Diogene – Agenzia 29/01/2025

Azzardo: allarme della Consulta nazionale antiusura sulle riforme del Governo

DN-ITA-290125 – La Consulta nazionale antiusura San Giovanni Paolo II lancia l’allarme sulla riforma del gioco d’azzardo fisico proposta dal Governo, denunciando misure che favoriscono la diffusione incontrollata del fenomeno. Ogni anno, una persona su due tra quelle seguite dalle Fondazioni antiusura si è indebitata a causa dell’azzardo. Nel 2023, il settore ha mosso 135 miliardi di euro e nel 2024 si prevede che supererà i 160 miliardi, con almeno 1,2 milioni di persone affette da dipendenza. Nonostante questi numeri allarmanti, la riforma allenta le misure di contenimento, annullando quasi del tutto il distanziometro, riducendo i luoghi sensibili alle sole scuole secondarie di secondo grado e ai SerD e introducendo fasce orarie differenziate per i punti gioco, di fatto rendendoli accessibili quasi sempre. Secondo il presidente della Consulta, Luciano Gualzetti, il Governo sta favorendo la diffusione capillare dell’azzardo, colpendo in particolare le fasce più fragili della popolazione, spesso indotte a vedere nel gioco una falsa via d’uscita dalla povertà. La distinzione tra punti gioco certificati e non certificati rischia inoltre di vanificare le ordinanze sindacali che limitavano gli orari di apertura delle sale, aggirando anche la sentenza 220/2014 della Corte costituzionale, che riconosceva ai sindaci il potere di regolamentare il settore per tutelare la salute pubblica. (Diogene Notizie)


Sudan: attacco a ospedale nel Darfur, morti quattro bambini

DN-EST-290125 – Almeno quattro bambini sono stati uccisi e altri tre ragazzi feriti in un attacco che ha colpito l’ospedale saudita di El Fasher, nel Darfur settentrionale, venerdì scorso. Lo riferisce oggi l’Unicef, denunciando l’ennesima tragedia che colpisce i minori nelle zone di conflitto in Sudan. Le vittime si trovavano nel reparto di emergenza, dove ricevevano cure per ferite riportate in precedenti bombardamenti. “Si tratta di una chiara violazione dei diritti dei bambini. Luoghi che dovrebbero offrire protezione si trasformano in scenari di morte”, ha dichiarato la direttrice dell’Unicef, Catherine Russell. Nel Paese, oltre il 70% degli ospedali nelle aree di conflitto è fuori uso a causa di attacchi, danni strutturali, carenza di forniture o occupazione da parte di gruppi armati. La distribuzione di aiuti medici e vaccini è gravemente compromessa dall’insicurezza e dalla mancanza di accesso, aggravando la già critica emergenza umanitaria. L’Unicef ricorda che gli ospedali godono di protezione speciale secondo il diritto internazionale e non possono essere presi di mira. “Colpire strutture sanitarie significa negare cure essenziali ai civili, compresi i bambini”, sottolinea l’agenzia, chiedendo a tutte le parti in conflitto di rispettare il diritto umanitario e garantire l’accesso ai servizi medici. “La violenza deve cessare immediatamente. I bambini del Sudan non possono più aspettare”, conclude Russell. (Diogene Notizie)


R.D. Congo: oltre 500.000 nuovi sfollati a gennaio, governo accusa il Rwanda

DN-EST-290125 – Più di 500.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case nelle province del Nord e del Sud Kivu solo nel mese di gennaio a causa del conflitto in corso. Lo ha dichiarato il Ministro di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica Democratica del Congo, Thérèse Kayikwamba, intervenendo alla riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a New York, come riportato da Radio Okapi. “La crisi umanitaria continua a peggiorare. Le forze di difesa ruandesi hanno oltrepassato i nostri confini, espulso i nostri cittadini e imposto un’amministrazione parallela, violando il diritto internazionale umanitario”, ha denunciato Kayikwamba, accusando il Rwanda di sostenere i ribelli dell’M23. Il governo congolese ha chiesto all’Onu di adottare sanzioni contro Kigali, ordinare il ritiro delle truppe ruandesi dal territorio congolese e imporre un embargo sulle risorse minerarie. Durante il dibattito, il rappresentante della Francia ha condannato l’occupazione di Goma (Nord Kivu) da parte dell’M23, ribadendo il sostegno alla missione Onu Monusco e denunciando gli attacchi ai caschi blu. Anche il Regno Unito ha espresso preoccupazione per la crescente instabilità nella regione e le difficoltà nel fornire aiuti agli sfollati. La Russia ha promesso di utilizzare la sua influenza in Consiglio di sicurezza per contenere l’escalation del conflitto e ripristinare la stabilità nell’est del Paese, mentre gli Stati Uniti hanno sollecitato l’Onu a valutare misure per fermare l’avanzata dell’M23. (Diogene Notizie)


