martedì, Gennaio 20, 2026

Massacro nel Congo orientale, uccisi 131 civili. Dilaga l’epidemia di colera

Nessuna pace per il Congo tra violenze ed epidemie. Secondo l’Onu almeno 131 civili sono morti nel corso di un attacco di novembre del gruppo ribelle M23, nei due villaggi di Kishishe e Bambo – nel distretto di Rutsuhuru, nella provincia orientale del Nord Kivu.

L’M23 nega il massacro, ma secondo Monusco, la missione delle Nazioni Unite, 102 uomini, 17 donne e 12 bambini sono stati “uccisi arbitrariamente” dal gruppo ribelle “come parte di rappresaglie contro la popolazione civile”. Almeno 22 donne e cinque ragazze sono state stuprate, sempre secondo il rapporto.

M23 è un gruppo terrorista nato dieci anni fa che dice di difendere gli interessi dell’etnia tutsi che vive in Congo dalle milizie hutu. Dopo un periodo di apparente tranquillità M23 ha riprewso i combattimenti lo scorso anno ad est del Paese.

Solo quattro giorni fa l’Eac, la Comunità degli Stati dell’Africa orientale, ha annunciato che i gruppi armati e il governo della Repubblica Democratica del Congo terranno colloqui di pace a gennaio. Almeno 50 formazioni armate hanno accettato la trattativa ma M23 non era presente e quindi non parteciperà ai colloqui di pace.

Kinshasa, come anche l’Onu e gli Usa, accusa il Ruanda di fornire sostegno all’M23, mentre Kigali contesta al Congo di essere colluso con i ribelli hutu ruandesi lì riparati dopo il genocidio del 1994 contro i tutsi.

Ma le violenze materiali non sono le sole a devastare il paese. La diffusione del colera sta diventando allarmante, Gli operatori umanitari nella parte orientale del Congo, la stessa coinvolti nelle operazioni dell’M23, hanno avvertito di un possibile “disastro sanitario” a causa di un’allarmante ondata di casi di colera nei campi di fortuna per gli sfollati.

Medici Senza Frontiere ha affermato che tra il 26 novembre e il 7 dicembre, 256 pazienti sono stati ricoverati nel suo centro per il trattamento del colera a Munigi, vicino alla città orientale di Goma. Un terzo di loro erano bambini sotto i cinque anni.

Più di 177 mila persone sono intrappolate in condizioni disastrose nell’area di Nyiragongo a nord della città, essendo fuggite dall’avanzata del gruppo ribelle M23 nelle ultime settimane. E poiché durante la stagione delle piogge sono caduti forti acquazzoni, questi sfollati sono stati costretti a vivere in rifugi fatti di nient’altro che rami e teloni.

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