domenica, Dicembre 7, 2025

Genova, mortalità più alta nei quartieri più fragili

Il Referto Epidemiologico Comunale, il REC, è la lente che permette di vedere una città non solo come un insieme di vie e municipi, ma come una mappa di salute e malattia. È uno strumento costruito a partire dai dati di mortalità dei residenti – quindici anni di decessi, dal 2009 al 2024 – standardizzati per età e sesso e ricondotti ai singoli quartieri. In pratica, il REC risponde a una domanda molto semplice e molto politica: “In questa città, dove si muore di più e dove si muore di meno, a parità di caratteristiche anagrafiche?”.

Una volta messa in fila questa serie storica, Genova si scompone e il quadro diventa difficile da ignorare. Tra i quartieri ci sono differenze di mortalità che arrivano a un eccesso di rischio superiore al 40% rispetto alla media comunale in alcuni casi, mentre in altri la mortalità risulta fino al 20% più bassa. Non è un gioco di percentuali: significa che, a parità di età e sesso, crescere e invecchiare a Cornigliano o a Rivarolo non è la stessa cosa che farlo a Nervi o in Albaro. Dentro gli stessi confini amministrativi convivono aspettative di vita diverse.

I quartieri che il Referto segnala costantemente “sopra soglia” – Cornigliano, Struppa, Rivarolo, Prà, Bolzaneto, Pre-Molo-Maddalena – sono tutte aree in cui si concentrano esposizioni ambientali pesanti, fragilità sociali, lavori più usuranti, redditi più bassi. Il ponente urbano e le valli dell’entroterra portano addosso decenni di industria, portualità, traffico pesante, grandi infrastrutture. Il REC da solo non dimostra il nesso causa-effetto, ma conferma un’ipotesi che gli epidemiologi ripetono da anni: dove l’aria è peggiore, il lavoro è più duro, i servizi sono più lontani e il reddito è più basso, si muore di più e prima.

All’estremo opposto, i quartieri con mortalità sistematicamente più bassa – Nervi-Quinto-Sant’Ilario, San Francesco d’Albaro, la Foce, Portoria – disegnano una geografia speculare: affacci sul mare, presenza di verde, minore peso del traffico pesante, redditi e livelli di istruzione più alti, servizi sanitari e sociali più accessibili.

Cornigliano – Cirobob – Public Domain

Qui il REC fotografa l’altro lato della città, quello in cui la combinazione tra ambiente, lavoro e condizioni materiali produce una protezione silenziosa: meno malattie croniche, meno decessi, più anni di vita in buona salute.

Le serie storiche sui singoli quartieri mostrano che non si tratta di fiammate occasionali. Prà resta sopra la media comunale per tutta la serie, Cornigliano si conferma stabilmente tra le aree peggiori sia per uomini sia per donne, Multedo presenta picchi di mortalità maschile molto marcati, mentre Pegli oscilla intorno alla media senza scostamenti duraturi. In altre parole, non è “un anno andato male”: è una struttura che si ripete per almeno quindici anni. Dove la curva resta alta, significa che né le politiche ambientali né quelle sociali hanno davvero invertito la rotta.

Guardare ai singoli quartieri, allora, serve a spostare il baricentro della discussione. Non basta chiedersi “quanti morti abbiamo avuto quest’anno?”: il REC costringe a domandarsi chi muore di più, dove e in quali condizioni di vita. Cornigliano non è solo un numero: è la coda lunga dell’industria e del porto, dell’inquinamento, della precarietà abitativa e lavorativa. Nervi non è solo un toponimo di pregio: è il prodotto di decenni di scelte urbanistiche e sociali che hanno concentrato lì benessere e protezione.

Se preso sul serio, il Referto Epidemiologico Comunale diventa una chiamata in causa diretta per la politica locale: o si interviene sulle cause – ambiente, traffico, pianificazione urbanistica, lavoro, servizi, povertà – partendo dai quartieri che stanno peggio, oppure ci si limita a certificare, anno dopo anno, che in una stessa città alcune vite valgono meno di altre. Il modello REC, pronto per essere applicato a tutti i comuni italiani, mette in mano alle amministrazioni un termometro molto preciso: la scelta è se usarlo per cambiare la realtà o solo per descriverla.

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