Diogene – Agenzia 30/01/2025

Ue, von der Leyen lancia la “Bussola per la competitività”

DN-ECO-300125 – L’Unione Europea punta a rilanciare la propria competitività economica con un piano strategico a lungo termine. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato oggi la “Bussola per la competitività”, un documento che delinea le azioni necessarie per rafforzare l’economia del continente nei prossimi anni. “La Bussola trasforma le raccomandazioni del Rapporto Draghi in una tabella di marcia concreta. Ora abbiamo un piano e la volontà politica, ma servono velocità e unità. Il mondo non ci aspetta”, ha dichiarato von der Leyen, sottolineando l’urgenza di agire. Secondo la Commissione, la Bussola rappresenta il primo grande progetto del mandato in corso, fornendo un quadro strategico per guidare le politiche economiche dell’Unione. L’obiettivo è chiaro: fare dell’Europa il polo di innovazione per tecnologie, servizi e prodotti sostenibili, mantenendo il primato nel percorso verso la neutralità climatica. Bruxelles riconosce che negli ultimi due decenni il continente ha perso terreno rispetto alle altre grandi economie globali, frenato da un divario nella crescita della produttività. Tuttavia, l’UE ritiene di avere tutte le risorse per invertire questa tendenza, a patto di rimuovere gli ostacoli strutturali che ne limitano il potenziale. Tra i punti di forza evidenziati, una forza lavoro qualificata, capitali e risparmi consistenti, un mercato unico e un’infrastruttura sociale solida. L’iniziativa della Commissione mira ora a trasformare il consenso politico in azioni concrete, con l’obiettivo di far recuperare all’Europa il passo perso nella corsa globale all’innovazione e alla crescita economica. (Diogene Notizie)


Migranti, oltre 3.300 arrivi nel 2025: il doppio rispetto al 2024

DN-ITA-300125 – Dall’inizio dell’anno, 3.368 migranti sono sbarcati sulle coste italiane, un dato che segna un aumento significativo rispetto ai 1.863 arrivi dello stesso periodo del 2024. Tuttavia, il numero resta inferiore rispetto al 2023, quando gli sbarchi furono 4.959. I dati, aggiornati fino alle 8 di questa mattina, sono stati diffusi dal Ministero dell’Interno. Solo nella giornata di ieri sono state registrate 14 nuove persone arrivate via mare, portando il totale di gennaio ben oltre il numero complessivo dello stesso mese dello scorso anno (2.258 arrivi) ma ancora lontano dal picco del 2023 (4.963). Per quanto riguarda le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, la maggior parte dei migranti giunti in Italia nel 2025 proviene dal Bangladesh (1.189, 35%), seguito da Pakistan (721, 21%), Siria (426, 13%), Egitto (277, 8%), Etiopia (135, 4%) ed Eritrea (119, 4%). Minori percentuali si registrano per Algeria (85, 3%), Marocco (68, 2%), Somalia (52, 2%) e Sudan (49, 1%), mentre 247 persone (7%) risultano ancora in fase di identificazione o provengono da altri Paesi. L’andamento degli sbarchi nei primi giorni del 2025 mostra una tendenza altalenante rispetto agli anni precedenti, con un incremento netto rispetto al 2024 ma ancora inferiore rispetto al picco registrato due anni fa. (Diogene Notizie)


Ue-Giordania, accordo da 3 miliardi per stabilità e sviluppo

DN-ECO-300125 – L’Unione Europea ha annunciato un pacchetto di finanziamenti da 3 miliardi di euro per il Partenariato strategico e globale con la Giordania nel triennio 2025-2027. L’intesa prevede 640 milioni in sovvenzioni, 1,4 miliardi in investimenti e 1 miliardo di euro in prestiti agevolati, con l’obiettivo di rafforzare la stabilità del Paese, sostenere la sua modernizzazione politica, economica e amministrativa e promuovere la resilienza economica. La firma dell’accordo a Bruxelles, durante la visita del re giordano Abdullah II. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha definito l’intesa “una decisione giusta al momento giusto”, sottolineando il legame consolidato tra l’Ue e la Giordania. Bruxelles considera Amman un pilastro della stabilità regionale, con un ruolo chiave nel consolidamento del cessate il fuoco a Gaza, nell’accoglienza di milioni di rifugiati e nel supporto alla transizione della Siria. Von der Leyen ha ribadito il sostegno europeo alla Giordania, lodandone l’impegno per la sicurezza del Medio Oriente e assicurando che l’Europa continuerà a essere al suo fianco. (Diogene Notizie)


