Agricoltura e Donazioni: oltre 218.000 tonnellate di eccedenze salvate dallo spreco
Diogenenews 30/10/2024: Nel settore agricolo italiano, il 34% delle eccedenze è donato, con il 18% delle aziende che preferisce destinare i propri surplus alimentari piuttosto che sprecarli. Tra le tipologie di prodotti, i maggiori donatori sono le imprese di ortaggi (30%), seguite da quelle di frutti oleosi come le olive (23%) e da quelle di frutta (20%). Anche le aziende cerealicole e gli allevatori partecipano con una percentuale minore (11%). Questi dati emergono dalla ricerca promossa dalla Fondazione Banco Alimentare, condotta dal Food Sustainability Lab del Politecnico di Milano e dalla Fondazione per la Sussidiarietà, e presentata al convegno annuale “The Reunion” a Roma. L’analisi ha esplorato i motivi e le sfide delle aziende donatrici e degli enti coinvolti nella distribuzione alimentare. Il Banco Alimentare collabora con 7.600 partner sul territorio per fornire cibo a 1,8 milioni di persone, distribuendo 119.000 tonnellate di alimenti, inclusi beni recuperati dallo spreco e provenienti da programmi di assistenza nazionale ed europea. Il presidente della Fondazione Banco Alimentare, Giovanni Bruno, sottolinea l’importanza di un’offerta alimentare equilibrata, mentre Paola Garrone, docente del Politecnico di Milano, evidenzia come barriere operative, quali costi e tempistiche, limitino la partecipazione degli agricoltori. Giorgio Vittadini della Fondazione per la Sussidiarietà aggiunge che l’attitudine alla donazione è più marcata nelle imprese strutturate, organizzate per misurare le proprie eccedenze in ottica sostenibile. (Diogenenews 30/10/2024)
Eurostat: 27 milioni di disoccupati nell’Unione Europea
Diogenenews 30/10/2024: Nel 2023, il tasso di occupazione nell’Unione Europea ha raggiunto un picco storico, attestandosi al 75,3%, in crescita dello 0,7% rispetto all’anno precedente, segnala Eurostat. Tra le aree più virtuose, spiccano la regione di Warszawski Stołeczny (Polonia) con l’86,5%, seguita da Bratislavský Kraj (Slovacchia, 85,8%) e Treviri (Germania, 85,4%). In coda alla classifica europea, però, si trovano tre regioni italiane – Calabria, Campania e Sicilia – con meno della metà della popolazione in età lavorativa occupata, fermandosi sotto al 49%. L’Italia evidenzia anche la più ampia disparità occupazionale regionale con una variazione del 16,3%, un divario superiore a quello di Belgio e Romania. Al contrario, Portogallo, Danimarca, Finlandia e Paesi Bassi mostrano la distribuzione più omogenea, con differenze pari o inferiori al 2%. Accanto ai dati di occupazione, emerge il fenomeno del “labour market slack” o debolezza del mercato del lavoro, che misura l’intera popolazione disoccupata o sotto-occupata: al 31 dicembre 2023 questa cifra si attestava in UE a 27,1 milioni di persone, ovvero il 12% della forza lavoro. La quota maggiore di questo dato è rappresentata dai disoccupati (5,8%), seguiti da persone disponibili a lavorare ma non attivamente in cerca (2,8%) e da chi è sotto-occupato con contratti part-time (2,5%). Le percentuali più alte di “slack” si rilevano in Spagna (20,2%), Italia (17,7%) e Svezia (16,4%), mentre Polonia (4,8%), Malta (5,2%) e Ungheria (6,0%) registrano i livelli più bassi, riflettendo economie con una capacità più elevata di assorbire la domanda di lavoro. (Diogenenews 30/10/2024)
Haiti: metà popolazione soffre di fame acuta
