Energia, italiani contrari al nucleare e favorevoli alle rinnovabili
Diogenenews 29/11/2024: L’’81% degli italiani si dichiara contrario al nucleare, in crescita rispetto al 75% registrato a giugno. Secondo un’indagine Ipsos presentata al XVII Forum QualEnergia, questa opposizione è motivata da preoccupazioni legate ai rischi, ai costi nascosti e all’impatto ambientale.Il 41% degli intervistati non accetterebbe in nessun caso la costruzione di un impianto nucleare vicino alla propria abitazione, mentre solo il 18% la tollererebbe a una distanza minima di 10 chilometri. Inoltre, il 43% ritiene che i benefici economici derivanti dal nucleare si vedrebbero solo dopo 20 anni o mai, evidenziando l’antieconomicità percepita di questa tecnologia.Parallelamente, l’85% degli italiani associa le fonti rinnovabili alla sostenibilità ambientale e il 44% prevede benefici entro un decennio dalla transizione. Per il 52% la svolta verso energie pulite ridurrebbe la dipendenza energetica dall’estero, mentre il 37% evidenzia una possibile riduzione dei costi energetici.“La campagna mediatica pro-nucleare non ha cambiato le opinioni dei cittadini, sempre più convinti della necessità di puntare sulle rinnovabili”, ha dichiarato Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club. Anche Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, sottolinea come “il nucleare sia una tecnologia ormai antieconomica e marginale a livello globale”.L’indagine rivela inoltre un forte interesse verso le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), sebbene solo il 14% del campione sappia cosa siano. Tuttavia, il 76% le considera un’opportunità per rivoluzionare la produzione di energia in Italia, pur temendo ostacoli burocratici.Il Forum QualEnergia prosegue con dibattiti su decarbonizzazione, economia circolare e il ruolo delle biomasse forestali nella transizione ecologica. (Diogenenews 29/11/2024)
Stranieri in Italia: 4,3 milioni nei dati INPS, la maggioranza lavora
Diogenenews 29/11/2024: L’INPS ha reso disponibili i dati dell’Osservatorio sugli stranieri relativi al periodo 2014-2023. Al 2023, risultano censiti 4.384.044 cittadini stranieri, di cui l’87,2% sono lavoratori attivi (3.820.718), il 7,3% pensionati (319.456) e il 5,6% (243.870) percettori di prestazioni di sostegno al reddito. Il 73,9% degli stranieri proviene da Paesi extra-UE, il 19,6% da Paesi dell’UE non inclusi nell’UE15 e il 6,5% dai Paesi dell’UE15. Tra i principali Paesi di origine si segnalano Romania (706 mila persone), Albania (428 mila), Marocco (342 mila), Cina (223 mila) e Ucraina (217 mila). I dati evidenziano una prevalenza di uomini (56,7%), con punte massime per Paesi come Pakistan (94,6%) e Bangladesh (93,7%), e minime per nazionalità come Ucraina (20,8%) e Moldova (33,3%). Sul fronte anagrafico, gli stranieri non comunitari sono mediamente più giovani, con il 45,6% di età inferiore ai 39 anni. A livello geografico, la maggior parte degli stranieri vive o lavora nel Nord Italia (61,8%), mentre il 23,3% si trova al Centro e il 14,9% nel Mezzogiorno. L’incidenza sulla popolazione residente è più alta nel Nord (9,9 ogni 100 residenti), seguita dal Centro (8,7) e dal Sud (3,3). Tra i lavoratori stranieri attivi, 3,3 milioni sono dipendenti del settore privato, con una retribuzione media annua di circa 16.000 euro. Di questi, 2,6 milioni operano in settori diversi dall’agricoltura (media 18.000 euro), 293 mila nel settore agricolo (9.500 euro) e 492 mila come lavoratori domestici (9.300 euro). (Diogenenews 29/11/2024)
Emergency soccorre 75 migranti nel Mediterraneo centrale
Diogenenews 29/11/2024: La nave Life Support di Emergency ha completato oggi due operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale, nella zona SAR maltese. In totale, sono state tratte in salvo 75 persone, ora in viaggio verso il porto di Vibo Valentia, assegnato dalle autorità italiane, con arrivo previsto per le 19. Il primo intervento è avvenuto in tarda mattinata, dopo una segnalazione di Alarm Phone su un’imbarcazione alla deriva. I 38 naufraghi, tra cui 8 donne (4 minori accompagnate) e 6 minori non accompagnati, erano senza cibo e acqua e in condizioni critiche. L’operazione si è conclusa alle 12:45 con il trasferimento a bordo della Life Support. Il secondo soccorso è iniziato alle 13:40, quando un’altra imbarcazione in difficoltà è stata avvistata dalla nave. A bordo si trovavano 37 persone, inclusi 6 minori non accompagnati, tutte prive di giubbotti di salvataggio. L’operazione si è conclusa alle 14:35. I migranti, provenienti da Bangladesh, Egitto, Eritrea, Palestina, Pakistan, Siria e Sudan, hanno riferito di essere partiti circa tre giorni fa dalle coste libiche. Tra le persone salvate si segnalano casi di disidratazione, mal di mare e condizioni croniche, tra cui un paziente diabetico, una donna incinta e una persona talassemica. “La prima imbarcazione era inclinata e priva di giubbotti di salvataggio – ha dichiarato Jonathan Naní la Terra, SAR Team Leader di Emergency. – Successivamente, abbiamo avvistato un’altra barca in pericolo e abbiamo proceduto rapidamente al soccorso.”
