Da agenzie di stampa si apprende che il Governo con l’impertubabile ministro della (in)giustizia starebbe definendo un decreto legge sull’emergenza abitativa per rendere più agevole la procedura degli sfratti.
In questo modo il governo con una piroetta sociale fa passare per emergenza abitativa i proprietari che hanno sfrattato e non le famiglie di inquilini sfrattate.
Giova ricordare che in grandissima parte gli sfratti non sono motivati da necessità.
Basta pensare che nel 2024, fonte Ministero Interno, su oltre 40.000 sentenze di sfratto emesse solo poco piu di 2.200 erano motivate da necessità, oltretutto circa 1.900 di queste emesse nel comune di Palermo e i comuni della provincia di Roma.
Quindi il 95% degli sfratti servono solo per guadagnare di più o trasformarli in affitti turistici o lasciarli vuoti.
Sembra quindi che il governo porterà a breve sul tavolo del Consiglio dei ministri un decreto legge per snellire e velocizzare le procedure si sfratto.
Per definire questo decreto legge sarebbero previste riunioni all’inizio della prima settimana di novembre, mentre un Consiglio dei ministri e’ convocato per mercoledi 5 novembre.

Il cosiddetto dl “emergenza abitativa”, in assenza di qualsiasi programma o azione di politiche abitative e senza tenere conto del fatto che gia’ oggi si eseguono ogni anno oltre 20.000 sfratti con la forza pubblica, oltre 100 al giorno, senza offrire alcuna forma di passaggio da casa a casa si prefigge quindi l’obiettivo di garantire una casa a chi già ce l’ha.
Solo pochi giorni fa il Relatore Onu per il diritto all’alloggio in missione a Roma e Padova aveva ribadito che le esecuzioni di sfratto senza la garanzia del passaggio da casa a casa violano il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, che l’Italia ha recepito con la legge 881 del 1977.
E il governo risponde, dopo il decreto sicurezza che dispensa pene da due a sette anni per chi occupa.e per gli attivisti sociali solidali con le famiglie di sfrattati, con un decreto legge che punta a provocare ed alimentare una tensione sociale forndata da evidente odio verso i poveri e i precari della casa, senza porsi minimamente il problema di come rispondere alle esigenze abitative di chi sarà sfrattato con la forza.
Voglio augurarmi che in Parlamento le forze di opposizione esprimano con maggior forza possibile il dissenso verso un eventuale decreto legge incivile.
Ma, prima ancora, spero che il Presidente Mattarella valuti con estrema attenzione il decreto legge che il governo starebbe definendo e che i Comuni facciano sapere che l’eventuale siffatto decreto sarebbe per le città insostenibile.