USA: amministrazione Trump offre incentivi ai dipendenti federali per dimettersi

DN-ECO-290125 – L’amministrazione Trump ha annunciato un programma per ridurre il numero di dipendenti federali, offrendo incentivi finanziari a circa due milioni di lavoratori civili a tempo pieno affinché si dimettano volontariamente. L’iniziativa, nota come “programma di dimissioni differite”, consentirebbe ai partecipanti di ricevere lo stipendio fino al 30 settembre senza obbligo di presenza, mentre le loro mansioni verrebbero progressivamente eliminate. L’email inviata ai dipendenti federali, visionata da Reuters, impone un termine fino al 6 febbraio per aderire, semplicemente rispondendo con la parola “dimissioni”. Tuttavia, l’offerta esclude chi lavora nei settori dell’immigrazione, della sicurezza nazionale e del servizio postale. L’iniziativa si inserisce nella strategia più ampia di Trump per ridurre il perimetro del governo federale, con riorganizzazioni e tagli che potrebbero portare, secondo stime interne, a un risparmio di circa 100 miliardi di dollari. Il senatore democratico Tim Kaine ha però definito il piano una “falsa offerta”, sostenendo che il presidente non abbia l’autorità per garantirne l’effettiva attuazione. L’amministrazione ha anche avvertito che i dipendenti federali non possono contare sulla stabilità del loro impiego, poiché molte agenzie subiranno ristrutturazioni e licenziamenti. La Casa Bianca non ha risposto alle richieste di commento, mentre il National Treasury Employees Union ha esortato i lavoratori a non dimettersi, definendo l’email una tattica per indurli ad abbandonare il posto di lavoro. Il piano di riduzione del personale si accompagna a un blocco delle assunzioni, con eccezioni solo per i settori militare, della sicurezza nazionale e dell’immigrazione. Inoltre, un ordine esecutivo firmato da Trump punta a facilitare il licenziamento di migliaia di dipendenti federali attraverso una riclassificazione dei loro contratti. Secondo Everett Kelley, presidente dell’American Federation of Government Employees, le nuove politiche dell’amministrazione stanno trasformando il governo federale in un ambiente “tossico” per i lavoratori, scoraggiandone la permanenza. (Diogene Notizie)


India: il tuffo di oltre 57 milioni di fedeli nel Triveni Sangam

DN-EST-290125 – Più di 57,1 milioni di devoti hanno partecipato oggi ai rituali di purificazione nelle acque sacre del Triveni Sangam in occasione del Mauni Amavasya, secondo quanto riferito dal Dipartimento Informazioni dell’Uttar Pradesh. L’evento ha visto una straordinaria affluenza di fedeli che si sono radunati per il bagno rituale, momento centrale di questa celebrazione di devozione e purificazione spirituale. Il numero di Kalpwasis, i pellegrini che osservano austerità per un mese, ha superato il milione, contribuendo all’intensa atmosfera di spiritualità. Complessivamente, il numero di visitatori al Magh Mela ha superato i 199,4 milioni, ma l’afflusso massiccio ha provocato momenti di caos, con una temporanea situazione di calca nei pressi dei ghat principali. Nelle prime ore della giornata, membri degli Akhara si sono riuniti in piccoli gruppi al Triveni Sangam per l’Amrit Snan, il bagno sacro. Il Digambar Naga Baba Chidanand Puri del Panchayati Niranjani Akhara ha riferito ad ANI che, a causa della calca verificatasi, il tradizionale Shobha Yatra degli Akhara non ha potuto svolgersi come previsto. “Ora stiamo arrivando in piccoli gruppi per compiere il nostro bagno sacro”, ha dichiarato. L’incidente è avvenuto durante il Secondo Shahi Snan, mentre milioni di fedeli si radunavano alla confluenza dei fiumi Gange e Yamuna. Diversi devoti sono rimasti feriti nella ressa, portando le autorità a rafforzare la sicurezza nell’area per garantire un accesso più ordinato ai rituali. Secondo il governo dell’Uttar Pradesh, entro le 10 del mattino erano già 36,1 milioni i fedeli che avevano completato il bagno rituale. (Diogene Notizie)


