Le forze speciali britanniche sono nuovamente sotto i riflettori, accusate di crimini di guerra durante il conflitto in Afghanistan. Una recente inchiesta ha rivelato dettagli agghiaccianti sulle operazioni condotte tra il 2010 e il 2013, alimentando polemiche sul comportamento delle truppe d’élite e sulla cultura di impunità che sembra aver permeato i loro ranghi.
Secondo le testimonianze raccolte, molte operazioni condotte dalle unità speciali avrebbero seguito regole non scritte, ma devastanti. Frasi come “tutti i maschi in età da combattimento vengono uccisi” sarebbero state comuni, indipendentemente dal fatto che le persone coinvolte fossero armate o rappresentassero una reale minaccia.
Un episodio particolarmente inquietante ha descritto un uomo afghano coperto con un cuscino prima di essere ucciso con un colpo di pistola.
Una Cultura di Impunità
Le accuse includono non solo uccisioni indiscriminate, ma anche l’uso di metodi per falsificare le prove. Testimonianze di soldati parlano di armi posizionate accanto ai corpi delle vittime per giustificare le esecuzioni.
Questa cultura di occultamento sarebbe stata rafforzata dalla percezione che le forze speciali fossero “intoccabili”, un sentimento alimentato dalla mancanza di controlli stringenti e dal predominio del conteggio dei cadaveri come misura di successo operativo.
Le denunce non si limitano ai soldati semplici: alcuni ufficiali subalterni hanno espresso preoccupazioni sui metodi adottati durante i raid notturni. In una e-mail del 2011, un soldato racconta di un afghano solitario, inviato a rientrare in un edificio durante un’operazione, che sarebbe tornato con un’arma.
Questo ha sollevato il dubbio che i militari stessi avessero deliberatamente creato situazioni per giustificare le uccisioni. La risposta del superiore fu inquietante: “Sembra esserci un disprezzo superficiale per la vita.”

Una Responsabilità Politica e Militare
Il Ministero della Difesa britannico ha istituito un’inchiesta nel 2022 per indagare sulle accuse di crimini di guerra, ma molti osservatori sottolineano come le accuse siano tutt’altro che nuove.
I media britannici, come il programma investigativo della BBC “Panorama”, avevano già documentato casi di abusi in passato, senza però portare a significativi cambiamenti culturali o istituzionali.
Le rivelazioni arrivano in un contesto politico delicato. Alcuni esponenti conservatori hanno tentato di giustificare i metodi delle forze speciali, affermando che l’uccisione dei terroristi fosse necessaria per evitare che una corte europea per i diritti umani obbligasse il Regno Unito a rilasciarli.
Tuttavia, queste affermazioni hanno ricevuto forti critiche da parte di altri politici ed ex militari, che le hanno bollate come una grave incomprensione delle leggi internazionali sui conflitti armati.
Rivalità Interna e Conseguenze Future
Le tensioni interne tra le unità delle forze speciali hanno ulteriormente complicato il quadro. La rivalità tra il SAS (Special Air Service) e l’SBS (Special Boat Service) avrebbe contribuito a mettere in evidenza pratiche discutibili, con i membri dell’SBS che avrebbero sollevato le prime denunce.
Ma il prezzo di queste rivelazioni potrebbe essere alto: se emergeranno ulteriori dettagli, il Regno Unito rischia di affrontare un imbarazzo simile a quello che travolse gli Stati Uniti con le rivelazioni di WikiLeaks.
La Strada Verso la Verità
Mentre l’inchiesta prosegue, rimangono molte domande senza risposta. Quali saranno le conseguenze per le forze armate britanniche? E soprattutto, come garantirà il governo che episodi simili non si ripetano in futuro? La credibilità del Regno Unito come sostenitore dei diritti umani è in gioco, e la verità non può essere sacrificata sull’altare dell’impunità.



