di Angelo De Nardis
Questo è un albero importante perché è un rifiuto. In casa non lo volevano, occupava spazio e non era più a la page con i suoi ornamenti anni ottanta. Poi era troppo piccolino per quella casa così grande. I suoi umani decisero che era meglio liberarsene, definitivamente. Lo caricarono in macchina insieme agli addobbi demodé, lo portarono al centro di raccolta dell’ameno borgo marino per abbandonarlo nell’enorme cassone degli ingombranti e dimenticarsene più in fretta possibile. Niente più regali da vegliare fino alla notte di Natale, solo il gelido acciaio dello scarrabile fino al giorno del trituramento. Poi la svolta inattesa con l’utente che mi domanda: “Ma qui al centro non ce l’avete l’albero? Guarda, devo buttarne uno con le sue palline, lo vuoi?” Certo che lo voglio! L’ho tirato fuori dalla sua scatola, l’ho addobbato con le sue palline rosse, l’ho messo in bella mostra certo che avrebbe fatto la sua figura e ogni volta che lo guardo mi commuovo un poco perché per me rappresenta la seconda, la terza, la nuova chance che tutti noi dovremmo avere, una possibilità di rinascere a dispetto della società in cui viviamo, la società dei consumi delle merci e dei servizi, la società che consuma le persone e tutti i viventi divorandoli in nome di…che cosa? Da quando lavoro nei rifiuti capisco quanto spreco facciamo di cose, di tempo, di persone e ho deciso che mi devo impegnare a non sprecare, a valorizzare anche ciò che sembra essere ormai senza speranza. Quindi viva l’Albero della Monnezza che simboleggia la speranza di una nuova esistenza dopo il rifiuto della società, quando sembra ormai tutto perduto. Viva questo alberello ancora stabile sui suoi piedini metallici, ancora in grado di riscaldare il cuore durante i giorni più bui dell’anno, ancora pronto a far nascere un pensiero nella testa di chi lo guarda e un sorriso sul volto di chi lo osserva. Questo alberello rappresenta tutti noi. Non arrendiamoci e aiutiamolo: una pallina pro capite per addobbarlo ancora di più, per renderlo più luminoso.. Buon Natale a chi ci crede, buone feste a tutti gli altri da Diogene e dal monnezzaro.
Angelo De Nardis