Diogenenews 30/10/2024: Haiti sta attraversando una crisi di violenza senza precedenti, caratterizzata da insicurezza alimentare e instabilità politica. L’Onu ha lanciato un allarme attraverso una videoconferenza con i corrispondenti internazionali la scorsa settimana, come ha reso noto l’ufficio stampa delle Nazioni Unite. Lola Castro, direttrice regionale per l’America Latina e i Caraibi del Programma alimentare mondiale (Pam), ha evidenziato che 5,4 milioni di haitiani – quasi la metà della popolazione – sono afflitti da grave carenza alimentare. Waanja Kaaria, rappresentante dell’agenzia Onu ad Haiti, ha aggiunto che 270.000 bambini soffrono di malnutrizione. La vulnerabilità dei più giovani è inoltre aggravata dal rischio di reclutamento nelle bande criminali, fenomeno che si sta intensificando nel Paese. Gli attacchi violenti hanno infatti costretto decine di migliaia di persone a fuggire dalle loro case: negli ultimi tre mesi, il numero degli sfollati è raddoppiato, superando i 700.000 haitiani. Nonostante le difficoltà, il Pam continua le operazioni di distribuzione di cibo e ripari anche in zone ad alto rischio, come dimostra l’attacco della scorsa settimana a un elicottero dell’Onu. Finora sono stati distribuiti 2 milioni di pacchi alimentari a oltre 135.000 sfollati interni, con il supporto di partner locali. L’agenzia ha inoltre lanciato un appello per raccogliere 642 milioni di dollari necessari per l’emergenza, ma al momento solo il 42% dei fondi è stato raggiunto, rendendo essenziale un ulteriore sostegno internazionale. (Diogenenews 30/10/2024)
Obiettivo nidi d’infanzia a rischio: EducAzioni denuncia il taglio dei fondi e crescenti disuguaglianze
Diogenenews 30/10/2024: La rete EducAzioni ha lanciato un allarme sul ridimensionamento dell’obiettivo del governo italiano di assicurare una copertura del 33% dei nidi d’infanzia entro il 2027, fissato nella legge di bilancio 2022. Nel Piano strutturale e di bilancio di medio termine inviato recentemente a Bruxelles, infatti, questo obiettivo viene rivisto al ribasso, con un 15% di copertura stimato a livello regionale. Sebbene nel Piano il Governo confermi che gli stanziamenti previsti dovrebbero garantire la copertura del 33% su scala nazionale, la tavola allegata A VI.4 evidenzia una realtà differente, evidenziando tagli anche ai fondi per la gestione dei servizi. EducAzioni, una rete di associazioni attive nella difesa dei diritti educativi, avverte che questo ridimensionamento rischia di aggravare le disuguaglianze territoriali, colpendo particolarmente i bambini del Sud e delle aree interne, già svantaggiati per la scarsità di servizi. La rete esprime “forte preoccupazione” per quella che considera una possibile riduzione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) per i nidi d’infanzia, una scelta che potrebbe contraddire i propositi del Governo di promuovere la parità educativa, la natalità e l’occupazione femminile. Dal 2020, EducAzioni sostiene una proposta strutturata per l’ampliamento e il rafforzamento dei servizi educativi per bambini 0-6 anni e delle misure di supporto alla genitorialità, evidenziando le forti disuguaglianze tra le regioni, confermate nel recente Rapporto Istat sui servizi per l’infanzia. Ora, la rete chiede “un chiarimento immediato” sui piani del Governo per rispettare gli impegni presi, specificando tempi e modalità di attuazione. Nata durante la pandemia nel 2020, EducAzioni è un’alleanza composta da dieci reti nazionali che rappresentano oltre quattrocento organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti dei minori. (Diogenenews 30/10/2024)
Sudan: Unicef denuncia atrocità contro i bambini e chiede fine immediata delle violenze
Diogenenews 30/10/2024: La direttrice generale dell’Unicef, Catherine Russell, ha espresso “profonda preoccupazione” per l’escalation di violenza che colpisce bambini e famiglie nello Stato sudanese di Al Jazirah. Le ultime notizie riportano un quadro allarmante di omicidi di massa, violenze sessuali contro donne e ragazze, e devastazioni delle abitazioni e dei mezzi di sussistenza. Solo nell’ultima settimana, almeno 124 persone sono state uccise, inclusi almeno 10 bambini, alcuni dei quali di appena dieci anni; altri 43 bambini sono stati feriti. Russell ha riferito di notizie devastanti secondo cui molte ragazze, alcune di soli 13 anni, hanno subito stupri e aggressioni sessuali, e che alcuni bambini sono stati detenuti. Più di 9.000 famiglie, pari a circa 45.000 persone, sono state costrette a fuggire dalle loro