Yemen, gli Usa inseriscono gli Houthi in lista terroristi: aiuti umanitari a rischio

DN-EST-300125 – La decisione dell’amministrazione Trump di classificare gli Houthi come Organizzazione terroristica straniera (FTO) solleva forti preoccupazioni per l’impatto sugli aiuti umanitari destinati allo Yemen, già piegato da oltre un decennio di guerra. Il provvedimento potrebbe aggravare la crisi alimentare che colpisce 19,5 milioni di persone, compromettendo l’accesso a cibo, carburante e medicinali. L’organizzazione Azione contro la Fame, presente nel Paese dal 2013, ha lanciato l’allarme: la nuova designazione rischia di ostacolare le importazioni attraverso il porto di Hodeida, controllato dagli Houthi, uno dei principali punti d’ingresso per i rifornimenti vitali del Paese. Possibili restrizioni e ritardi nei flussi commerciali potrebbero innescare un aumento dei prezzi, con conseguenze drammatiche in un contesto in cui quasi metà della popolazione soffre di insicurezza alimentare e il 55% dei bambini sotto i cinque anni è colpito da malnutrizione cronica. Oltre alla crisi umanitaria, c’è un nodo politico e di sicurezza. Gli Houthi, che controllano il nord dello Yemen e circa il 70% della popolazione, non sono solo un attore locale, ma un gruppo armato con capacità offensive dimostrate, protagonista di attacchi contro navi nel Mar Rosso e bersagli regionali. La loro strategia militare, spesso coordinata con Teheran, ha reso lo Yemen un epicentro delle tensioni mediorientali. Le preoccupazioni umanitarie restano centrali, ma la realtà geopolitica non può essere ignorata. Se da un lato il blocco degli aiuti può peggiorare la crisi alimentare, dall’altro è indubbio che gli Houthi abbiano sfruttato il conflitto per consolidare il proprio potere, ostacolando l’accesso degli aiuti nelle aree che controllano e finanziandosi attraverso il commercio illegale. A livello internazionale, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha recentemente approvato una esenzione umanitaria permanente per garantire la consegna degli aiuti nei Paesi soggetti a sanzioni. Tuttavia, la politicizzazione dei finanziamenti e la riduzione dei fondi destinati alle aree sotto il controllo Houthi rischiano di creare un isolamento ancora più marcato per il nord dello Yemen. L’equilibrio tra necessità umanitaria e sicurezza rimane fragile. Mentre l’Occidente si interroga sugli effetti della nuova classificazione, la realtà sul campo dimostra che il problema della fame è determinante, ma gli Houti continuano a destabilizzare l’area con azioni che vanno ben oltre il conflitto interno. (Diogene Notizie)


Clima anomalo in Italia nei “giorni della merla”: rischi per l’agricoltura

DN-ITA-300125 – Le temperature insolitamente alte, con punte di 18 gradi nei giorni che la tradizione vuole come i più freddi dell’anno, stanno creando allarme nei campi. Il caldo fuori stagione potrebbe anticipare il risveglio delle colture, esponendole poi a danni irreparabili in caso di un brusco ritorno del freddo. L’allarme arriva da Coldiretti, che evidenzia il rischio per alberi da frutto, oliveti e altre colture che necessitano del freddo invernale per il corretto ciclo vegetativo. L’assenza di temperature basse potrebbe ridurre le produzioni, mentre la sopravvivenza di insetti dannosi, come la cimice asiatica, potrebbe aggravare i problemi nei prossimi mesi. Secondo i dati dell’Isac-CNR, il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato in Italia, con una temperatura media superiore di 1,35°C rispetto alla norma storica e punte di 1,44°C al Centro-Sud. Alla preoccupazione per il caldo anomalo si aggiunge la siccità, che colpisce in particolare il Sud. In Puglia, nei bacini della Capitanata, mancano 99 milioni di metri cubi d’acqua rispetto allo scorso anno, mentre anche Sicilia e Sardegna soffrono per la scarsità di piogge. Di fronte a un clima sempre più imprevedibile, Coldiretti ribadisce la necessità di soluzioni innovative per l’agricoltura, con l’adozione di strumenti di Agricoltura 4.0. (Diogene Notizie)


