La Svizzera che non ti aspetti: la povertà crescente del Canton Ticino

Quando si pensa alla Svizzera, l’immagine che emerge è quella di un paese prospero, un simbolo di stabilità economica e benessere. Tuttavia, nel Canton Ticino questa percezione si scontra con una realtà ben diversa: la povertà sta crescendo in modo preoccupante, colpendo fasce sempre più ampie della popolazione.

Secondo i dati più recenti, il 12,8% dei ticinesi vive in condizioni di povertà, un valore nettamente superiore alla media nazionale dell’8,2%. A questo si aggiunge un dato ancora più allarmante: oltre il 35% della popolazione è a rischio di esclusione sociale, una percentuale che pone il Ticino tra le regioni europee più vulnerabili. Si tratta di un aumento significativo rispetto al 24,2% registrato solo tre anni fa.

Una povertà che si diffonde: working poor e famiglie monoparentali

Dietro queste cifre si nasconde una realtà fatta di salari insufficienti e costi di vita insostenibili. Il Canton Ticino, infatti, registra stipendi medi inferiori del 20% rispetto al resto della Svizzera, con differenze che possono arrivare al 40% rispetto a cantoni economicamente più forti come Zurigo. Nonostante ciò, il costo della vita rimane elevato: basti pensare ai premi delle casse malati, che nel cantone raggiungono livelli altissimi, incidendo pesantemente sui bilanci familiari.

La combinazione di bassi redditi e spese crescenti ha fatto emergere figure sociali una volta marginali, come i “working poor”: persone che, pur avendo un lavoro, non riescono a superare la soglia di povertà. Oggi, il 5% della popolazione attiva del Ticino rientra in questa categoria, un valore superiore alla media nazionale del 3,8%.

A soffrire particolarmente sono anche le famiglie monoparentali e gli anziani. La direttrice di “Soccorso d’Inverno Ticino”, Paola Eicher-Pellegrini, ha descritto pochi giorni fa a RSI una situazione in costante peggioramento: “Il numero di richieste di aiuto non scende, anzi aumenta. Le difficoltà non sono più solo legate al pagamento di una singola fattura: molte persone rischiano lo sfratto e si trovano in situazioni di grave precarietà”. Prima della pandemia, l’associazione riceveva circa 300 richieste all’anno; oggi le domande si attestano stabilmente tra le 800 e le 1.000, e con l’arrivo del 2025 le previsioni sono tutt’altro che incoraggianti.

Il costo sociale della povertà

Le conseguenze della povertà in Ticino non si limitano ai dati statistici ma hanno un impatto concreto sulla vita delle persone. Il rischio sfratti, la difficoltà ad accedere a cure mediche adeguate e l’incapacità di far fronte a spese impreviste rendono la quotidianità di molti ticinesi un percorso a ostacoli. In un contesto in cui il sostegno sociale, pur efficace, non riesce a contenere il problema, la rete della solidarietà appare sempre più in difficoltà. Dopo il picco di generosità registrato durante la pandemia, infatti, gli aiuti sono diminuiti, mentre le richieste continuano ad aumentare.

Un sistema da rivedere

La povertà nel Canton Ticino è un problema strutturale che richiede risposte concrete. Politiche salariali più eque, misure per contenere il costo della vita e un rafforzamento dei servizi sociali sono interventi indispensabili per affrontare questa emergenza. Come ha evidenziato il Rapporto sociale sulla povertà in Ticino, se da un lato il sistema di sostegno riesce a mitigare gli effetti più drammatici della povertà, dall’altro il problema rimane profondo e radicato.

Dietro l’immagine della Svizzera ricca

L’immagine di un Ticino prospero si sgretola di fronte a queste evidenze. La povertà non è più una condizione limitata a situazioni estreme, ma una realtà che può colpire chiunque: dai lavoratori precari ai pensionati, dalle famiglie monoparentali ai giovani che faticano ad affacciarsi al mondo del lavoro. Il rischio è che questa “nuova povertà” diventi una condizione cronica, amplificando le disuguaglianze e compromettendo il tessuto sociale del cantone.

Invertire questa tendenza richiede un impegno collettivo e immediato. Il Canton Ticino, con le sue contraddizioni, rappresenta oggi un caso emblematico di come anche nelle regioni più ricche d’Europa la povertà possa radicarsi, silenziosamente, tra le pieghe della società.

“Assise, elle attend” by Sylv Photos is licensed under CC BY-NC 2.0.