venerdì, Gennaio 16, 2026

Il Regno Unito scosso dal più grande sciopero infermieristico del servizio pubblico

Il Royal College of Nursing, il più grande sindacato del settore infermieristico, che rappresenta oltre 300 mila infermieri in tutto il Regno Unito, aveva annunciato il mese scorso che per la prima volta nei suoi 106 anni di storia avrebbe indetto uno sciopero.

Oggi è il giorno dello sciopero, contro quelli che Rcn ha definito “anni di tagli salariali in termini reali” e “preoccupazioni per la sicurezza dei pazienti”. 100 mila infermieri stanno prendendo parte agli scioperi in Inghilterra, Irlanda del Nord e Galles, con un’altra giornata di sciopero prevista per martedì 20 dicembre.

Il personale continuerà a fornire “salvavita” e alcune cure urgenti, ma è probabile che la chirurgia di routine e altri trattamenti pianificati vengano interrotti.

Il sindacato ha affermato in una dichiarazione sul suo sito Web che gli infermieri “stanno facendo una campagna per un aumento salariale per superare anni di tagli salariali reali e per proteggere la sicurezza dei pazienti consentendo al Servizio Sanitario Nazionale di reclutare e trattenere il personale infermieristico di cui ha un disperato bisogno”.

“Da quando è stata annunciata un’azione di sciopero il mese scorso, abbiamo ripetutamente chiesto al ministro della salute di aprire trattative salariali formali”, ha rivelato l’Rcn, ribadendo che i ministri hanno rifiutato ogni offerta e hanno invece scelto lo sciopero.

Il grande sciopero di oggi arriva in un momento in cui sta crescendo a livelli record il numero del personale infermieristico a livello nazionale che abbandona la professione. Le cause vanno ricercate nella bassa retribuzione, le difficili condizioni di lavoro, la carenza di personale che si ripercuote su chi è in servizio.

Una recente analisi di London Economics, come indicato dall’Rcn, ha rilevato che la retribuzione degli infermieri nel servizio pubblico è diminuita a un tasso doppio rispetto al settore privato nell’ultimo decennio e che i loro guadagni in termini reali sarebbero diminuiti del 6 %.

Per questo l’RCN vuole che agli infermieri venga dato un aumento di stipendio in linea con il tasso di inflazione. Il ministro Maria Caulfield, ex infermiera, ha ammesso che “è difficile” vivere con uno stipendio da infermiera, ma insieme al governo ha giudicato insostenibile la richiesta di aumento salariale del 19% da parte dell’Rcn.

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