“L’ambito destinato ad aggravarsi nell’immediato futuro è quello del personale sanitario”, perchè non solo gli obiettivi del Pnrr ma anche “la stessa gestione attuale della sanità risultano fortemente problematiche alla luce della carenza di medici, di infermieri e di altro personale sanitario”.
E’ quanto emerge dal 56° rapporto Censis. Mentre nel decennio 2010-2019, è spiegato, il Fondo sanitario nazionale ha registrato un incremento medio annuo dello 0,8%, passando da 105,6 a 113,8 miliardi, nel 2020 è aumentato a 120,6 miliardi, con un incremento medio annuo dell’1,6% nel periodo 2020-2022 dovuto alle misure anti-Covid.
Ma l’incidenza del finanziamento del Ssn scenderà al 6,2% del Pil nel 2024 (era il 7,3% nel 2020). Dal 2008 al 2020 intanto il rapporto medici-abitanti in Italia è diminuito da 19,1 a 17,3 ogni 10.000 residenti, e quello relativo agli infermieri da 46,9 a 44,4.
Per far fronte al Covid è stato necessario assumere personale sanitario: 21.414 medici e 31.990 infermieri. Tuttavia sono prevalenti le assunzioni temporanee, mentre quelle a tempo indeterminato riguardano in tutto 1.350 medici (il 6,3% delle assunzioni) e 8.757 infermieri (il 27,4%). L’età media dei 103.092 medici del Ssn è di 51,3 anni, 47,3 anni quella degli infermieri. Il 28,5% dei medici ha piu’ di 60 anni e un numero consistente si avvicina all’età del pensionamento.
Si stima perciò che nel quinquennio 2022-2027 saranno 29.331 i pensionamenti tra i medici dipendenti del Ssn, 21.050 tra gli infermieri. Dei 41.707 medici di famiglia, saranno 11.865 ad andare in pensione (2.373 l’anno).



