Incendi di batterie al litio: il lato oscuro dell’energia “pulita”

L’ultimo episodio si è verificato in California, nella contea di Monterey, dove un vasto impianto di stoccaggio di batterie agli ioni di litio è andato a fuoco a gennaio, bruciando per giorni e costringendo oltre mille persone a evacuare le proprie case.

Situato a Moss Landing, il sito ospita la più grande struttura di questo tipo al mondo, progettata per immagazzinare l’energia in eccesso e rilasciarla in rete quando necessario.

L’incendio ha sollevato allarmi per le possibili contaminazioni di aria, acqua e suolo. I residenti delle zone limitrofe hanno riportato sintomi come mal di testa, mal di gola e irritazioni respiratorie, temendo gli effetti a lungo termine dell’esposizione ai fumi tossici.

Le analisi preliminari hanno rilevato la presenza di metalli pesanti come cobalto, nichel, rame e manganese nei terreni fino a diversi chilometri di distanza dall’impianto. Il monitoraggio dell’acqua potabile ha mostrato tracce di metalli, anche se secondo le autorità in quantità “sicure”.

A complicare la situazione, l’assenza di protocolli realmente efficaci per domare gli incendi di batterie al litio: il metodo standard prevede semplicemente di lasciare che il fuoco si estingua da solo, dato che l’acqua può scatenare reazioni chimiche peggiorative. Una soluzione che non rassicura affatto chi vive nelle vicinanze.

Nel frattempo, mentre le istituzioni locali chiedono regolamenti più severi, il problema resta irrisolto: Moss Landing è solo l’ennesimo caso di un fenomeno che sta diventando sempre più frequente.

Non un caso isolato: gli incendi si moltiplicano
Quello della California è solo l’ultimo episodio di una serie di incendi che hanno colpito impianti di batterie al litio in tutto il mondo, con conseguenze pesanti per la salute pubblica e l’ambiente.

Negli Stati Uniti, episodi simili si sono verificati in San Diego nel 2024, dove un impianto ha bruciato per cinque giorni, e a New York City, dove nel 2023 si sono registrati 92 incendi legati a batterie al litio, con 64 feriti e 9 morti.

“UH Maui College Physical Plant Manager Robert Burton looks at battery array.” by University of Hawai‘i News is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.

Altri episodi si sono verificati in Australia, dove un enorme sistema di stoccaggio di 300 megawatt ha preso fuoco vicino a Geelong, e nel Regno Unito, dove il numero di incendi causati da batterie è aumentato drasticamente, tanto che i vigili del fuoco di Londra hanno definito questi dispositivi “il rischio di incendio in più rapida crescita”.

I punti in comune? Sempre gli stessi: incendi che si propagano rapidamente, rilascio di fumi tossici, difficoltà nello spegnimento e danni ambientali i cui effetti sono spesso difficili da valutare nel breve termine.

Anche Italia si sono verificati episodi di incendi legati a batterie agli ioni di litio. Ad esempio, il 10 dicembre 2023, a Colico (Lecco), un impianto per lo smaltimento di tali batterie ha preso fuoco; lo stesso impianto era stato interessato da un altro incendio tre settimane prima.

Inoltre, il 22 marzo 2023, a Forlì, un negozio specializzato nella vendita di biciclette è stato distrutto da un incendio, presumibilmente innescato da una bicicletta elettrica.

Il silenzio assordante della stampa
Nonostante la crescente frequenza di questi incidenti, l’attenzione mediatica resta scarsa. La transizione verso l’energia elettrica è un business miliardario e la narrazione deve restare positiva. Dopotutto, la maggior parte dei grandi media appartiene alle stesse holding che investono nell’industria delle auto elettriche e delle batterie.

Non sorprende, quindi, che i pericoli vengano minimizzati, trattati come casi isolati o problemi tecnici da risolvere con qualche regolamentazione in più.

Eppure, la realtà è ben diversa. La corsa sfrenata alla mobilità elettrica ha messo in secondo piano la sicurezza. Gli impianti di stoccaggio delle batterie crescono ovunque senza un adeguato controllo e senza piani chiari su come gestire le emergenze. Nel frattempo, i rischi legati all’estrazione dei materiali necessari per produrle e al loro smaltimento restano un tema tabù.

L’incendio di Moss Landing non è stato il primo e, senza interventi seri, non sarà certo l’ultimo. Ma finché l’interesse economico prevarrà su quello pubblico, il rischio di respirare fumi tossici in nome della “sostenibilità” resterà una minaccia silenziosa.

“Rheineck – Large Battery Storage Device” by Welcome to Switzerland backstage! is licensed under CC BY 2.0.