Sharjah: oltre 10.000 visitatori al primo Festival della Letteratura Africana

DN-CULT-290125 – Si è conclusa con grande partecipazione la prima edizione dello Sharjah Festival of African Literature (SFAL), che ha accolto più di 10.000 visitatori nei quattro giorni di eventi ospitati all’University City Hall. Organizzato dalla Sharjah Book Authority (SBA), il festival ha riunito 29 autori provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e da tutta l’Africa, celebrando la ricchezza culturale del continente attraverso dibattiti, workshop e spettacoli. Il programma ha incluso otto tavole rotonde, tre discorsi principali e dodici laboratori interattivi per bambini, affrontando temi legati alla tradizione africana e al suo impatto sulla narrazione globale. Tra gli eventi più seguiti, il panel “Far Beyond Wakanda”, che ha esplorato l’influenza dell’Africa nel panorama culturale mondiale, e i workshop su mestieri tradizionali come ceramica e gioielleria. Il CEO della SBA, Ahmed bin Rakkad Al Ameri, ha sottolineato l’importanza del festival come ponte tra la cultura degli Emirati Arabi Uniti e l’Africa, ribadendo l’impegno di Sharjah nel promuovere la letteratura come strumento di dialogo globale. “SFAL ha mostrato la bellezza delle culture africane e il valore della loro tradizione, dimostrando che la cultura è un patrimonio inestimabile”, ha dichiarato. L’evento ha offerto un’immersione totale nel patrimonio africano, con spettacoli di percussioni, narrazioni orali, laboratori culinari e stand gastronomici. La cantante lirica sudafricana Ann Masina ha incantato il pubblico con la fusione tra melodie tradizionali e contemporanee, mentre i Masaka Kids Africana dall’Uganda hanno entusiasmato con la loro energia contagiosa. L’ultima giornata ha visto protagonisti la scrittrice keniota Yvonne Adhiambo Owuor, che ha discusso il suo romanzo The Dragonfly Sea, e l’autrice ugandese-britannica Jennifer Makumbi, che ha affrontato il tema dell’identità in The First Woman. Un panel dedicato alla creazione di personaggi senza vincoli temporali ha approfondito l’importanza delle narrazioni africane nella letteratura globale. Con questa edizione inaugurale, lo Sharjah Festival of African Literature si afferma come una piattaforma culturale di rilievo, contribuendo a rafforzare il ruolo dell’emirato come crocevia di scambio intellettuale e creativo. (Diogene Notizie)


L’adattamento climatico costerà alla Francia l’1% del PIL entro il 2030

DN-EST-290125 – La transizione verso la neutralità carbonica potrebbe ridurre il PIL francese di quasi l’1% entro il 2030, con un impatto economico temporaneo e moderato, secondo un rapporto della Direzione generale del Tesoro. Lo studio analizza gli effetti della riduzione delle emissioni di gas serra del 50% entro il 2030, obiettivo fissato dal governo francese. L’aumento delle tasse sul carbonio e i costi legati alle emissioni porteranno a un calo del potere d’acquisto e a maggiori spese di produzione, con un impatto stimato dello 0,9% sul PIL entro il 2030, destinato a ridursi allo 0,6% entro il 2050. Tuttavia, il rapporto evidenzia che i costi dell’inazione sarebbero molto più alti: secondo la Network for Greening the Financial System, il cambiamento climatico potrebbe far perdere alla Francia e all’UE fino al 6% del PIL entro il 2050. Per affrontare la transizione, la Francia avrà bisogno di investimenti fino a 110 miliardi di euro entro il 2030. Sebbene l’impatto economico iniziale sia significativo, gli esperti sottolineano che una strategia ben pianificata è essenziale per ridurre i rischi a lungo termine e garantire un futuro sostenibile. (Diogene Notizie)


I giornalisti pakistani si mobilitano contro le restrizioni alla stampa

DN-EST-290125 – Il Senato pakistano ha approvato gli emendamenti alla legge sulla prevenzione dei crimini elettronici (PECA) 2025 e al disegno di legge sulla nazione digitale 2024, nonostante la forte opposizione dei parlamentari e le proteste della comunità giornalistica. Le nuove norme, già ratificate dall’Assemblea nazionale, mirano a rafforzare il controllo sulle fake news e la diffusione di informazioni false sui social media, secondo quanto riferito da Geo News. La decisione ha scatenato un’ondata di proteste da parte di giornalisti, avvocati e attivisti per la libertà di stampa, che temono che le modifiche possano limitare la libertà di espressione e colpire i professionisti dei media. Manifestazioni si sono svolte in tutto il Paese, con la partecipazione dell’Unione federale dei giornalisti del Pakistan (PFUJ). A Islamabad, fuori dal National Press Club, i manifestanti hanno indossato catene in segno di protesta, mentre alcuni hanno tentato di superare le barriere erette dalla polizia nei pressi di D-Chowk, dando vita a un sit-in. Il presidente della PFUJ ha dichiarato che i giornalisti non accetteranno restrizioni alla libertà di espressione, mentre il noto giornalista Mazhar Abbas ha definito la legge una forma di “legge marziale civile”, accusando il governo di voler controllare i media digitali. Abbas ha aggiunto che il vero problema non è la disinformazione, ma la libertà di riportare notizie senza interferenze. Le autorità hanno dispiegato un massiccio contingente di polizia e installato filo spinato per impedire l’avanzata dei manifestanti verso la Zona Rossa. Alcuni giornalisti sono rimasti feriti durante gli scontri con le forze dell’ordine, mentre il leader della PFUJ è stato bloccato nel tentativo di guidare la marcia. Il provvedimento continua a suscitare forti critiche, con gli oppositori che denunciano una stretta repressiva sulla stampa e sul dissenso online. (Diogene Notizie)