case tra il 20 e il 27 ottobre 2024 nelle aree di Tamboul e nei villaggi vicini. Secondo Russell, questa violenza fa parte di una crisi umanitaria di enormi proporzioni, interamente causata dall’uomo, che ha già provocato migliaia di morti e feriti tra i bambini, costretto oltre 11 milioni di persone a lasciare le proprie case e lasciato milioni di persone in condizioni di estrema difficoltà. Il Sudan è ora il teatro della più grave crisi umanitaria e di sfollamento del mondo, con conseguenze sempre più pesanti per la regione circostante. L’Unicef chiede un “cessate il fuoco immediato” e fa appello alle parti in conflitto affinché interrompano gli attacchi contro i civili e le gravi violazioni contro i minori, rilasciando i bambini detenuti. Russell sottolinea l’importanza di rispettare il diritto umanitario internazionale, proteggendo civili e infrastrutture e garantendo libero accesso agli operatori umanitari. Le attuali restrizioni amministrative e la situazione di insicurezza, denuncia Russell, stanno ostacolando la distribuzione di aiuti vitali. “Non possiamo restare a guardare mentre i bambini del Sudan vivono orrori inimmaginabili. È necessario agire ora per garantire loro un futuro sicuro e pacifico”, ha concluso la direttrice dell’Unicef. (Diogenenews 30/10/2024)
Papa Francesco denuncia le disuguaglianze di Roma: il Giubileo non dimentichi i poveri
Diogenenews 30/10/2024: Il Giubileo dei poveri partirà il 24 dicembre, ma con meno di due mesi all’evento, Roma affronta una situazione sociale critica. Papa Francesco, intervenendo in un’assemblea diocesana a San Giovanni in Laterano per celebrare i 50 anni dal convegno del 1974 sui “mali di Roma”, ha rimarcato il persistere di disuguaglianze e povertà nella capitale. Alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, del prefetto Lamberto Giannini e dell’assessore Tobia Zevi, il Papa ha sottolineato: “Ancora oggi, molte disuguaglianze e povertà affliggono Roma. Questo ci addolora, ma ci fa anche capire quanta strada ci sia ancora da percorrere”. Dopo mezzo secolo, poco sembra cambiato: Roma continua a lottare con le stesse sfide sociali, dalle difficoltà delle periferie segnate da carenza di servizi e alta criminalità, alle disuguaglianze nell’accesso all’istruzione e alle opportunità. Se nel 1974 la città usciva dalle baraccopoli del dopoguerra, oggi, nonostante i fondi del Pnrr e del Giubileo, le risorse non sembrano raggiungere tutti i cittadini in modo equo. “Non possiamo limitarci ai numeri – ha proseguito Francesco –. Le persone senza casa, i giovani senza lavoro, gli anziani privi di cure, e coloro che sprofondano nelle dipendenze sono volti e storie reali”. Tra i rappresentanti della società civile, anche Daniele Leppe, avvocato e volontario a Tor Bella Monaca e Quarticciolo, ha espresso amarezza per come i fondi per il Giubileo siano stati investiti principalmente per migliorare i quartieri centrali e non per sostenere le zone periferiche. “È un Giubileo che dovrebbe promuovere dignità per tutti, ma le risorse non sono state impiegate per aiutare i più bisognosi”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di attenzione verso le povertà diffuse della città. (Diogenenews 30/10/2024)
Povertà a Lione: un residente su sei sotto la soglia di povertà
Diogenenews 30/10/2024: L’INSEE Auvergne-Rhône-Alpes, in collaborazione con la Métropole di Lione, ha diffuso uno studio dettagliato sulla povertà nell’area metropolitana lionese. Nel 2021, circa 220.500 persone vivevano sotto la soglia di povertà a Lione, con un reddito mensile inferiore a 1.155 euro per una persona sola e a 2.425 euro per una coppia con due figli. Questo equivale al 17% della popolazione della metropoli, ossia un abitante su sei. Confrontando i dati con altre grandi aree urbane, emerge che il tasso di povertà è più elevato nella Grande Parigi (18,3%), Strasburgo (20,7%), e Lille (18,6%). Al contrario, le aree di Bordeaux, Rennes e Nantes registrano livelli di povertà