Dal dicembre 2022, la Life Support ha condotto 27 missioni, soccorrendo 2.417 persone nel Mediterraneo centrale. L’equipaggio è composto da marittimi, medici, infermieri, mediatori e soccorritori. “Continueremo a monitorare le condizioni mediche dei naufraghi durante la navigazione verso il porto di Vibo Valentia”, ha aggiunto la dottoressa Elena Mari, presente a bordo. (Diogenenews 29/11/2024)
Australia approva legge storica, social vietati ai minori di 16 anni
Diogenenews 29/11/2024: Il governo australiano, guidato dal premier Anthony Albanese, ha approvato una legge rivoluzionaria che stabilisce 16 anni come età minima per l’accesso ai social media. La normativa, adottata con sostegno bipartisan, punta a garantire maggiore sicurezza per i giovani durante le fasi critiche dello sviluppo. La legge obbliga le piattaforme social, tra cui Snapchat, TikTok, Instagram e X, a implementare misure per impedire l’accesso ai minori di 16 anni. Le aziende che non rispetteranno i requisiti potranno incorrere in multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani (circa 32 milioni di dollari USA). Tuttavia, app di messaggistica come WhatsApp e servizi video come YouTube sembrano essere escluse dalle nuove regole. “La responsabilità ricade sulle piattaforme, non sui genitori o sui ragazzi”, ha sottolineato Albanese, aggiungendo che la legge rappresenta un passo cruciale per proteggere il benessere dei giovani australiani. Secondo il ministro delle Comunicazioni Michelle Rowland, la normativa è il risultato di ampie consultazioni con esperti, genitori, accademici e organizzazioni civili. La verifica dell’età non richiederà documenti d’identità ufficiali, una misura introdotta per rispondere alle preoccupazioni sulla privacy sollevate dall’opposizione conservatrice. “La sicurezza dei bambini online è una responsabilità sociale dei social media”, ha dichiarato Rowland, sottolineando che le nuove regole mirano a bilanciare protezione e accesso a risorse educative e sanitarie per i giovani. Albanese ha definito la legge un passo avanti per rispondere a una delle maggiori preoccupazioni delle famiglie australiane: l’impatto negativo dei social media sulla salute mentale dei figli. “Dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere i nostri bambini”, ha affermato. La legge si inserisce in un quadro di politiche per la sicurezza online e rafforza l’impegno del governo nel collaborare con le piattaforme per garantire che i contenuti destinati ai più giovani siano adeguatamente regolamentati. (Diogenenews 29/11/2024)
Protesta a Ginevra contro le violenze sulle minoranze in Bangladesh
Diogenenews 29/11/2024: L’Associazione di tutte le minoranze del Bangladesh ha organizzato una manifestazione davanti al monumento della Sedia Rotta presso l’Ufficio delle Nazioni Unite, denunciando violenze e abusi contro le minoranze religiose in Bangladesh. Alla protesta hanno partecipato esponenti di diverse comunità religiose – indù, cristiani, buddisti e musulmani ahmadi – insieme a cittadini svizzeri solidali con la causa. I manifestanti hanno accusato il governo provvisorio del Bangladesh di permettere violenze sistematiche contro le minoranze, segnalando casi di perdita di vite umane, distruzione di proprietà e gravi violazioni dei diritti umani. Tra le richieste principali, un Bangladesh laico e inclusivo, in linea con gli ideali del movimento di liberazione del 1971. Hanno inoltre condannato l’influenza di gruppi estremisti come Jamaat-e-Islami e Al-Badr, accusati di minare i valori democratici del Paese. Particolare preoccupazione è stata espressa per la vicenda di Prabhu Chinmay Das, leader dell’organizzazione religiosa ISKCON in Bangladesh, arrestato con accuse ritenute infondate. Priyajit Debsarkar, analista politico di Londra, ha dichiarato: “L’arresto di Prabhu Chinmay Das è gravissimo. Abbiamo sollevato la questione al Consiglio per i diritti delle minoranze delle Nazioni Unite e chiediamo alla comunità internazionale il suo rilascio immediato e incondizionato.” Durante la protesta, i partecipanti hanno scandito slogan come “Jai Shri Ram”, chiedendo maggiore attenzione globale sulla crisi dei diritti umani in Bangladesh. Secondo Tanmayi, manifestante di Ginevra, le