi durante l’anno, il 2,3% in più rispetto al 2025. Per libri obbligatori e dizionari stima una media di 545,66 euro. In prima media, libri e materiale portano così il conto a 1.235 euro; al primo anno delle superiori a 1.479 euro.

Il problema è capire su quali famiglie ricade questa spesa.

Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, in Italia vivono in povertà assoluta 1 milione e 283 mila minori, pari al 13,8% del totale. Tra i bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni, quindi in piena età scolare, la quota sale al 14,9%. Nel Mezzogiorno la povertà assoluta minorile raggiunge il 16,4%. Le famiglie con minori in povertà assoluta sono quasi 734 mila.

Ed è proprio al Sud che i libri costano di più. Secondo Eures-Adoc, alle medie la spesa media annua è di 229 euro nel Mezzogiorno, contro 209 al Nord e 207 al Centro. Alle superiori si arriva a 375 euro, contro 316 al Nord e 332 al Centro. Tra il 2024 e il 2026 la spesa per i libri delle superiori nel Mezzogiorno è aumentata del 23,4%.

Anche l’Antitrust, nella sua indagine sull’editoria scolastica conclusa nel gennaio scorso, ha rilevato che il calo del potere d’acquisto rende sempre più pesante questa spesa e che gli strumenti di sostegno alle famiglie restano molto diversi da Regione a Regione. L’Autorità segnala inoltre un mercato fortemente concentrato: quattro gruppi editoriali controllano complessivamente oltre l’80% del settore.

Il risultato è semplice: l’istruzione è obbligatoria, ma una parte consistente dei costi necessari per frequentare la scuola continua a essere scaricata sulle famiglie. E per oltre un milione di bambini e ragazzi che vivono già in povertà assoluta, qualche centinaio di euro a settembre non è un rincaro: è un ostacolo.

Foto Inayaysad / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0