inferiori, rispettivamente al 14,4%, 13,9% e 12,8%. Lo studio evidenzia inoltre differenze all’interno dell’area metropolitana di Lione. La zona di “Portes du Sud” (Vénissieux, Saint-Fons, Corbas, Feyzin e Solaize) mostra il tasso più alto, con il 29,2% di residenti sotto la soglia di povertà, seguita da Rhône-Amont (21,6%) e Villeurbanne (21,2%). Di contro, il nord-ovest di Lione registra i livelli più bassi, con l’8% di poveri nella Val d’Yzeron e il 7,9% nella Val-de-Saône. Secondo l’INSEE, a Lione e Villeurbanne la povertà colpisce in misura maggiore i giovani: il 29% degli under 30 è considerato povero, rispetto al 21% dell’intera metropoli. Inoltre, il 60% delle famiglie povere a Lione e il 53% a Villeurbanne sono composte da persone sole, una percentuale superiore alla media metropolitana del 48%. (Diogenenews 30/10/2024)
Povertà crescente a Monaco di Baviera: un cittadino su sei sotto la soglia di sussistenza
Diogenenews 30/10/2024: A Monaco, una delle città più ricche della Germania, la povertà sta diventando una realtà sempre più diffusa. Un cittadino su sei vive al di sotto della soglia di povertà, con circa 266.000 persone che devono gestire meno di 1.820 euro netti al mese per coprire spese essenziali come affitto, cibo e assicurazioni. Il rapporto sulla povertà della città evidenzia che i gruppi più colpiti includono genitori soli, famiglie numerose, persone con disabilità e malattie croniche, e soprattutto anziani, che spesso rinunciano a beni primari per risparmiare. Secondo il dipartimento degli affari sociali, a Monaco il divario di reddito è più ampio rispetto alla media bavarese e nazionale. Ines Weinzierl, dell’associazione Lichtblick, sottolinea come molti anziani, nonostante le difficoltà, si vergognino a chiedere aiuto. Alcuni scelgono di non accendere il riscaldamento in inverno, indossando invece più strati di abbigliamento per ridurre le spese. Elisabeth Robles Salgado, del Consiglio consultivo degli anziani, evidenzia la necessità di alloggi accessibili per gli anziani: spesso, dopo la partenza dei figli o la perdita del partner, molti si trovano bloccati in appartamenti troppo grandi e costosi. L’alto costo degli affitti è una delle cause principali della povertà in città. Bettina Bäumlisberger, della Caritas, osserva che trovare un alloggio adeguato e conveniente è diventato difficile non solo per chi ha redditi bassi, ma anche per la classe media. A Monaco, ci sono circa 12.400 persone ufficialmente senzatetto, il 55% delle quali uomini. La Catholic Men’s Welfare Association indica che le donne senzatetto spesso restano nascoste, preferendo rifugiarsi da conoscenti piuttosto che vivere per strada. Per rispondere alla crescente emergenza, il Münchner Tafel ha ampliato i suoi servizi di distribuzione alimentare, offrendo cibo a oltre 21.000 persone, senza richiedere certificati di idoneità. Il portavoce Steffen Horak conferma che le file ai punti di distribuzione continuano a crescere, evidenziando la crisi sociale che sta investendo Monaco. (Diogenenews 30/10/2024)
Australia, donna disabile e indigente trovata morta: sospetti di negligenza criminale
Diogenenews 30/10/2024: La polizia del Sud Australia sta indagando per capire se la morte di una donna di 26 anni, affetta da gravi disabilità fisiche e intellettive, sia stata causata da negligenza criminale. La giovane è stata trovata in condizioni terribili in una casa a Port Augusta, nell’estremo nord dello Stato, soffrendo di gravi problemi di salute, ferite e piaghe aperte. Questo caso è stato già paragonato a quello di Ann Marie Smith, una donna disabile che nel 2020 morì in circostanze simili a causa di gravi negligenze nel suo trattamento. La Smith, affidata a un’assistente personale, viveva in condizioni inaccettabili che contribuirono direttamente alla sua morte. La vicenda scosse l’opinione pubblica australiana, portando a una revisione dei controlli sui servizi di assistenza alle persone con disabilità. La polizia ha spiegato