L’Asia Centrale è stabile, chi vuole dominarla non lo è

Nel nuovo secolo delle potenze in crisi, l’Asia Centrale rischia di diventare l’oggetto del desiderio di chi ha perso la bussola. Cina, Russia, Europa, Stati Uniti e Turchia si contendono i corridoi, le risorse e le alleanze di un’area che per la prima volta, paradossalmente, appare più stabile dei suoi corteggiatori.

Mosca conserva una forte impronta culturale e linguistica, ma la guerra in Ucraina ha eroso il suo prestigio geopolitico e la capacità di proiezione. I migranti centroasiatici che un tempo consideravano la Russia un riferimento oggi cercano alternative, mentre alcuni governi della regione si sfilano silenziosamente dall’allineamento.

La Cina continua ad avanzare con investimenti, strade e accordi commerciali. Ma il consenso interno alla sua espansione si incrina sotto il peso di tensioni economiche e sociali. Il progetto della Nuova Via della Seta incontra ostacoli sia fuori che dentro i confini cinesi.

Di Serg!o – Iran (orthographic projection).svg, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8609942

L’Unione Europea vorrebbe essere il terzo polo, ma le sue ambizioni si scontrano con la debolezza politica e industriale del blocco. L’iniziativa Global Gateway (il piano lanciato proprio per contrastare le iniziative cinesi) promette molto, ma consegna ancora poco. Gli Stati centroasiatici ascoltano, ma non si legano.

Ankara rilancia il pan-turanesimo e i legami religiosi, ma in patria deve fronteggiare instabilità economica e tensioni istituzionali. Il soft power turco esiste, ma si muove su basi fragili, sotto una guida sempre più autoritaria.

Gli Stati Uniti, infine, sembrano ormai spettatori intermittenti. Tagliano fondi, alzano dazi, lasciano a metà i dossier energetici. Nel caso del Kazakistan, l’unico partner con cui esisteva un commercio solido, l’amministrazione Trump ha imposto tariffe più alte che a qualsiasi altro paese della regione. Segnale più di distanza che di strategia.

E così, mentre tutti vogliono entrare in Asia Centrale, sono proprio gli esterni a vacillare. Il vecchio Grande Gioco si giocava tra potenze forti in un territorio conteso. Il nuovo sembra giocarsi tra potenze indecise, intorno a un territorio che – per la prima volta – potrebbe scegliere da sé.

Montagne del Pamir e cima Lenin – Di Nihongarden – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=23288526