Svezia, ucciso Salwan Momika: aveva bruciato il Corano nel 2023

DN-EST-300125 – Salwan Momika, l’uomo noto per aver ripetutamente bruciato copie del Corano in Svezia nel 2023, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella città di Södertälje, nei pressi di Stoccolma. La polizia ha confermato la morte, avvenuta in seguito a una sparatoria in un luogo chiuso. È stata aperta un’indagine per omicidio. Momika, cristiano iracheno, aveva attirato l’attenzione internazionale per le sue azioni, che avevano scatenato proteste e indignazione in diversi Paesi musulmani, con episodi di violenza come l’assalto all’ambasciata svedese a Baghdad. Insieme a Salwan Najem, era stato accusato di agitazione contro un gruppo etnico per aver bruciato e profanato copie del Corano in almeno quattro occasioni, anche davanti a una moschea di Stoccolma. Proprio oggi un tribunale svedese avrebbe dovuto pronunciarsi sulla sua colpevolezza, ma la sentenza è stata rinviata dopo la notizia della sua morte. Secondo alcune fonti, la sparatoria potrebbe essere stata trasmessa in diretta sui social media. Le autorità svedesi avevano condannato gli atti di profanazione, pur ribadendo che la libertà di espressione e di riunione resta un diritto tutelato dalla Costituzione del Paese. (Diogene Notizie)


India, cresce il malcontento economico: inflazione e salari fermi pesano su Modi

DN-EST-300125 – Un numero crescente di indiani sta perdendo fiducia nel proprio futuro economico a causa del carovita e della stagnazione dei salari, fattori che stanno oscurando le prospettive di crescita del Paese. È quanto emerge da un sondaggio pre-bilancio condotto dall’agenzia C-Voter, secondo cui il 37% degli intervistati prevede un peggioramento della qualità della vita nel prossimo anno, il dato più alto dal 2013. L’indagine, condotta su 5.269 adulti in diversi stati dell’India, evidenzia che l’inflazione alimentare continua a erodere i bilanci familiari, riducendo il potere d’acquisto e rallentando la crescita economica del Paese, che si avvia a registrare il ritmo più basso degli ultimi quattro anni. Due terzi degli intervistati ritengono che i prezzi siano aumentati da quando Narendra Modi è primo ministro e oltre la metà sostiene che l’inflazione abbia avuto un impatto negativo sulla loro qualità di vita. Con il bilancio annuale in arrivo questa settimana, si prevede che Modi annuncerà misure per rilanciare la crescita, sostenere il reddito disponibile e rassicurare una classe media in difficoltà. Tuttavia, il problema della disoccupazione giovanile resta un nodo irrisolto: quasi la metà degli intervistati dichiara che il proprio reddito personale è rimasto invariato, mentre le spese sono aumentate, e circa due terzi affermano che il costo della vita è diventato difficile da sostenere. Nonostante la crescita economica dell’India, il mercato del lavoro non è riuscito a garantire un’occupazione stabile per una popolazione sempre più giovane. I 24 miliardi di dollari stanziati nel precedente bilancio per la creazione di posti di lavoro restano inutilizzati, con i programmi ancora bloccati nelle fasi di discussione. Un segnale di difficoltà che, alla vigilia delle elezioni del 2024, potrebbe rivelarsi una sfida politica per Modi. (Diogene Notizie)


Caffè ai massimi storici: prezzi dell’Arabica oltre i 3,60 dollari per libbra

DN-ECO-300125 – I prezzi del caffè Arabica hanno raggiunto un nuovo record, superando 3,60 dollari alla libbra (1 libbra = Kg 0,454), mentre l’offerta globale resta sotto pressione. Il Brasile, principale produttore mondiale, ha venduto già il 70-80% del suo raccolto e le transazioni stanno rallentando, con gli agricoltori poco inclini a cedere ulteriori scorte. Nonostante il clima più favorevole rispetto alla siccità dello scorso anno, il prossimo raccolto brasiliano è previsto in calo del 4,4%, secondo l’agenzia governativa Conab. La scarsità di offerta pesa sul mercato, con il Vietnam, leader nella produzione di caffè Robusta, che procede lentamente nelle vendite e gli stock globali in diminuzione. Mercoledì, i futures dell’Arabica sulla borsa ICE hanno toccato un massimo di 3,6945 dollari alla libbra, chiudendo in rialzo del 2,5% a 3,6655 dollari. Anche il Robusta ha segnato un incremento dello 0,9%, attestandosi a 5.609 dollari a tonnellata. L’India, quinto produttore mondiale di Robusta, prevede un calo delle esportazioni superiore al 10% nel 2025, mentre gli agricoltori brasiliani preferiscono vendere sul mercato locale piuttosto che esportare, grazie a una situazione finanziaria migliorata negli ultimi due anni. Le riserve di caffè del Brasile si sono ridotte drasticamente, scendendo a 500.000 sacchi, rispetto agli 8 milioni tradizionali. Secondo il broker Sucden, il mercato globale del caffè si avvia a registrare un quarto deficit consecutivo, con possibili impatti sui prezzi in caso di nuove perturbazioni climatiche. Nel frattempo, tra le altre materie prime, lo zucchero grezzo è salito dell’1,1% a 19,45 centesimi per libbra, mentre il cacao ha registrato un balzo del 3,3% a 11.745 dollari a tonnellata a New York, con rialzi anche a Londra. (Diogene Notizie)


