Abitare in Toscana: cresce il disagio, calano i fondi pubblici

In Italia in alcune, poche, regioni, esistono Osservatori regionali sulla condizione abitativa, tra questi, quello in Toscana, che recentemente ha diffuso i dati del suo XIII Rapporto.

Un Rapporto che rappresenta una fotografia, seppur relativa ad una regione, oltretutto non tra quelle più disagiate, che ci conferma l’evidenza del disagio vissuto da sempre più famiglie per l’accesso all’abitazione e i dati relativi ai comuni toscani confermano questo disagio.

Il 13° Rapporto “Abitare Toscana” segnala, anche in questa regione, che si assiste ad un ”inverno demografico”, che vede una popolazione con un’età media in aumento e un indice di vecchiaia che segna un +22,3% rispetto al 2020. Infatti la popolazione over 65 è segnalata in crescita, mentre quella in età lavorativa dai 15 ai 64 anni è in costante diminuzione.

Il Rapporto stima nel medio periodo un graduale incremento dei nuclei unipersonali e delle coppie senza figli, e una forte riduzione delle famiglie con figli. Ovviamente questo non potrà che avere un riverbero anche sull’abitare.

Per quanto riguarda l’accesso all’abitazione, le difficoltà di accesso alla casa aumentano, anche in Toscana. Secondo il Rapporto Il 4,1% delle famiglie si trova in una situazione in cui le spese abitative complessive superano il 40% del reddito netto disponibile.

Il mercato delle locazioni, sia ad uso abitativo che commerciale, nel 2023 è risultato in stagnazione tenuto conto che il numero dei contratti registrati è aumentato dello 0,3%.
In tale ambito va segnalato che in Toscana diminuiscono le locazioni riguardanti immobili destinati ad uso abitativo, mentre crescono quelle commerciali.

Per quanto riguarda i sostegni all’affitto, come è noto, il Fondo sociale per l’affitto, istituito dalla legge 431/98, non è stato rifinanziato a livello nazionale nel 2023, come anche nel 2024, si è, quindi, assistito in Toscana ad una significativa riduzione delle risorse, ora basate esclusivamente sul contributo regionale e su quello da parte dei Comuni.

Il XIII Rapporto afferma che la dotazione effettiva per il 2023 è stata pari a poco più di 12 milioni di euro, mentre l’anno precedente con il Fondo affitto sostenuto da risorse nazionali, era stata di quasi 28 milioni di euro.

Altro dato interessante è il numero delle domande di accesso al contributo affitto in Toscana complessivamente sono state 17.699, di cui 13.529 di fascia A, ovvero le famiglie in condizioni socioeconomiche svantaggiate, e 4.170 di fascia B, ovvero nuclei famigliari con redditi tali da non poter far totalmente fronte alle spese abitative, definita come ”fascia grigia”.

Il Fondo morosità incolpevole, come accaduto per il fondo per l’affitto, anche questo che avrebbe la finalità di supportare cittadini che possono comprovare una riduzione del proprio reddito dettata da cause di forza maggiore, quale la perdita del lavoro, la cassa integrazione, non è stato rifinanziato negli anni 2023 e 2024.

Per quanto riguarda gli sfratti questi nel 2023 tornano ad aumentare sensibilmente con il trend delle richieste di esecuzione dello sfratto dopo il blocco negli anni del Covid e queste sono state ben 8.604. lo stesso anno gli sfratti effettivamente emessi sono stati circa 2.500 su tutto il territorio regionale, con un incremento rispetto all’anno precedente del 163%.

Gli edifici ERP in Toscana al 31 gennaio 2024 sono 5.865, 54 edifici in meno rispetto al 2015. I territori nei quali si osserva la maggiore quota di calo sono quelli di Massa-Carrara (-4%) e quello di Prato (-3,7%). Firenze rappresenta il 21% del totale regionale, seguito da Pisa (14%), Livorno (12,5%) e Lucca (11%), che insieme coprono quasi il 60% del patrimonio regionale.

La maggioranza degli edifici, 3.035, il 54,2% è stata costruita prima del 1970, il 37,2%, 2084, nel periodo 1970-2000 e poco meno del 9%, 480, dopo il 2000. L’età media del patrimonio ERP a oltre 50 anni.

Il numero di alloggi presenti negli edifici ERP della Toscana è ormai stabile da alcuni anni attorno a 50.000. Il Lode di Firenze copre circa 1/4 degli alloggi, e insieme a quello di Livorno (17%) e quello di Pisa (13%) rappresenta oltre la metà del patrimonio regionale.

Nel 2023 risultavano in costruzione 493 alloggi (nel 2022 erano 421 e nel 2021 erano 293), di cui 84 con prevista disponibilità nel corso del 2024. Nel corso del 2023 sono stati restituiti 1.819 alloggi (1.961 nel 2022, 1.653 nel 2021 e 1.374 nel 2020). Circa 2/3 di questi sono stati riconsegnati in maniera spontanea, nel 30% dei casi la restituzione è avvenuta per decesso.

Le occupazioni abusive vedono 230 casi, erano 369 nel 2021, 266 nel 2022. Gli alloggi sfitti/non occupati sono 4.682. Circa 1/4 degli alloggi sfitti si trova nel Lode di Firenze.
Il 77% dei motivi di sfitto è attribuibile a questioni manutentive, il 63% sono in attesa di manutenzione per il 14% la manutenzione è in corso. Del totale degli alloggi sfitti/non occupati, solo il 12% è effettivamente disponibile.

Circa il 30% dei nuclei in alloggi ERP ha una composizione unipersonale di cui il 15,6% con assegnatario ultra ottantacinquenne. I nuclei con all’interno soggetti invalidi sono il 22,3%, mentre si attestano al 3% le famiglie aventi figli con disabilità. La componente straniera degli assegnatari di alloggi ERP rappresenta ad oggi il 13,8%. la quota di stranieri residenti in Toscana è del 12%.

Le domande per accedere ad una casa popolare sono state 23.711, quelle ammesse sono state 19.181, l’80,1%, le domande ammesse presentate da famiglie straniere sono state 5.866, ovvero il 30,6%.

Gli Osservatori sono necessari e sulla base dei dati che possono acquisire diventare la base per impostare politiche abitative concrete e positive. Ma ancora Governo e la maggior parte delle regioni non lo capiscono.

Chi vuole approfondire il Rapporto della Regione Toscana, composto da circa 150 pagine può cliccare su questo link.


Massimo Pasquini
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini è stato a lungo segretario Nazionale dell'Unione Inquilini