NeoCorporativismo e abusi di potere: l’Italia tra passato e presente

Il ‘NeoCorporativismo’, che rammenta il ventennio,del governo italiano. Mercoledì 5 febbraio si è tenuta un’informativa al parlamento sul rilascio di Almasri con un volo di stato contravvenendo alla richiesta della Corte Penale Internazionale di arrestarlo per processarlo, non per condannarlo alla forca senza nessun dibattimento, ma la sua liberazione è stata funzionale al blocco dei migranti in lager di memoria nazista.

La difesa è stata strenua a tratti anche commovente, che oltre ad offendere le vittime del torturatore libico, ritenuto “soggetto pericoloso” dall’esecutivo, ha oltraggiato il diritto. Con la stessa motivazione, scongiurare la”sostituzione etnica” Lollobrigida docet, sul protocollo Italia-Albania per deportare ad oggi 62 anime, se la legge non l’avesse proibita in attesa che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si pronunci sulla legittimità giuridica dell’accordo.

Giudizio sospeso dall’ottobre dell’anno scorso, quando la magistratura italiana non convalidò i primi 12 trattenimenti di uomini provenienti da Egitto e Bangladesh, non ritenendoli due paesi sicuri. Lo stesso avvenne per 7 persone a novembre, idem per 43 anime nel gennaio passato, totale 62 persone ritenute più pericolose di Almasri.

Altro paradigma di protezione della ‘corporazione’ del partito è la ministra Santanché rinviata a giudizio per false comunicazioni sociali in merito al caso Visibilia, una delle società del gruppo da lei fondato e dal quale ha dismesso le cariche.

La salvaguardia è più ferrea sempre della ministra e riguarda ugualmente la galassia Visibilia, con il notevole rischio di andare a processo per un presunto reato di truffa ai danni dell’Inps in relazione a irregolarità nella fruizione della cassa integrazione in deroga nel periodo del Covid-19, per un totale di 13 dipendenti.

Espressione di corporazione è Gioventù Nazionale, sezione giovanile di Fratelli d’Italia, attiva nelle scuole superiori e nelle università rispettivamente tramite Azione Studentesca e Azione Universitaria, che si è resa protagonista con la succursale capitolina di slogan, canzoni fasciste e saluti gladiatori.

I comportamenti sono stati incoraggiati privatamente all’interno dell’organizzazione, ma anche scoraggiati in pubblico per evitare di essere scoperti dai media. Si è raccontato più di un fatto. E i fatti, c’insegna Bulgakov, sono la cosa più ostinata del mondo.

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