Infortuni a scuola: 36.728 denunce e 8 morti in 4 mesi

Crescono le denunce di infortunio tra gli studenti. Nei primi quattro mesi del 2026, secondo i dati provvisori dell’Inail, sono state presentate 36.728 segnalazioni per alunni e studenti di ogni ordine e grado. Nello stesso periodo del 2025 erano state 34.268. L’aumento è del 7,2%.

Il numero colpisce perché riguarda la quotidianità della scuola: aule, corridoi, palestre, laboratori, ricreazione, attività didattiche e spostamenti. La scuola non è solo il luogo dell’apprendimento.

È anche uno spazio fisico attraversato ogni giorno da milioni di minori, dove sicurezza, manutenzione, vigilanza e organizzazione pesano concretamente sulla vita degli studenti.

Il dato più grave riguarda i casi mortali. Nei primi quattro mesi dell’anno l’Inail ne ha ricevuti otto, contro i cinque denunciati nello stesso periodo del 2025.

L’Istituto precisa che si tratta di numeri provvisori, soggetti ad aggiornamenti nei mesi successivi, soprattutto per gli eventi mortali e per quelli legati ai percorsi di formazione scuola-lavoro.

Le denunce che riguardano studenti coinvolti nei percorsi di formazione scuola-lavoro sono state 355. In questo caso il dato risulta in forte calo: meno 54% rispetto ad aprile 2025.

È una flessione significativa, ma da leggere con prudenza, perché proprio su questa categoria le rilevazioni possono essere aggiornate successivamente.

Nel complesso, gli infortuni in ambito scolastico rappresentano il 18% di tutte le denunce arrivate all’Inail nel primo quadrimestre del 2026. È quasi una denuncia su cinque.

La stragrande maggioranza degli incidenti, il 97%, avviene durante lo svolgimento delle attività scolastiche. Solo il 3% è classificato come “in itinere”, cioè nel tragitto tra casa e scuola.

La distribuzione per genere mostra una prevalenza maschile. Il 58% degli infortuni denunciati riguarda studenti maschi, con un aumento dell’8,1% rispetto al 2025. Le studentesse rappresentano il 42% dei casi, anche in questo caso in crescita, ma con un incremento più contenuto: più 6%.

“R몺ndiera @ palestra scuola primaria Calliano” by PORTOBESENO is licensed under CC BY-NC 2.0.

Ancora più netto il dato per età. Tre infortuni su quattro riguardano minori di 15 anni. Il restante quarto interessa studenti dai 15 anni in su. È un elemento centrale: la maggioranza degli incidenti avviene tra bambini e ragazzi più piccoli, cioè nella fascia che dovrebbe essere maggiormente protetta dagli adulti, dall’organizzazione scolastica e dalla qualità degli spazi.

Sul piano territoriale la Lombardia concentra il 24% delle denunce nazionali, con un aumento dell’11,6% rispetto all’anno precedente. Seguono Emilia-Romagna e Veneto, entrambe al 12% del totale nazionale, e il Piemonte al 10%. L’Emilia-Romagna registra l’incremento più marcato tra le regioni principali indicate dai dati: più 17,7%.

Il 95% delle denunce proviene da scuole statali, mentre il 5% riguarda istituti non statali e privati. Anche questo dato va letto tenendo conto del peso numerico della scuola pubblica nel sistema nazionale. Ma conferma che la questione riguarda prima di tutto la scuola di tutti, quella frequentata dalla maggioranza degli studenti italiani.

L’aumento delle denunce non va interpretato in modo automatico. Dal 2025/2026 la tutela assicurativa Inail per studenti e personale scolastico è stata resa strutturale.

Questo può favorire una maggiore emersione degli episodi e una registrazione più completa degli infortuni. Ma l’emersione non attenua il problema: lo rende più visibile.

Ogni denuncia racconta un fatto concreto: una caduta, un urto, un incidente in palestra, un evento in laboratorio, un problema durante un’attività scolastica. Nella maggior parte dei casi non si tratta di eventi gravi. Ma quando il numero supera quota 36 mila in quattro mesi, la prevenzione non può essere ridotta a una procedura burocratica.

La sicurezza a scuola dipende da molte cose insieme: edifici mantenuti, spazi adeguati, palestre controllate, laboratori sicuri, personale formato, sorveglianza sufficiente, regole chiare e tempi scolastici sostenibili.

È una responsabilità diffusa, che riguarda dirigenti, enti locali, ministero, personale scolastico e politiche pubbliche.

La scuola italiana discute spesso di programmi, voti, discipline, valutazione e competenze. I dati Inail ricordano un punto più elementare: prima ancora di imparare, uno studente deve poter stare in un luogo sicuro.

Quando aumentano gli infortuni, la domanda non può essere solo quante denunce siano arrivate, ma quanta prevenzione reale ci sia dietro la vita quotidiana delle scuole.

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