Secondo indiscrezioni circolate in ambienti diplomatici e amplificate dal solito sottobosco complottista, Donald Trump avrebbe chiesto ufficialmente al governo italiano la liberazione di Davide Lacerenza, il re delle notti milanesi travolto dallo scandalo di droga e escort. Non un appello umanitario, non un invito alla giustizia, ma una minaccia vera e propria: se Lacerenza non viene scarcerato, gli Stati Uniti aumenteranno al 100% i dazi sui prodotti dello stivale.
Viste le ormai ridotte capacità intellettive della nazione è forse meglio specificare che si tratta di una provocazione. Ma il parallelo tra questi due esseri volgari e truffaldini è tutt’altro che peregrino.
Trump e Lacerenza: due uomini, un solo stile di vita. Lacerenza è un Trump italiano in scala ridotta. Soltanto che ancora non ha pensato alla politica. Ma tempo al tempo, è ancora giovane.
Se c’è una cosa che accomuna Lacerenza e Trump è la loro totale mancanza di vergogna. Non importa cosa dicano di loro, quali scandali li travolgano, quante accuse pesino sulle loro spalle: il mondo continua a seguirli, ad applaudirli, a considerarli modelli di successo. Non serve un particolare acume per notare che entrambe le carriere hanno prosperato su una sostanziale assenza di regole.
Davide Lacerenza ha cavalcato l’onda del lusso esibito e del kitsch esagerato, trasformando la sua “Gintoneria” in una cattedrale del trash, dove sciabolare champagne con una carta di credito era l’unico rito richiesto ai fedeli. Un influencer prima ancora di essere un imprenditore, un uomo capace di tradurre il più becero esibizionismo in successo commerciale.
E poi, dietro le bottiglie di Dom Pérignon e le modelle da Instagram, c’era altro: un sistema che, secondo la magistratura, coinvolgeva droga ed escort, con lui e la sua ex compagna Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi, a dirigere l’orchestra (Nobile al momento risulta estranea alle accuse per la cocaina).
Dall’altra parte dell’oceano, Donald Trump non ha venduto gin e bollicine, ma sogni e truffe ben più ambiziose. I suoi casinò sono falliti lasciando montagne di debiti che altri hanno dovuto ripagare, la sua “Trump University” si è rivelata una macchina per ingannare gli ingenui, la sua presidenza ha trasformato la Casa Bianca in un teatro dell’assurdo, dove un miliardario senza scrupoli si è eretto a paladino dell’uomo comune.
Il tutto condito da bancarotte, scandali sessuali e un’indagine dietro l’altra. Il colpo di grazia? L’assalto al Campidoglio, un vero e proprio atto da gangster politico. E poi, diciamocelo, a Trump serve proprio un uomo così. Nel caos della sua campagna elettorale, il tycoon americano non ha avuto il tempo di guardarsi bene intorno, di valorizzare preziose risorse anche al di fuori del suo Paese.
Per incarnare lo spirito di un’America trumpiana, senza freni, volgare e fuori controllo, un’America che beve champagne direttamente dalla bottiglia mentre scommette il PIL su una roulette russa, chi potrebbe essere meglio di Lacerenza?

Ecco perché, secondo alcuni insider del cerchio magico trumpiano, il piano sarebbe già in moto: far liberare Lacerenza e lanciarlo come stratega elettorale, se non addirittura vicepresidente USA. L’idea di Davide Lacerenza vicepresidente degli Stati Uniti, stante la difficoltà a trovare spazio di quello attuale, Vance, dimezzato nel ruolo dalla presenza di Elon Musk alla Casa bianca, potrebbe sembrare una provocazione, ma niente è ormai impossibile.
Se uno che sciabola champagne con la patente metallica e che ha fondato il suo impero sulla combinazione perfetta di gin, Instagram e illegalità può essere un imprenditore di successo, perché non potrebbe anche sedere nello Studio Ovale accanto a un uomo che ha provato a rovesciare un’elezione democratica?
Già lo vedo: Lacerenza in diretta su Fox News, in smoking leopardato, a spiegare la sua strategia per rilanciare l’economia americana: “Signori, vi dico la verità: basta lavorare per mille euro al mese! Sciabolate, fate i soldi veri, investite nel trash!”
Il Campidoglio trasformato in una Gintoneria, con i parlamentari obbligati a bere champagne prima di ogni voto per testarne la qualità. Diplomazia internazionale gestita a sciabolate, con incontri di pace tra leader mondiali risolti a colpi di bollicine e Fenicotteri rosa gonfiabili in mezzo alla sala stampa della Casa Bianca. Lacerenza che introduce nuove tasse sui “poveracci” che non possono permettersi almeno un Rolex al mese.
Non è così assurdo. Se Trump ha portato un imprenditore di hot dog e un venditore di materassi alla Casa Bianca, perché non un re delle sciabolate?
Ma Trump non è l’unico a vedere il potenziale di Lacerenza. Anche in Italia qualcuno inizia a fiutare l’affare. Nel centrodestra, dove i leader sono ormai più simili a influencer di provincia che a politici, una figura come Lacerenza potrebbe essere un’arma segreta.
Lo vedremmo bene come ministro del Lusso e delle Sciabolate, anche perchè col declino di Daniela Santanchè c’è un posto libero in quello schieramento:
a) Salvini lo usa per la propaganda sovranista, perché “se bevi champagne francese sei un radical chic, se lo sciaboli sei un patriota”.
b) Giorgia Meloni lo corteggia per portarlo nel governo, perché il popolo “vuole personaggi carismatici, non burocrati grigi”.
c) Lacerenza potrebbe davvero diventare l’arma finale del populismo italiano: più volgare di Salvini, più arrogante di Briatore, più spregiudicato di Berlusconi.
Ma il punto vero non è Trump, non è Lacerenza, non è nemmeno il parmigiano in ostaggio. Il punto è che viviamo in un’epoca in cui tutto questo non è assurdo, ma perfettamente possibile.
Il nostro tempo non è per i competenti, per chi rispetta le regole o per chi crede ancora in un minimo di dignità pubblica. Il nostro tempo è per i gangster, i furbi, i cialtroni. Il successo oggi non si misura in merito, ma in arroganza.
Trump e Lacerenza non sono anomalie, sono i protagonisti perfetti di una società che ha completamente perso il senso della realtà, molto più di questo surreale, ma non troppo, articolo di colore. E se domani davvero un Lacerenza vicepresidente USA o un Lacerenza stratega elettorale per il centrodestra italiano diventassero realtà, nessuno avrebbe più il diritto di sorprendersi.



