La lotta alla povertà in Brasile passa per Pix

In un Paese dove milioni di persone hanno vissuto per anni escluse dal sistema finanziario formale, una semplice app ha aperto una breccia nella barriera dell’accesso economico: si chiama Pix, ed è il sistema di pagamento istantaneo gratuito lanciato nel 2020 dalla Banca Centrale del Brasile.

Pix non è solo uno strumento tecnologico, ma un fattore strutturale di cambiamento sociale, capace di sfidare giganti internazionali come Mastercard, Visa e perfino WhatsApp Pay. La sua diffusione capillare e gratuita ha reso l’inclusione finanziaria una realtà per milioni di brasiliani. Ma può davvero essere considerato uno strumento efficace nella lotta contro la povertà?

Una rivoluzione digitale di Stato
Pix consente trasferimenti istantanei 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza costi per i consumatori. È interoperabile tra tutte le banche e fintech, funziona con un semplice numero di telefono, un’email o un codice QR, e soprattutto non è controllato da soggetti privati: nasce e viene gestito direttamente dallo Stato.

A soli quattro anni dal suo lancio, oltre il 76% della popolazione brasiliana lo utilizza regolarmente. Un cambiamento epocale in un Paese in cui, fino a pochi anni fa, gran parte delle transazioni avveniva in contanti e milioni di cittadini non avevano nemmeno un conto bancario.

Inclusione finanziaria: dai numeri alla vita quotidiana
Secondo il report di Global Banking & Finance Review, nel 2016 solo il 35% dei beneficiari del programma sociale Bolsa Família disponeva di un conto bancario. Oggi quella percentuale supera il 90%, grazie anche all’adozione di Pix e alla spinta alla bancarizzazione attraverso conti digitali semplificati.

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Per le microimprese e i lavoratori informali, Pix rappresenta uno strumento rivoluzionario: consente di ricevere pagamenti digitali senza commissioni, tenere traccia delle entrate e costruire uno storico utile per accedere, in futuro, al credito.

La Banca Centrale del Brasile stima che entro il 2028 Pix porterà circa 3 milioni di nuovi utenti nel sistema finanziario formale, contribuendo per circa 280 miliardi di real alla crescita del PIL nazionale.

Un’adozione non priva di contraddizioni
Eppure, la narrazione non è tutta rosea. Alcune analisi mettono in evidenza che l’uso intensivo di Pix è ancora più diffuso tra i cittadini ricchi che tra i poveri. Inoltre, la digitalizzazione dei servizi ha portato alla chiusura di molte agenzie bancarie nei centri minori, con ricadute negative sull’accesso al credito locale, soprattutto per chi non è completamente alfabetizzato digitalmente.

Pix ha dunque incluso milioni di persone, ma rischia di escluderne altre se non accompagnato da politiche di supporto, educazione digitale e infrastrutture pubbliche accessibili.

Uno strumento nazionale, un impatto globale
Pix ha attirato l’attenzione internazionale non solo per la sua innovazione tecnica, ma anche per la sua capacità di resistere all’egemonia dei colossi americani. WhatsApp, ad esempio, ha dovuto sospendere il lancio del proprio sistema di pagamenti in Brasile a causa della concorrenza schiacciante di Pix. E la stessa amministrazione Trump, nel 2025, ha minacciato ritorsioni commerciali contro il Brasile proprio in relazione a questo sistema statale.

Pix dimostra che tecnologia pubblica, gratuita e inclusiva può cambiare le regole del gioco, sia a livello sociale che geopolitico.

Un modello per altri Paesi?
La vera domanda, oggi, non è solo se Pix riduce la povertà, ma come può essere replicato in altri contesti. L’efficacia di Pix non sta solo nell’app, ma nel suo disegno pubblico, integrato e universale, che unisce accessibilità, efficienza e visione strategica.

In un mondo dove l’inclusione finanziaria è ancora una sfida aperta, il Brasile sembra aver trovato una via: mettere la tecnologia al servizio delle persone, e non il contrario.