Diogene – Agenzia 21/10/2024

Un nuovo emporio solidale per le famiglie in difficoltà a Roma est

Diogenenews 21/10/2024: A Roma è stato inaugurato un nuovo centro di supporto solidale, gestito dalla Caritas. Questo è il primo emporio aperto nell’area orientale della città, e la cerimonia di apertura si è svolta il 17 ottobre. Nuovo emporio Caritas nella Capitale Il sesto emporio solidale di Roma si trova presso la parrocchia di San Giovanni Bosco, nel quartiere Don Bosco, e offrirà alle famiglie più bisognose la possibilità di accedere a beni alimentari che altrimenti non potrebbero permettersi a causa delle gravi difficoltà economiche. L’apertura di questa struttura era attesa da tempo, poiché nella periferia est della Capitale non esisteva un simile servizio. Il sesto emporio dal 2008 Il primo emporio Caritas in Italia ha aperto a Roma nel 2008, all’interno della cittadella della carità di Ponte Casilino. Da allora, altri centri sono stati attivati in vari quartieri: Spinaceto, Trionfale, Montesacro e Marconi. In 15 anni, dal 13 febbraio 2008 al 31 dicembre 2023, la rete degli empori ha assistito 11.469 famiglie, per un totale di 39.229 persone, tra cui 18.285 minori. Complessivamente, sono state distribuite 5.466 tonnellate di alimenti. “Stare vicini e percorrere la strada insieme” “Questo emporio rappresenta un segno concreto di attenzione verso le persone”, ha affermato monsignor Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma. Secondo il direttore della Caritas romana, Giustino Trincia, è fondamentale affrontare con urgenza le cause profonde della povertà. “Tre sono i pilastri: prendersi cura della persona, adottare un approccio multidisciplinare alla povertà alimentare e promuovere relazioni basate sull’accoglienza e la solidarietà, riscoprendo l’importanza del camminare insieme”. (Diogenenews 21/10/2024)


Nuove carceri minorili in Italia: il piano per far fronte al sovraffollamento

Diogenenews 21/10/2024: Le città di Rovigo, L’Aquila, Santa Maria Capua Vetere e Lecce potrebbero presto essere al centro di una nuova espansione delle strutture detentive per minori. Quattro istituti penali minorili, da aprire o riattivare, sono previsti come parte di una risposta al «costante aumento del numero di giovani detenuti». Questa proposta è delineata in uno «schema di decreto» del Ministero della Giustizia, recentemente inviato anche ai sindacati di Polizia penitenziaria per consultazione. Il documento, ottenuto da Avvenire che lo pubblica stamane, illustra la pianificazione di nuove strutture carcerarie minorili all’interno di una più ampia riorganizzazione dei Centri per la giustizia minorile, sulla base di precedenti decreti. La riapertura dell’Ipm di Rovigo, ad esempio, era già stata ipotizzata per la fine del 2024, mentre Lecce e L’Aquila in passato avevano già ospitato istituti simili (quest’ultimo chiuso dopo il terremoto del 2009). Oltre a questi, il decreto prevede anche la creazione di un Centro di prima accoglienza a Venezia, destinato ai minori arrestati in flagranza di reato. L’aumento della popolazione carceraria non riguarda solo le strutture per adulti, ma anche quelle per minorenni, con una situazione di sovraffollamento sempre più pressante. Secondo un rapporto dell’associazione Antigone, tra l’ottobre 2022 e l’ottobre 2024 il numero di detenuti minorenni è cresciuto quasi del 50%. Il Ministero della Giustizia ha riconosciuto la gravità del problema in una relazione che accompagna il decreto, evidenziando come il 2024 sia stato il primo anno a registrare un vero e proprio sovraffollamento nelle carceri per minori, con 550 detenuti per soli 516 posti disponibili, un tasso di affollamento del 107%. Inoltre, i lavori di ristrutturazione in corso presso alcune strutture hanno contribuito a ridurre ulteriormente gli spazi disponibili, aggravando il problema. Gli interventi in atto in istituti come quello di Milano e Firenze, parte del Piano nazionale complementare al PNRR, hanno temporaneamente limitato la capacità di accoglienza, specialmente nel nord Italia, dove l’aumento dei giovani detenuti è stato particolarmente significativo. La riorganizzazione pianificata dal ministero prevede anche la chiusura di alcuni centri diurni polifunzionali e di alcune strutture di prima accoglienza. Ad esempio, la direzione del Centro di prima accoglienza di Milano potrebbe essere separata dalla gestione del carcere minorile “Beccaria” per migliorare l’efficacia degli interventi e della gestione del personale. L’urgenza più grande resta comunque quella legata all’aumento delle incarcerazioni minorili, cui il governo sta rispondendo con l’apertura di nuove carceri. Il decreto include la creazione di nuovi istituti a Rovigo, Lecce, L’Aquila e Santa Maria Capua Vetere. Alcuni di questi luoghi erano già stati utilizzati in passato per ospitare istituti penali minorili, e ora verranno riadattati o completati per rispondere alle esigenze attuali. Dietro questi numeri si cela un problema più ampio, quello del disagio giovanile, in particolare tra i ragazzi che entrano nel circuito penale. Molti di questi minori si trovano al confine tra il disagio sociale e quello psichico, richiedendo un approccio integrato che possa accoglierli e gestirne le problematiche con interventi multidisciplinari. (Diogenenews 21/10/2024)


