Quasi la metà dei bambini nel mondo, circa 1,12 miliardi, non ha accesso a una dieta sana ed equilibrata. È quanto emerge dal nuovo rapporto di Save the Children diffuso in occasione del vertice internazionale Nutrition for Growth (N4G), in corso a Parigi.
L’organizzazione umanitaria ha analizzato il costo di una dieta adeguata in 167 paesi, rivelando una realtà allarmante: nei contesti a basso e medio reddito, il 68% dei minori vive in famiglie che non riescono a permettersi alimenti nutrienti.
L’impennata globale dei prezzi alimentari, sommata all’aumento generale del costo della vita, ha costretto milioni di famiglie a rivolgersi a cibi meno costosi ma anche meno nutrienti. In molti casi, il criterio di scelta non è più la qualità, ma la possibilità di riempire lo stomaco.
Questo cambiamento mette seriamente a rischio la salute e lo sviluppo dei bambini, soprattutto nei primi anni di vita, con conseguenze potenzialmente irreversibili.
Il problema non è solo economico, ma sistemico. In molte aree del mondo, l’accesso al cibo sano è reso difficile da disuguaglianze sociali, povertà strutturale e cambiamenti climatici che danneggiano le coltivazioni e l’agricoltura locale.

In paesi come la Colombia e il Bangladesh, la combinazione tra inflazione alimentare e disastri naturali ha aggravato l’insicurezza nutrizionale. Le famiglie più vulnerabili si trovano costrette a basare la dieta quotidiana su carboidrati a basso costo, a scapito di proteine, frutta, verdura e altri nutrienti fondamentali.
Il vertice di Parigi è stato l’occasione per riportare al centro del dibattito globale la questione della malnutrizione infantile, in un momento in cui i tagli alla cooperazione internazionale e l’instabilità economica mettono a rischio i progressi degli ultimi anni.
Save the Children ha rivolto un appello urgente alla comunità internazionale affinché si impegnino risorse e volontà politica per affrontare questa emergenza con un approccio integrato.
Le proposte sul tavolo sono molteplici: rafforzare i sistemi alimentari sostenibili e locali, rendere i cibi nutrienti economicamente accessibili, rafforzare i servizi sanitari e la protezione sociale, sostenere le famiglie più fragili, dare un ruolo centrale alle donne nelle politiche nutrizionali e integrare la lotta alla malnutrizione con le politiche ambientali e climatiche.
Secondo Save the Children, solo un impegno concreto e multisettoriale, sostenuto da finanziamenti stabili e da politiche basate su dati e prove, potrà garantire a ogni bambino il diritto a un’alimentazione sana. Oggi, questo diritto elementare è negato a un bambino su due nel mondo.



