Il primo rapporto dell’Onu sui diritti umani in Afghanistan da quando i talebani sono tornati al potere lo scorso anno elenca 237 omicidi compiuti da militanti dell’organizzazione islamica. In parte si tratta di militari o funzionari statali che lavoravano con il governo precedente filo statunitense, 160 omicidi senza processo, mentre gli altri 77 omicidi sono avvenuti contro esponenti dell’Iskp, l’affiliata locale dello Stato islamico, e dei ribelli anti talebani attivi nel Paese.
A questi si aggiungono centinaia di casi di arresto arbitrario, 185 casi di tortura verso giornalisti e attivisti per i diritti umani, 118 casi di violenza ingiustificata da parte della polizia e 217 casi di punizione per reati contro la morale, come casi di lapidazione e fustigazione per adulterio.
A compiere questi crimini di Stato sono secondo l’Onu in particolare membri dei servizi segreti di Kabul, anche se il rapporto è prudente nell’accusare direttamente il governo e le sue derivazioni locali, ma le violazioni dei diritti umani sono state segnalate alle Nazioni Unite da persone interne all’Afghanistan, attivisti per i diritti umani, e lo scopo dell’ente è di proteggere le sue fonti.
Markus Potzel, a capo di Unama, la missione dell’Onu nel Paese ha dichiarato che “I Talebani hanno ripetutamente negato le accuse di abusi, ma il rapporto di Unama ha documentato le uccisioni extragiudiziali, torture e maltrattamenti, arresti arbitrari e fermi illegittimi”.
Le torture avvengono per mezzo di calci, pugni e schiaffi, percosse con cavi e tubi e uso di dispositivi per scosse elettriche. Unama ha denunciato anche 87 casi di violenze contro donne e ragazze, con omicidi, stupri, suicidi e matrimoni forzati, anche di minorenni.
“I talebani sono responsabili di un’ampia gamma di violazioni dei diritti umani”, conclude il rapporto. Servizi e segreti e il cosiddetto “Ministero per la promozione delle virtù e la prevenzione del vizio” hanno ridotto i diritti umani fondamentali come la libertà di movimento, espressione e privacy, in particolare delle donne e delle ragazze.
Nessun paese occidentale ha più un’ambasciata a Kabul, tranne un ufficio della Unione Europea. Ad aggravare la situazione dei diritti umani secondo l’Onu è anche la crisi economica, finanziaria e umanitaria di proporzioni senza precedenti. Il rapporto e i funzionari dell’Onu omettono però di specificare che la grave situazione economica in Afghanistan è anche frutto delle sanzioni volute dagli Usa contro il Paese.