Vietnam: modello asiatico nella lotta alla povertà multidimensionale

Diogenenews 21/10/2024: Il Vietnam si conferma come l’unico paese in Asia ad aver implementato con successo un programma di riduzione della povertà multidimensionale, ricevendo riconoscimenti internazionali per il suo approccio innovativo. Questo programma, che ha avuto un impatto profondo anche nelle aree più isolate del Paese, rappresenta un vero e proprio cambiamento nella lotta contro la povertà. Le autorità vietnamite, con il sostegno del Partito e dello Stato, hanno sempre considerato la riduzione della povertà una priorità strategica, con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo sostenibile e rapido. Nel 2015, il governo ha introdotto una nuova soglia di povertà multidimensionale, valida per il periodo 2016-2020, segnando il passaggio da un approccio basato esclusivamente sul reddito a uno più complesso, che tiene conto di vari fattori. Questo cambiamento ha permesso al Vietnam di monitorare meglio i progressi verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Per il quinquennio 2021-2025, il Paese si impegna a ridurre il tasso di famiglie povere tra l’1 e l’1,5% ogni anno, con una particolare attenzione alle minoranze etniche, per le quali la riduzione annuale dovrebbe superare il 3%. Ad oggi, circa il 30% delle famiglie che vivono in distretti poveri o in comunità particolarmente disagiate è riuscito a uscire dalla povertà. Il governo ha continuamente aggiornato le politiche di sostegno, stabilendo un piano d’azione e creando un comitato direttivo centrale per la riduzione della povertà, con l’obiettivo di promuovere un approccio integrato e sostenibile. Il Vietnam è stato uno dei primi 30 paesi al mondo ad adottare criteri di povertà multidimensionale, garantendo ai cittadini uno standard minimo di vita e l’accesso ai servizi sociali essenziali. Questa strategia ha permesso di migliorare non solo le condizioni materiali, ma anche quelle spirituali, e di aiutare la popolazione ad adattarsi meglio ai cambiamenti climatici. Secondo i dati, il reddito pro capite del Vietnam è cresciuto notevolmente, passando da 185 dollari nel 1993 a 4.650 dollari entro la fine del 2023. Il tasso di povertà multidimensionale è sceso al 2,93% quest’anno, con una diminuzione di 1,1 punti percentuali rispetto al 2022. Inoltre, dieci comuni costieri sono stati rimossi dall’elenco delle aree particolarmente svantaggiate, mentre numerose famiglie povere hanno volontariamente rinunciato ai benefici dell’assistenza per cederli ad altri. Le infrastrutture nelle zone rurali hanno subito un profondo miglioramento, con investimenti mirati che hanno contribuito a potenziare la produzione e a migliorare le condizioni di vita. Grazie a questi progressi, il Vietnam è oggi tra le 40 maggiori economie del mondo e tra le 20 più emergenti. Dal 1989 al 2023, il PIL pro capite del Paese è aumentato di 40 volte, mentre il tasso di povertà, che nel 1993 superava il 58%, è sceso al 2,23% nel 2021, facendo uscire dalla povertà oltre 40 milioni di persone in poco più di due decenni. Il Vietnam ha raggiunto in anticipo l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite per l’eliminazione della fame e della povertà, guadagnandosi il riconoscimento come modello di successo globale. Secondo un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo e l’Oxford Poverty and Human Development Initiative, il Vietnam è uno dei 25 paesi ad aver ridotto il proprio indice di povertà multidimensionale del 50%. La Banca Mondiale, in un’analisi del 2022, ha sottolineato che i progressi del Vietnam dall’epoca post-bellica sono quasi senza precedenti. (Diogenenews 21/10/2024)


Lussemburgo: le famiglie destinano il 37% del reddito a spese fisse, ma con forti disuguaglianze