Italia: adolescenti sempre più isolati, triplicati in tre anni i “lupi solitari”

DN-ITA-290125 – Cresce il fenomeno del ritiro sociale tra gli adolescenti, con un numero sempre maggiore di giovani che scelgono di isolarsi dal mondo reale e rifugiarsi nelle connessioni virtuali. Una ricerca pubblicata su Scientific Reports e condotta dal gruppo di studi Musa del Cnr di Roma, in collaborazione con Istat, ha rilevato che la percentuale di adolescenti a rischio isolamento è passata dal 15% nel 2019 al 39,4% nel 2022, pari a quasi due ragazzi su cinque. Lo studio, basato su oltre 7.500 adolescenti tra i 14 e i 19 anni, identifica un sottogruppo ancora più vulnerabile: giovani che interagiscono con i coetanei solo a scuola, evitando qualsiasi contatto nel resto del tempo. Questa categoria è quasi raddoppiata dopo la pandemia, passando dal 5,6% nel 2019 al 9,7% nel 2022. Secondo Antonio Tintori, tra gli autori dello studio, questi ragazzi rischiano di allontanarsi progressivamente anche dalle relazioni virtuali, avvicinandosi al fenomeno degli hikikomori, il ritiro sociale estremo studiato per la prima volta in Giappone. L’obbligo scolastico fino ai 16 anni rappresenta una barriera contro l’isolamento totale, ma il timore è cosa accadrà dopo. Dal 3 febbraio, una nuova ricerca quinquennale su 4.000 adolescenti, intitolata “Mutamenti interazionali e benessere”, cercherà di comprendere meglio i fattori che portano all’autoisolamento. Nell’era della Generazione Beta, la prima cresciuta fin dalla nascita accanto all’intelligenza artificiale, gli esperti si interrogano su un possibile legame tra il ritiro sociale e le interazioni sempre più frequenti con assistenti virtuali e chatbot. “Se un ragazzo sperimenta maggiore empatia con un’AI piuttosto che con un coetaneo, il problema riguarda noi adulti e la nostra capacità di relazione”, conclude Tintori. (Diogene Notizie)


Cresce in Italia il divario economico tra Nord e Sud, allarme su redditi e casa

DN-ECO-290125 – Il divario economico tra Nord e Sud Italia si amplia ulteriormente, con redditi e livelli di vita sempre più distanti. Secondo l’Istat, nel 2023 il Pil pro capite nel Mezzogiorno si è attestato a 23,9mila euro, meno della metà rispetto al Nord-Ovest (44,7mila euro), che resta l’area più ricca del Paese. La differenza di reddito tra le due aree è salita a 18,3mila euro, in crescita rispetto al 2022. A livello regionale, la Provincia autonoma di Bolzano guida la classifica con 59,8mila euro di Pil pro capite, seguita da Lombardia (49,1mila euro) e Trento (46,4mila euro). In coda, la Calabria si conferma la regione più povera, con 21mila euro, preceduta dalla Sicilia (22,9mila euro). Il Pil nel Mezzogiorno, tuttavia, è cresciuto dell’1,5% nel 2023, superando il dato nazionale (+0,7%) e quello del Centro-Nord. Nonostante l’aumento del reddito disponibile del 4,9% su base nazionale, l’inflazione al 5,7% ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie. La spesa per consumi è risultata più alta nel Nord-Ovest (24,2mila euro pro capite) e più bassa nel Mezzogiorno (16,7mila euro). L’economia sommersa continua a pesare sul Pil, con un’incidenza del 16,5% nel Sud, contro il 10,1% a livello nazionale. La Calabria registra il valore più alto (19,1%), mentre la Provincia autonoma di Bolzano è la più virtuosa (7,7%). Intanto, il caro-casa rende sempre più difficile l’accesso al mercato immobiliare: secondo l’Ance, nelle grandi città 10 milioni di famiglie con redditi sotto i 24mila euro non possono permettersi di acquistare un’abitazione, con mutui e affitti che assorbono fino alla metà del reddito disponibile. Dopo un calo del settore delle costruzioni del 5,3% nel 2024, l’Ance prevede un ulteriore -7% nel 2025, nonostante l’aumento degli investimenti pubblici legati al Pnrr. (Diogene Notizie)