radici del problema risiedono nella divisione del subcontinente indiano: “Se non ci fosse stata la divisione, oggi avremmo meno problemi. È essenziale promuovere la tolleranza tra religioni e tradizioni diverse per mantenere la pace.” Gli organizzatori hanno sottolineato che il movimento non riguarda solo le minoranze, ma tutti coloro che si oppongono all’estremismo e alla violenza. La scrittrice e commentatrice Priyajit Debsarkar ha affermato: “Questa protesta è un invito alla comunità internazionale ad agire per garantire giustizia e tutela dei diritti fondamentali di tutti i cittadini in Bangladesh.” La manifestazione si è conclusa con un appello urgente alle Nazioni Unite e alla comunità globale affinché intervengano per fermare il deterioramento della situazione e promuovere stabilità e convivenza pacifica. (Diogenenews 29/11/2024)
Dal 2027 aumento di 160 euro annui in bolletta per l’impatto della CO2
Diogenenews 29/11/2024: Dal 2027 le famiglie italiane potrebbero affrontare un aumento di circa 160 euro l’anno sulle bollette del gas a causa dell’estensione del mercato europeo dei diritti di emissione di CO2 ai consumi domestici. È quanto emerge da una simulazione presentata da Eni Plenitude durante un’audizione con Arera. L’aumento è legato all’introduzione dell’Ets2, il sistema europeo che estenderà il prezzo della CO2 anche ai consumi domestici. Secondo Michele Pizzolato, responsabile regolazione di Plenitude, lo scenario meno critico ipotizza un costo di 60 euro per tonnellata di CO2, che si tradurrebbe in un rincaro medio annuo di 160 euro per famiglia. Tuttavia, il prezzo attuale della CO2 è già più alto e potrebbe crescere ulteriormente. “L’impatto sulle bollette sarà significativo – ha dichiarato Pizzolato – ed è necessario evitare una doppia tassazione tra le accise attuali e i nuovi costi legati all’Ets2”. Plenitude ha invitato Arera a sensibilizzare governo e Parlamento su questi rischi e a garantire trasparenza informando i consumatori. Il mercato europeo dei diritti di emissione prevede un aumento graduale dei prezzi, che già sta influenzando le strategie degli operatori. “Molti fornitori stanno programmando campagne di vendita tenendo conto del 2027”, ha aggiunto Pizzolato, sottolineando la necessità di affrontare le difficoltà economiche delle famiglie meno abbienti che non possono permettersi il passaggio all’elettrificazione dei consumi. Anche Marta Bucci, direttrice generale di Proxigas, ha chiesto maggiore chiarezza: “Serve trasparenza sugli oneri in bolletta e Arera deve individuare modalità adeguate per informare i clienti finali”. Bucci ha inoltre sottolineato che i distributori non devono essere additati come responsabili dell’aumento, che rappresenta una diretta conseguenza delle politiche europee sulla decarbonizzazione. La nuova normativa, parte del percorso europeo verso la neutralità climatica entro il 2050, è vista come un passo necessario per ridurre le emissioni, ma potrebbe pesare significativamente sui bilanci delle famiglie italiane, già provate dall’attuale crisi energetica. (Diogenenews 29/11/2024)
Salerno, revocate 3.339 richieste di ingresso per lavoratori stranieri
Diogenenews 29/11/2024: La Procura di Salerno-Dda ha avviato un’operazione senza precedenti contro gli abusi legati ai decreti flussi, portando al blocco e alla revoca di 3.339 richieste di ingresso per lavoratori extracomunitari. I provvedimenti, notificati ieri a 29 Prefetture tramite il Ministero dell’Interno dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro e dalla Guardia di Finanza di Salerno, coinvolgono 142 aziende attive prevalentemente nei settori agricolo, edilizio e dell’assistenza domestica. L’indagine ha rivelato che molte di queste aziende erano in realtà strumenti nelle mani di gruppi criminali, alcuni legati alla camorra, che sfruttavano le false richieste di assunzione per favorire l’ingresso illegale di stranieri, generando profitti illeciti per milioni di euro. Secondo gli investigatori coordinati dal procuratore Giuseppe Borrelli, l’inchiesta si concentra sulle istanze presentate tra il 2021 e il 2024, periodo in cui i gruppi criminali avevano già subito colpi significativi, come i sequestri di oltre un milione di euro e 47 misure cautelari eseguite nel luglio scorso. Con i provvedimenti attuali, le Prefetture coinvolte dovranno bloccare le procedure per i nulla osta al lavoro ancora in corso, annullare le autorizzazioni già emesse ma non utilizzate e revocare i benefici concessi, come permessi di soggiorno e contratti di lavoro, anche per coloro già entrati in Italia. Le Prefetture interessate si trovano in diverse regioni italiane, da Napoli a L’Aquila, passando per Matera, Cosenza e Pesaro-Urbino. (Diogenenews 29/11/2024)