Diogenenews 21/10/2024: Quanti soldi rimangono alle famiglie in Lussemburgo ogni mese? Secondo il rapporto di Statec sul lavoro e la coesione sociale, le famiglie lussemburghesi devono affrontare una riduzione significativa del loro reddito disponibile, ossia il denaro che resta dopo il pagamento di tasse e contributi sociali. Nel 2023, in media, il 37% del reddito disponibile delle famiglie è stato destinato a spese obbligatorie, come affitto, assicurazioni e abbonamenti. La situazione varia notevolmente in base alla proprietà della casa. Chi vive in affitto al prezzo di mercato destina il 46% del proprio reddito a queste spese, mentre chi ha un mutuo in corso ne dedica il 42%. Per i proprietari che hanno estinto il mutuo, la percentuale scende al 23%. Anche l’età influisce: i più giovani sotto i 25 anni spendono circa il 44% del reddito in spese fisse, mentre oltre i 60 anni questa cifra scende al 29%, quando generalmente la casa è già di proprietà. La composizione del nucleo familiare è un altro fattore cruciale: un genitore single con più di due figli spende il 67% del reddito per coprire le spese obbligatorie, mentre con due figli questa percentuale scende al 58%, e al 42% con un solo figlio. Dopo aver coperto le spese obbligatorie e versato tasse e contributi, alle famiglie in Lussemburgo rimangono in media 5.128 euro al mese. Tuttavia, esistono forti disuguaglianze: il 10% delle famiglie più povere vive con 1.143 euro al mese, mentre il 10% più ricco dispone di 15.000 euro. I proprietari che hanno estinto il mutuo hanno in media 6.400 euro al mese, mentre quelli che stanno ancora pagando il prestito vivono con circa 5.600 euro. Le famiglie che vivono in affitto e non hanno una casa di proprietà, invece, si trovano con circa 3.000 euro mensili a disposizione. (Diogenenews 21/10/2024)


Cuba al terzo giorno senza elettricità. Il lungo blackout alimenta proteste nell’isola

Diogenenews 21/10/2024: Cuba ha vissuto la sua terza notte consecutiva senza elettricità a causa di un guasto avvenuto venerdì scorso nella principale centrale termoelettrica del Paese, che ha causato il collasso della rete elettrica. Il governo spera di ripristinare la corrente entro lunedì sera, ma il presidente Diaz-Canel ha avvertito domenica che non saranno tollerati disordini. In un discorso trasmesso dalla televisione di Stato, Diaz-Canel, in uniforme militare, ha sottolineato che le autorità agiranno con fermezza contro chi tenta di disturbare l’ordine pubblico, indicando che molte delle persone coinvolte nei disordini agiscono sotto l’influenza di operatori controrivoluzionari dall’estero. La mancanza di elettricità ha già provocato proteste in diversi quartieri dell’Avana, dove i residenti hanno manifestato battendo pentole e padelle, chiedendo il ritorno della corrente. Barricate sono state erette con rifiuti nel quartiere Centro, come riportato dai fotografi sul posto. Nel frattempo, l’uragano Oscar, di categoria 1, ha colpito la parte orientale di Cuba domenica sera, con venti fino a 130 km/h, causando danni a tetti e infrastrutture nella provincia di Guantanamo, vicino a Baracoa. La televisione di Stato ha riportato la caduta di alberi e pali della luce, con onde che hanno raggiunto i quattro metri sul lungomare. Il presidente cubano ha ammesso che la rete elettrica del Paese è in uno stato di grave instabilità, mentre il ministro dell’Energia, Vicente de la O Levy, ha dichiarato che il servizio dovrebbe essere ripristinato tra lunedì mattina e sera per la maggior parte dei cubani. Tuttavia, alcuni residenti hanno già avuto brevi periodi di corrente, prima che l’intera rete collassasse di nuovo. La crisi energetica è stata aggravata dal rafforzamento dell’embargo statunitense, che rende difficile l’acquisto del carburante necessario per alimentare le centrali elettriche dell’isola. Questa situazione ha scatenato il malcontento tra i cittadini, già provati da mesi di blackout sempre più frequenti. (Diogenenews 21/10/2024)


Scomparsa di Hichem Aboud, ex ufficiale e critico del regime algerino: sospetti di rapimento

