venerdì, Gennaio 16, 2026

Assad il narcotrafficante, che resta al potere grazie al Captagon

Un lungo e documentatissimo reportage del Washington Post, scritto da Joby Warrick e Souad Mekhennet, esplora l’impatto devastante della produzione e del traffico del Captagon in Siria, rivelando come questo commercio illecitamente redditizio sostenga l’economia del regime di Bashar al-Assad e rappresenti una minaccia crescente per la regione.

L’articolo descrive come i villaggi siriani al confine con la Giordania sembrino desolati di giorno, ma di notte si trasformino in un punto di passaggio per colonne armate di contrabbandieri.

Questi trafficanti trasportano grandi quantità di Captagon, una droga sintetica, che viene prodotta in massicce quantità in Siria, con un valore stimato di 10 miliardi di dollari all’anno. Le compresse, fabbricate in fabbriche segrete, vengono contrabbandate attraverso il confine, nonostante gli sforzi delle forze giordane per fermare il traffico.

Il reportage sottolinea come l’industria del Captagon sia diventata il fulcro di un’economia “zombie” in Siria, finanziando l’élite politica e militare del paese. La produzione e il traffico di Captagon sono cresciuti con la tacita approvazione del governo siriano, secondo funzionari statunitensi e mediorientali.

Questo commercio non solo sostiene finanziariamente il regime di Assad, ma ha anche esteso il suo impatto ai paesi vicini, inondando la regione di pillole a basso costo e generando una dipendenza crescente nei paesi del Golfo Persico.

I profitti enormi del traffico di Captagon hanno attirato reti criminali organizzate e milizie sostenute dall’Iran in Libano, Iraq e Siria. Questi gruppi non solo contrabbandano droga, ma trasportano anche armi, con i trafficanti che spesso sono pronti a combattere.

La Giordania ha condotto raid aerei e terrestri per fermare i contrabbandieri, catturando armi e esplosivi destinati a militanti estremisti.

Il Captagon è diventato una risorsa vitale per il regime di Assad, offrendo enormi profitti e una certa immunità dalle sanzioni internazionali. Nonostante le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, il commercio di Captagon ha permesso alla classe dirigente siriana di mantenere il potere.

Joel Rayburn, ex inviato speciale degli Stati Uniti in Siria, ha dichiarato che il regime di Assad si basa sul Captagon per sopravvivere alla pressione delle sanzioni.

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Il governo di Assad ha ripetutamente negato il coinvolgimento nel traffico di droga, nonostante le prove contrarie. Documenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti hanno identificato parenti stretti di Assad, come suo fratello Maher al-Assad, come figure chiave nel traffico di Captagon.

La maggior parte delle pillole viene prodotta in aree controllate dal regime e trasportata attraverso confini e porti governativi.

Uno studio del 2023 ha stimato che il traffico di Captagon genera circa 2,4 miliardi di dollari all’anno per il regime di Assad, superando qualsiasi altra fonte di entrate. Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea mirano a punire il regime siriano per crimini di guerra e a fare pressione su Assad per negoziare la fine del conflitto.

Tuttavia, le sanzioni hanno avuto un effetto limitato sul commercio di Captagon e hanno aggravato le difficoltà economiche per la popolazione siriana.

La produzione di Captagon è iniziata nel 2019 in Siria, con la partecipazione di figure come Hassan Daqqou, soprannominato il “Re di Captagon”, che ha costruito un impero della droga attraverso alleanze con funzionari governativi e di sicurezza in Siria e Libano.

La 4a Divisione di Maher al-Assad è stata identificata come un partecipante attivo nel commercio di Captagon, controllando hub di distribuzione e strutture portuali.

Il traffico di Captagon ha avuto ripercussioni globali, con enormi sequestri di droga in Italia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Malesia. Il Captagon è diventato una droga popolare tra i giovani del Medio Oriente, con effetti devastanti sulla salute pubblica.

La Giordania, in particolare, ha affrontato una crescente crisi di sicurezza lungo il confine siriano, con scontri armati tra forze giordane e trafficanti di droga.

Il reportage del Washington Post offre un’analisi approfondita del commercio di Captagon in Siria, evidenziando come questo traffico sostenga il regime di Assad e rappresenti una minaccia crescente per la regione e il mondo.

Le sanzioni internazionali, sebbene necessarie, non sono riuscite a fermare il commercio di Captagon, evidenziando le difficoltà di punire un regime che trova modi sempre nuovi per sopravvivere economicamente.

“Bashar al-Assad propaganda” by watchsmart is licensed under CC BY 2.0.

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