Italia, un minore su sei vive in case degradate: allarme povertà abitativa

DN-ITA-300125 – Nel 2023, il 16,2% dei minorenni in Italia viveva in abitazioni con gravi problemi strutturali o di umidità, mentre oltre il 45% si trovava in condizioni di sovraffollamento. È quanto emerge dai nuovi dati dell’Osservatorio #Conibambini, che evidenziano il legame tra povertà abitativa e povertà educativa. L’analisi, basata sui dati Istat e sul rapporto del Gruppo CRC, sottolinea la difficoltà di misurare il fenomeno su scala locale. Per colmare questa lacuna, l’Osservatorio ha integrato dati del censimento 2011, mappando la distribuzione delle abitazioni degradate in Italia. Dallo studio emerge un quadro allarmante nel Mezzogiorno, dove sette capoluoghi superano il 50% di edifici in cattive condizioni: Foggia, Cosenza, Reggio Calabria, Messina, Salerno, Catania e Napoli. All’opposto, meno del 10% delle abitazioni è in stato di conservazione mediocre o pessimo in 19 città, perlopiù nel Centro-Nord, con punte più basse a Siena, Brescia, Modena, Vercelli e Arezzo. I dati dal 2011 a oggi, incrociati con le rilevazioni sulle famiglie in difficoltà, confermano una forte correlazione tra degrado abitativo e disagio sociale. L’Osservatorio sulla povertà educativa #Conibambini, promosso da Con i Bambini e Openpolis, intende sollecitare politiche efficaci a favore dei minori che vivono in condizioni di disagio, fornendo dati e analisi utili ai decisori pubblici. (Diogene Notizie)


Francia, Pil in calo dello 0,1% nel quarto trimestre: pesano crisi politica e post Olimpiadi

DN-EST-300125 – L’economia francese ha subito una contrazione dello 0,1% nel quarto trimestre del 2024, un dato peggiore delle attese che evidenzia il rallentamento della seconda economia dell’Eurozona. L’effetto trainante dei Giochi Olimpici di Parigi è ormai svanito, mentre l’instabilità politica e l’incertezza sul bilancio 2025 hanno pesato su consumi e investimenti. Secondo l’INSEE, il calo del Pil è stato superiore alle previsioni di crescita zero. Tuttavia, nell’intero 2024 l’economia francese è cresciuta dell’1,1%, facendo meglio dell’Italia (+0,5%) e della Germania (-0,2%), ma restando lontana dal ritmo della Spagna (+3,2%). Nel quarto trimestre, la crescita dei consumi delle famiglie è rallentata al +0,4% rispetto al +0,6% del periodo precedente, mentre gli investimenti sono scesi dello 0,1%, confermando la debolezza del settore edilizio e il cauto atteggiamento delle imprese. L’export ha subito un ulteriore rallentamento, con un contributo negativo del -0,2% al Pil, mentre le importazioni hanno registrato una ripresa. Il tutto in un contesto in cui la fiducia degli investitori è stata scossa dalle tensioni politiche e dall’aumento del divario tra i tassi d’interesse francesi e tedeschi, con il rendimento del debito francese ora superiore a quello di Spagna e Portogallo. L’avvio del 2025 non lascia intravedere miglioramenti. Le tensioni interne, le difficoltà dei principali partner commerciali della Francia e il rischio di una guerra commerciale con gli Stati Uniti rappresentano ostacoli alla crescita. Il governo di François Bayrou ha fissato un ambizioso piano di riduzione del deficit pubblico, con oltre 50 miliardi di euro di tagli per riportarlo al 5,4% del Pil rispetto al 6% del 2024. Tuttavia, i negoziati con i socialisti per trovare un compromesso sul bilancio sono difficili e il rischio di censura del governo resta elevato. L’INSEE prevede una crescita zero nel primo semestre del 2025, mentre l’obiettivo governativo di +0,9% appare eccessivamente ottimista secondo il Consiglio superiore delle finanze pubbliche. Con meno margine per la spesa pubblica, il rischio di una frenata ancora più marcata resta concreto. (Diogene Notizie)