sabato, Gennaio 17, 2026

La schiavitù tra gli operatori socio-sanitari del Regno Unito

Il numero di lavoratori stranieri che denunciano lo sfruttamento nel settore dell’assistenza sociale nel Regno Unito è aumentato drasticamente negli ultimi tre anni, con un incremento di sei volte delle segnalazioni.

Secondo i dati del Royal College of Nursing (RCN), nel 2023-24 l’organizzazione ha ricevuto 134 denunce da parte di operatori sanitari stranieri riguardo a pratiche di sfruttamento da parte dei datori di lavoro, un aumento significativo rispetto alle 22 denunce registrate tre anni prima.

Queste segnalazioni includono richieste di ingenti somme di denaro per coprire i cosiddetti “costi di assunzione”, che a volte arrivano fino a 10.000 sterline, come condizione per lasciare il lavoro.

Questo preoccupante fenomeno è strettamente legato all’incremento delle assunzioni di personale straniero nel settore assistenziale britannico, favorito dalle politiche post-Brexit e dalla crisi del personale accentuata dalla pandemia.

Secondo i dati di Skills for Care, il numero di operatori socio-sanitari assunti a livello internazionale è passato da 10.000 nel 2020-21 a 94.000 nel 2023-24.

“Caregiver helping senior” by Senior Guidance is licensed under CC BY 2.0.

Tuttavia, questa crescita ha esposto i lavoratori migranti a gravi abusi, con numerose accuse di sfruttamento da parte di datori di lavoro senza scrupoli.

Un’inchiesta del Guardian ha rivelato che decine di lavoratori migranti sono stati costretti a pagare fino a 20.000 sterline in “costi di elaborazione dei visti”, spesso a intermediari in India, per ottenere un lavoro nel Regno Unito che alla fine non si è concretizzato.

Alcuni di questi lavoratori hanno intrapreso azioni legali per ottenere un risarcimento. Recentemente, un giudice del lavoro ha stabilito che un lavoratore a cui non erano state assegnate le ore contrattuali potrebbe avere diritto a oltre 10.000 sterline di risarcimento.

L’RCN ha evidenziato come i lavoratori migranti siano spesso intimiditi e costretti a rimanere in condizioni di lavoro sfruttative, temendo ritorsioni come la perdita del visto o addirittura la deportazione.

Le pratiche di sfruttamento includono anche il bullismo, le molestie razziali e la trattenuta di passaporti. Alcuni avvocati hanno paragonato queste pratiche a forme di tratta e schiavitù moderna.

La Gangmasters and Labour Abuse Authority ha segnalato 123 casi di schiavitù moderna e tratta di esseri umani nel settore dell’assistenza solo nel 2023, con il settore che rappresenta oltre la metà di tutte le segnalazioni di lavoro forzato.

Di fronte a questa situazione, l’RCN ha rinnovato la sua richiesta al governo di avviare un’indagine urgente sulle pratiche lavorative nel settore dell’assistenza sociale, sottolineando la necessità di proteggere i lavoratori migranti e migliorare gli standard del settore.

Un portavoce del governo ha riconosciuto l’aumento inaccettabile degli abusi e ha affermato che si stanno prendendo provvedimenti per affrontare il problema, collaborando con tutto il settore per garantire il rispetto degli standard più elevati.

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