Agricoltori e lavoratori indiani accusano il governo Modi di abbandono
Diogenenews 29/11/2024: L’associazione degli agricoltori Samyukt Kisan Morcha (SKM) accusa il governo indiano di discriminazione sistematica verso agricoltori e lavoratori, a causa della mancata introduzione di riforme essenziali per tutelare i loro diritti. Tra le principali rivendicazioni, il rifiuto del governo di fissare un prezzo minimo garantito per i prodotti agricoli, costringendo molti agricoltori a vendere al di sotto dei costi di produzione, con gravi ripercussioni economiche e sociali. La mancanza di un sostegno adeguato porta molte famiglie alla rovina e rischia di creare disoccupazione diffusa, con conseguenze devastanti per l’intero settore. Anche i lavoratori affrontano condizioni difficili. Sebbene siano state introdotte quattro nuove leggi sul lavoro che prevedono diritti fondamentali come il salario minimo garantito, la sicurezza del lavoro, la previdenza sociale, la giornata lavorativa di otto ore e il diritto di formare sindacati, queste normative non vengono applicate, lasciando i lavoratori senza tutele reali. Secondo quanto riferito da Peoples Dispatch, la situazione è aggravata dai tagli ai sussidi per alimentazione, istruzione e sanità, che aumentano ulteriormente le disuguaglianze economiche e sociali. Dati delle Nazioni Unite indicano che in India il 36% dei bambini sotto i cinque anni è sottopeso, mentre il 38% soffre di ritardi nella crescita, un chiaro segnale dell’impatto negativo delle politiche attuali. Il SKM denuncia anche l’atteggiamento del governo Modi, che condona debiti miliardari delle grandi aziende, ma non offre programmi di prestito o riduzione del debito agli agricoltori e ai lavoratori agricoli, aggravando ulteriormente la loro precarietà economica. La combinazione di politiche inadeguate, mancato rispetto dei diritti e smantellamento del welfare sociale rappresenta un fardello insostenibile per la popolazione rurale e urbana. Le prime proteste contro il governo si sono svolte martedì, e secondo il SKM, potrebbero intensificarsi nei prossimi mesi. (Diogenenews 29/11/2024)
Ciad rompe con la Francia: fine della cooperazione militare per riaffermare la sovranità
Diogenenews 29/11/2024: Il governo del Ciad ha annunciato ufficialmente la fine dell’accordo di cooperazione in materia di difesa con la Francia, ponendo termine a una partnership militare che durava da decenni. L’annuncio è stato comunicato tramite una dichiarazione del ministro degli Esteri, Abderaman Koulamallah, che ha sottolineato come questa decisione rappresenti un passo verso la riaffermazione della piena sovranità nazionale del Paese. “È giunto il momento che il Ciad definisca le proprie priorità strategiche e affermi la sua indipendenza, 66 anni dopo la proclamazione della Repubblica”, ha dichiarato Koulamallah. Pur precisando che la scelta non implica una rottura delle relazioni bilaterali con la Francia, il ministro ha evidenziato la necessità per il Ciad di riorientare i suoi partenariati internazionali in base agli interessi nazionali. Questa decisione arriva mentre la Francia sta rivedendo la sua presenza militare in Africa. Negli ultimi anni, Parigi ha affrontato crescenti tensioni con governi locali, culminate con il ritiro delle sue truppe da Mali, Burkina Faso e Niger. Anche il Senegal ha recentemente informato che la Francia dovrà chiudere le sue basi militari sul suo territorio per motivi simili legati alla sovranità. Il ministro Koulamallah ha definito la decisione del Ciad una “svolta storica”, presa dopo un’attenta analisi della situazione. Ha inoltre ribadito l’impegno del Paese a rispettare i termini contrattuali, incluso il periodo di preavviso previsto dall’accordo.
