Lo sgombero delle tende in viale Pretoriano e Santa Bibiana, avvenuto ieri, ha sollevato un vespaio di polemiche all’interno del Partito Democratico, mettendo in difficoltà il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. L’operazione, eseguita alle prime luci dell’alba, ha coinvolto la polizia municipale, la polizia di Stato e una squadra di operatori Ama, segnando un momento di tensione in vista del Giubileo, evento che dovrebbe essere incentrato sulla compassione e il sostegno ai più deboli.
Il Partito Democratico, sia a livello locale che nazionale, ha espresso perplessità per la modalità con cui lo sgombero è stato gestito. La decisione del sindaco di avviare l’operazione per rimuovere le tende occupate da persone senza dimora, molte delle quali migranti africani, ha causato un malcontento diffuso, soprattutto perché la maggior parte della dirigenza politica non era stata informata preventivamente.
A conferma di ciò, anche l’assessora al sociale Barbara Funari, che non era a conoscenza dell’intervento fino al giorno stesso, ha dichiarato che solo in seguito è stato organizzato il supporto della sala operativa sociale per assistere le persone coinvolte.
Le associazioni che lavorano da tempo nella zona per affrontare le difficoltà legate alla presenza di senzatetto hanno condannato fermamente l’azione, accusando la giunta di Gualtieri di mancanza di trasparenza e coordinamento. Il malumore è arrivato fino alla segreteria nazionale del Partito Democratico, con la coordinatrice Marta Bonafoni che ha definito lo sgombero “un atto grave e allarmante”.
Bonafoni ha sottolineato come l’uso di sgomberi improvvisi e l’installazione di cancellate non siano la soluzione al problema della marginalità, auspicando invece un approccio più inclusivo e umano, in linea con i valori del Giubileo.

Anche esponenti del Pd Lazio si sono espressi criticamente. Emanuela Droghei, consigliera regionale, ha ricordato come non si possa affrontare la questione delle persone senza fissa dimora senza offrire loro alternative dignitose, evitando di cadere nella logica dell’ordine e della pulizia superficiale. Ha ribadito l’importanza di un dialogo tra istituzioni e associazioni, affinché si trovino soluzioni strutturate e rispettose della dignità delle persone più fragili.
Non meno dura è stata la reazione di Nella Converti, presidente della commissione politiche sociali, che ha espresso il suo disappunto per la gestione dell’operazione. Converti ha evidenziato come lo sgombero non abbia risolto la situazione, con molte delle persone sgomberate che si sono semplicemente spostate di pochi metri.
Ha inoltre denunciato la mancanza di una pianificazione condivisa con il territorio e la comunità, criticando aspramente l’installazione delle cancellate come strumento di esclusione sociale.
L’episodio di viale Pretoriano ha dunque aperto un dibattito interno al Partito Democratico, evidenziando fratture su come affrontare il delicato tema dell’inclusione sociale, in particolare in un momento storico come quello del Giubileo.
Le richieste di un approccio più attento e umano si scontrano con le esigenze di ordine pubblico, lasciando aperta la questione su quale direzione prenderà la politica capitolina nei prossimi mesi.