che giovedì scorso i paramedici sono stati chiamati a casa della donna dopo una caduta, che le aveva impedito di rialzarsi. Trasportata in gravi condizioni al Port Augusta Hospital, la donna è stata trasferita il giorno seguente al Royal Adelaide Hospital, dove è deceduta lunedì. La vittima non risultava iscritta al programma NDIS, il National Disability Insurance Scheme, un sistema di assistenza pubblica che fornisce supporto a persone con disabilità permanente in Australia. L’NDIS, finanziato dal governo, offre servizi di assistenza personalizzata per migliorare la qualità della vita e l’inclusione sociale delle persone disabili. Non avendo accesso a questo programma, la donna dipendeva principalmente dal supporto della madre, che viveva con lei, ma la polizia sta verificando se altre persone avessero la responsabilità di assisterla. Durante la perquisizione dell’abitazione, definita “inadatta a ospitare esseri umani”, la polizia ha sequestrato la cartella clinica della donna e ha rilevato “indicatori significativi” di negligenza. Tuttavia, non è ancora chiaro se questi elementi siano stati la causa della morte o se la donna sia deceduta a causa di problemi di salute preesistenti. La polizia ha invitato chiunque avesse espresso preoccupazioni sulle condizioni di vita della giovane a contattare le autorità, sottolineando che l’inchiesta sarà lunga e complessa. (Diogenenews 30/10/2024)
Povertà in Africa: i Paesi leader nella lotta per il cambiamento
Diogenenews 30/10/2024: Secondo il rapporto Financing Africa, dieci Paesi africani si distinguono per i progressi nella lotta alla povertà, con Maurizio, Tunisia e Algeria ai primi posti per il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 1 (SDG1) delle Nazioni Unite, mirato all’eliminazione della povertà. Questo obiettivo fa parte dei 17 SDG delle Nazioni Unite, sviluppati nel 2015 con l’intento di promuovere una società globale più equa e sostenibile entro il 2030. Nonostante l’impegno, i progressi sono stati rallentati dalla pandemia di Covid-19, che ha messo a dura prova l’economia globale e rallentato l’avanzamento degli obiettivi. Ad oggi, solo due dei 17 SDG — Consumo e produzione responsabili (SDG12) e Azione per il clima (SDG13) — mostrano progressi significativi nel continente africano. I principali ostacoli si registrano sugli obiettivi prioritari per lo sviluppo dell’Africa: Povertà zero (SDG1), Fame zero (SDG2) e Salute e benessere (SDG3). Secondo le stime del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), sono necessari circa 14 miliardi di dollari al giorno per aiutare 165 milioni di persone in tutto il mondo a superare la soglia di povertà di 3,65 dollari al giorno. Tra i Paesi africani che hanno raggiunto i risultati migliori nella lotta alla povertà, emerge il caso di Maurizio, che con un punteggio SDG1 di 98.0 guida la classifica del continente. Lo seguono da vicino Tunisia e Algeria, rispettivamente con indici di 97.9 e 97.7, testimoniando progressi concreti in termini di riduzione della povertà. Anche il Marocco, con un indice di 90.4, e Gabon (88.7) si distinguono per un significativo impegno in tal senso. Altri Paesi, pur con punteggi leggermente inferiori, si sono affermati come esempi di avanzamento, come l’Egitto (88.0) e Capo Verde (84.9), entrambi sulla strada per migliorare il benessere socioeconomico delle loro popolazioni. Chiudono questa lista di virtuosità la Mauritania, con un punteggio di 77.0, Costa d’Avorio (73.7) e Senegal (67.9), mostrando come alcuni Stati africani abbiano intrapreso con successo percorsi per ridurre la povertà, seppur con differenti intensità.
Nonostante i progressi in alcuni Paesi, l’Africa continua a fronteggiare sfide complesse per realizzare tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile, evidenziando la necessità di maggiori finanziamenti e politiche di supporto per combattere efficacemente la povertà estrema e promuovere il benessere socioeconomico. (Diogenenews 30/10/2024)