Mentre il Ciad mira a costruire nuovi partenariati strategici, la decisione si colloca in un momento delicato per l’Africa centrale. Durante una recente visita del ministro francese Olivier Barrot, i due Paesi hanno discusso la crisi in Sudan, che ha spinto migliaia di rifugiati oltreconfine, aggravando una già difficile situazione umanitaria. La Francia ha annunciato un ulteriore aiuto di 7 milioni di euro per sostenere i rifugiati sudanesi, ma il governo ciadiano ha espresso preoccupazione per il coinvolgimento di attori esterni, come Emirati Arabi Uniti e Russia, nella fornitura di armi alle fazioni in guerra. La decisione del Ciad riflette un cambiamento più ampio nella relazione tra gli Stati africani e le ex potenze coloniali, con una crescente enfasi sulla sovranità e sull’autodeterminazione. (Diogenenews 29/11/2024)
Ramaphosa: istruzione e riforme per combattere la povertà in Sudafrica
Diogenenews 29/11/2024: Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha definito l’istruzione “lo strumento più potente” per spezzare il ciclo della povertà e promuovere lo sviluppo nel Paese. Parlando davanti al Parlamento, Ramaphosa ha sottolineato che oltre la metà degli studenti sudafricani che frequentano scuole pubbliche riceve istruzione gratuita, un risultato che rappresenta un passo avanti nel garantire l’uguaglianza di opportunità. “Investire nelle competenze e nelle capacità dei giovani è fondamentale per interrompere la trasmissione intergenerazionale della povertà,” ha dichiarato il presidente. Oltre all’istruzione, Ramaphosa ha affrontato altre aree critiche durante il suo discorso. L’agricoltura, ha spiegato, resta una sfida per garantire l’autosufficienza alimentare del Paese. Il presidente ha proposto una strategia che includa una più equa redistribuzione delle terre e un maggiore sostegno ai nuovi proprietari, così da aumentarne la produttività. Tra le misure adottate, ha ricordato la riforma dei titoli di proprietà, volta a eliminare gli arretrati e rendere il sistema più accessibile e conveniente per i cittadini. Sul fronte delle infrastrutture, Ramaphosa ha posto l’accento sui progressi fatti nel ripristino dei principali corridoi ferroviari per i pendolari, definendoli un elemento cruciale per ridurre i costi di vita e migliorare la mobilità delle popolazioni. Affrontando il tema della sicurezza, il presidente ha annunciato un cambio di strategia per la polizia sudafricana, che adotterà un approccio basato sui dati per contrastare la criminalità violenta. “Dobbiamo concentrare le risorse sui punti caldi della criminalità, intervenendo in modo mirato,” ha dichiarato. Negli ultimi anni, il governo ha incrementato il reclutamento di nuovi agenti di polizia per rafforzare la presenza sul territorio e garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Ramaphosa ha anche elogiato i risultati ottenuti nella fornitura di elettricità, evidenziando che l’80-100% delle famiglie ha ora accesso all’energia elettrica nella maggior parte dei comuni. (Diogenenews 29/11/2024)


