Imprenditrici bloccate dal costo dei dati mobili nei paesi poveri

Le donne imprenditrici nei paesi a basso e medio reddito stanno abbracciando sempre più la digitalizzazione per espandere le proprie attività, ma l’accesso limitato a Internet e i costi elevati della connessione rimangono ostacoli insormontabili. Un recente studio della Cherie Blair Foundation for Women, basato su un’indagine condotta su 2.870 imprenditrici in 96 paesi, mette in evidenza le sfide e le opportunità offerte dall’economia digitale per le donne che gestiscono piccole e medie imprese.

L’accesso digitale tra opportunità e barriere

Il 92% delle donne intervistate possiede uno smartphone, ma quasi la metà di loro (45%) non ha accesso regolare a Internet. Il motivo principale? I costi proibitivi della connessione. In molti paesi in via di sviluppo, pacchetti dati con accesso limitato a piattaforme come WhatsApp e Facebook sono disponibili a prezzi accessibili, mentre una connessione più ampia e stabile è un lusso per poche. Solo il 31% delle imprenditrici utilizza piattaforme di e-commerce come Amazon o Alibaba, segnalando che il divario digitale non si limita solo all’accesso alla rete, ma si estende anche alle competenze e alle risorse per sfruttare appieno il potenziale dell’economia digitale.

Questo limite si traduce in un’opportunità mancata non solo per le imprenditrici, ma anche per i loro paesi. Il commercio elettronico potrebbe ampliare il mercato delle piccole imprese gestite da donne, favorire la competitività e promuovere una crescita più equa. Tuttavia, senza connessioni affidabili, le possibilità di accesso ai mercati globali restano precluse.

Il peso della sicurezza e delle molestie online

Le barriere non sono solo economiche. Il 57% delle donne imprenditrici ha riferito di aver subito molestie mentre vendeva online, con il 36% che ha preferito non utilizzare il proprio nome e il 41% che ha evitato di pubblicare foto personali sui profili aziendali per proteggere la propria privacy. Le minacce vanno dalle avances indesiderate all’invio di immagini esplicite, fino alle pressioni aggressive da parte di clienti uomini.

Questi episodi non solo rendono difficile lavorare in sicurezza, ma hanno anche un impatto psicologico sulle imprenditrici, scoraggiandole dall’usare gli strumenti digitali per espandere il proprio business. Senza un’adeguata protezione da parte delle piattaforme digitali e senza misure di sicurezza rafforzate, molte donne sono costrette a limitare la propria presenza online, riducendo le opportunità di crescita economica.

Un divario che pesa sull’economia globale

Secondo le stime della GSMA, il gap nell’uso di Internet tra uomini e donne nei paesi in via di sviluppo potrebbe costare fino a 1,3 trilioni di dollari di PIL entro il 2030. L’accesso limitato alle risorse digitali non solo penalizza le singole imprenditrici, ma ha ripercussioni più ampie sulle economie nazionali. Nei mercati emergenti, il commercio digitale è un settore in rapida espansione, e l’esclusione di una larga fetta della popolazione femminile rappresenta un freno alla crescita.

“Young Girls in ICT by UNESCO Africa is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.

La difficoltà di accesso ai servizi finanziari digitali è un altro ostacolo: molte imprenditrici non riescono a ottenere prestiti o finanziamenti perché non dispongono di una storia creditizia digitale, essenziale per molte istituzioni bancarie. Questa limitazione le costringe a dipendere da reti informali di prestito, spesso svantaggiose e insicure.

Per colmare questo divario, il rapporto suggerisce una serie di misure urgenti:

Espandere l’accesso a Internet: investire in infrastrutture digitali per abbassare i costi della connessione e rendere la rete più accessibile.

Garantire protezioni contro le molestie online: le piattaforme digitali dovrebbero rafforzare le misure di sicurezza per prevenire abusi e rendere l’ambiente digitale più sicuro per le imprenditrici.

Promuovere l’alfabetizzazione digitale: formare le donne all’uso delle tecnologie emergenti, inclusi i sistemi di pagamento digitali e l’Intelligenza Artificiale, per permettere loro di sfruttare appieno le potenzialità dell’economia digitale.

Facilitare l’accesso ai finanziamenti digitali: sviluppare strumenti di microcredito online specificamente pensati per le imprenditrici, consentendo loro di ottenere prestiti e investire nella crescita della propria attività.

L’inclusione digitale non è solo una questione di equità, ma un motore fondamentale per la crescita economica globale. Senza interventi mirati, milioni di donne rischiano di rimanere escluse dalle opportunità offerte dal mercato digitale, con un impatto negativo non solo sulle loro vite, ma sull’economia dei loro paesi.

La trasformazione digitale non può essere riservata solo a chi può permettersela. Se le nazioni emergenti vogliono davvero ridurre il divario economico e promuovere una crescita inclusiva, devono garantire che anche le donne abbiano pieno accesso alle opportunità digitali, senza barriere economiche o sociali.