Nel 2023, gli italiani hanno speso oltre 150 miliardi di euro nel gioco d’azzardo. Una cifra impressionante, in crescita rispetto ai 136 miliardi dell’anno precedente, e che ormai supera anche il budget nazionale destinato alla sanità pubblica. Il fenomeno non è più un caso isolato, ma una piaga sociale che coinvolge milioni di persone, dai più giovani agli anziani, spingendo intere famiglie sul baratro del sovraindebitamento.
Se un tempo il gioco d’azzardo era relegato a sale scommesse e tabaccherie, oggi la sua presenza è ovunque. Gratta e vinci venduti in autogrill, lotterie promosse nei supermercati, casinò online accessibili con un clic a qualsiasi ora. Il confine tra gioco e patologia si assottiglia sempre di più, mentre le istituzioni sembrano incapaci di contenere il problema.
Chi gioca e chi perde: i numeri della dipendenza
I dati più recenti indicano che il gioco d’azzardo coinvolge il 37% dei giovani tra i 14 e i 19 anni, con una crescita esponenziale del gioco online, scelto dal 64% di chi tenta la fortuna. Tra gli adulti, la fascia più coinvolta è quella tra i 25 e i 34 anni, segno che il problema non riguarda solo chi è in pensione, ma anche chi si trova in una fase cruciale della propria vita lavorativa e familiare.
La facilità con cui si accede al gioco è un fattore chiave nella diffusione del fenomeno. Mentre un tempo c’era un controllo sociale – nelle sale scommesse si sapeva chi entrava e usciva –, oggi la situazione è radicalmente cambiata. Il gioco online ha eliminato ogni filtro, rendendo possibile scommettere di notte, in solitudine, senza che nessuno se ne accorga.
E i costi di questa liberalizzazione senza regole si vedono nelle famiglie: nel 2023 si è registrato un aumento del numero di persone che si sono indebitate a causa della ludopatia, con un numero crescente di richieste di aiuto ai centri antiusura e alle associazioni di supporto.

La rete che spinge all’azzardo
A rendere ancora più grave il problema è la totale normalizzazione del gioco d’azzardo da parte delle istituzioni. È possibile pagare le bollette attraverso le macchinette del Lotto, le lotterie istantanee vengono pubblicizzate come un passatempo innocuo, e persino le campagne di prevenzione sono spesso deboli e inefficaci.
Il problema non è solo la pubblicità invasiva, ma la mancanza di regole chiare. Ogni regione ha le proprie normative, spesso incoerenti tra loro. Molti comuni hanno cercato di imporre limiti agli orari di apertura delle sale gioco e distanze minime da scuole e luoghi sensibili, ma le pressioni delle lobby dell’azzardo hanno spesso portato a passi indietro.
E così, mentre l’accesso al gioco diventa sempre più facile, il sostegno per chi ne rimane vittima si fa sempre più fragile. Il Ministero della Salute ha chiuso l’Osservatorio sul gioco d’azzardo, trasferendo le sue funzioni a un generico organismo sulle dipendenze, che al momento è ancora in fase di definizione. Questo significa che, mentre il numero di giocatori problematici cresce, i fondi per la prevenzione e il supporto alle famiglie sono sempre più incerti.
Le famiglie distrutte dalla ludopatia
Il gioco d’azzardo non è mai solo un problema individuale. Ogni persona che sviluppa una dipendenza trascina con sé parenti e amici. Le famiglie spesso scoprono il problema quando è troppo tardi, quando i debiti si accumulano, le bollette non vengono più pagate e le relazioni si sgretolano sotto il peso della disperazione.
L’illusione di una vincita facile colpisce soprattutto chi si trova già in difficoltà. La precarietà economica, la perdita del lavoro, la solitudine sociale sono tutte leve che spingono a cercare una via d’uscita nel gioco. Ma il gioco non risolve i problemi, li amplifica.
Le associazioni che si occupano di supporto ai familiari raccontano storie di mogli che scoprono conti in rosso, di padri che si giocano la pensione, di figli che nascondono ai genitori il loro vizio per anni. E in tutto questo, l’assenza di un vero sistema di prevenzione fa sì che molte famiglie restino sole, senza strumenti per affrontare il problema.
Come uscirne?
Fermare la diffusione della ludopatia richiede interventi concreti, non solo dichiarazioni di intenti. Alcune possibili soluzioni:
Limitare la pubblicità del gioco d’azzardo, come avviene per alcol e sigarette.
Obbligare all’uso della tessera sanitaria per accedere ai giochi, in modo da tracciare chi gioca e prevenire eccessi.
Garantire fondi per la prevenzione e il supporto alle famiglie colpite dalla ludopatia.
Introdurre regole chiare per il gioco online, con limiti di spesa e accesso controllato.
L’azzardo non è un semplice passatempo, è un problema sociale enorme, che crea povertà e distrugge intere vite. E finché le istituzioni continueranno a chiudere un occhio, il numero di vittime continuerà ad aumentare.



