Dopo oltre due millenni dal suo avvento, ad oggi siamo in Democrazia o trattasi di Democratura? Quest’ultimo è un neologismo sincratico, che viene attribuito a Edoardo Galeano scrittore e saggista uruguaiano,che indica un regime politico sostanzialmente autoritario che però mantiene, anche se solo formalmente, le apparenze di una democrazia.
È indubbio che in alcuni grandi paesi esista questa forma di governo. Il paradigma per eccellenza è la Repubblica Popolare Cinese, d’altronde non può essere altrimenti se vige un parlamento monopartitico. La genesi “governo del popolo” espresso direttamente o delegando con i propri rappresentanti nacque nel VI/V secolo a.C., attraverso le polis, nella Grecia classica. Il prodomo dell’organizzazione fu Chio, isola greca.
Ad Atene Clistene riprendendo la costituzione di Solone istituì la Bulè -500 membri- un consiglio cittadino, votato da dieci tribù, 50 persone per ognuna di esse. Nota di colore: il padre della carta per eccellenza, Solone filosofo e giurista ‘democratizzò’ il piacere sessuale creando una rete di bordelli pubblici cittadini, ovviamente in chiave maschilista.
Tornando alla contemporaneità tra l’Asia e L’Europa, in Russia il regime travestito da democrazia lo comprende una scolaresca di prima elementare, lo conferma che il potere è detenuto dallo zar Vladimir Putin da un quarto di secolo.
A sud sul Bosforo c’è la Turchia con il ‘califfo’ Recep Erdogan, che vuole cambiare la costituzione per ricandidarsi nel 2028, dopo cinque lustri di dominio assoluto e fa arrestare il suo principale oppositore, oltre a giornalisti, politici e attivisti, la repressione dei curdi, Ekekrem Imamoglu sindaco di Istanbul, reo di aver fomentato la folla scesa in piazza a protestare, dopo l’invalidazione della sua laurea, requisito fondamentale per la candidatura alla presidenza della nazione di Ataturk.

La democrazia per antonomasia gli Stati Uniti che essendo
una repubblica presidenziale limita uno dei suoi capisaldi principali, la separazione dei poteri in nome dell’uomo solo al comando. Il Procuratore generale degli Stati Uniti è nominato dal presidente degli Stati Uniti, confermato dal Senato statunitense.
Per non parlare dei procuratori distrettuali che possono venire nominati dal governatore dello Stato o dall’organo di governo dell’ente di appartenenza, ma in molti Stati sono funzionari direttamente eletti dai cittadini.
È la politicizzazione della politica. Il rischio che può correre il Belpaese con la riforma della separazione delle carriere dei magistrati, che comunque nei fatti già esiste, perché il passaggio è contemplato una sola volta e il trasferimento del richiedente in un’altra sede. Poi un magistrato che nasce requirente e diventa giudicante è a garanzia del cittadino perché ha acquisito maggiori competenze e comprende le dinamiche d’indagine del Pubblico Ministero.
I contrappesi al potere esecutivo sono nella Costituzione e il suo cambiamento è a maggioranza qualificata e spesso ricorrendo alla consultazione popolare. Va da sé che l’esercizio del controllo assoluto dei partiti, la repressione degli oppositori, la vigilanza -perifrasi- sulle elezioni limita un altro cardine della democrazia la libertà del suffragio universale. Inoltre è indubbio che l’indipendenza tra Stato e Chiesa è solo formale.
Per 5 miliardi di abitanti del pianeta su otto, oltre a quelli citati si aggiunge nella sua quasi totalità l’Africa, vige una Democratura. Si deve porre la massima attenzione sugli altri Stati che rappresentano gli altri 3 miliardi di persone.
Nella settimana della passione per ‘eccellenza’, dopo il ricovero di Mattarella, il presidente della Repubblica facente funzioni è Ignazio Benito Maria La Russa, colui che ha da sempre divulgato nella sua abitazione privata il busto di Mussolini. Buona Pasqua, di Democrazia.