Diogenenews 21/10/2024: Numerosi oppositori e giornalisti algerini in esilio, tra cui figure di spicco come Amir DZ, Anouar Malek e Abdou Semmar, sono stati vittime di tentativi di assassinio o rapimento attribuiti al regime algerino. Tra loro anche Hichem Aboud, 69 anni, esiliato in Francia dal 1997, è scomparso dopo aver denunciato, in un video pubblicato lo stesso giorno, nuovi tentativi di omicidio da parte dei servizi segreti algerini. L’avvocato di Aboud ha riferito di aver ricevuto una chiamata dal suo cliente il 17 ottobre, in cui lo informava di un imminente volo da Parigi a Barcellona. Da quel momento non si hanno più sue notizie. Si teme che possa essere stato rapito, alla luce dei precedenti tentativi di attentato alla sua vita. Nonostante la morte del generale Khaled Nezzar, suo principale nemico, suo figlio Lotfi continua a sostenere gli interessi di quel clan, che considera Hichem Aboud uno dei bersagli principali. Aboud è un personaggio di rilievo nell’opposizione algerina e nel movimento Hirak, e aveva recentemente accusato Mouloud M’Henna, figlio del generale Djebbar M’Henna, di essere coinvolto in un vasto traffico di droga, il che potrebbe aver accelerato la sua scomparsa. Il suo ultimo video, in cui denunciava nuovi tentativi di assassinio, è stato pubblicato poco prima che smettesse di dare notizie di sé. Le circostanze della scomparsa rimangono poco chiare: non è ancora noto se sia stato rapito mentre lasciava Parigi o al suo arrivo in Spagna, dove non ha contattato nessuno. La sua scomparsa ha sollevato preoccupazioni in tutto l’ambiente dell’opposizione algerina, con espressioni di solidarietà da parte di diverse figure, inclusi alcuni suoi avversari politici. Aboud, ex ufficiale dell’esercito algerino e profondo conoscitore delle dinamiche interne del regime, ha utilizzato i social media, in particolare il suo canale YouTube, per denunciare regolarmente la corruzione e gli abusi del governo algerino. La giunta al potere lo ha più volte perseguito con condanne in contumacia e mandati di arresto internazionali, accusandolo di terrorismo. (Diogenenews 21/10/2024)


Sempre più svizzeri assumono il Ritalin

Diogenenews 21/10/2024: L’anno scorso in Svizzera i medici hanno prescritto il Ritalin a più di 92.000 bambini e adulti. Da qualche tempo la diagnosi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) viene sempre più trattata con farmaci. Tuttavia, i risultati delle misurazioni dei campioni di acque reflue sono sorprendenti. Si tratta di impianti di trattamento che l’ETH Water Research Institute (Eawag) e l’Università di Losanna presentano regolarmente su incarico dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). A Zurigo i valori dell’acido ritalico hanno raggiunto il picco nel primo trimestre di quest’anno, dopo un enorme aumento rispetto alle misurazioni effettuate alla fine del 2023. Già l’anno precedente le tracce di acido ritalico erano aumentate in modo significativo. Anche gli specialisti sono sorpresi che la rilevazione dell’acido ritalico non mostri un aumento continuo, ma una curva irregolare. Al contrario, il numero di persone a cui sono stati prescritti farmaci per l’ADHD è aumentato costantemente di 10.000 negli ultimi quattro anni. Anche gli specialisti non hanno una spiegazione conclusiva per questa divergenza e questa evoluzione a ondate. Il portavoce dell’UFSP Daniel Dauwalder afferma che nel suo ufficio non esistono basi per fare congetture sulle cause. E ha aggiunto: “Stiamo sviluppando una metodologia per abbinare le tendenze dei residui di farmaci nelle acque reflue con gli sviluppi nella prescrizione”. (Diogenenews 21/10/2024)


158.000 minori nelle Isole Canarie sono a rischio di esclusione perché le loro case sono povere

Diogenenews 21/10/2024: Nelle Isole Canarie un bambino su quattro sotto i 18 anni è a rischio di esclusione e povertà, per un totale di 158.000 (44,5%). Si tratta di ragazzi, ragazze e adolescenti che vivono in case povere . Il vicepresidente di EAPN Canarias, Fernando García Rodríguez, sottolinea che, sebbene il tasso si sia ridotto negli ultimi anni di 3,3 punti, “si tratta di cifre ancora insopportabili”, soprattutto se paragonate ad altre fasce di età come quella degli adulti (32 %) o pensionati (31%). «Ciò che preoccupa è soprattutto la trasmissione intergenerazionale della povertà, perché, alla fine, a contare sono i bambini e gli adolescenti che risiedono in case povere. Cioè, dove il nucleo familiare si trova in una situazione di povertà e, quindi, di conseguenza, risiedono anche in case che si trovano in questa situazione”, sottolinea García. Nell’ultimo rapporto de Lo Stato di Povertà. Il monitoraggio degli indicatori dell’Agenda UE 2030. 2015-2022 nelle Isole Canarie riflette dati come che 750.000 persone nelle isole sono a rischio di esclusione (33%) e che il 65% di quella popolazione ha difficoltà ad arrivare a fine mese. Inoltre, si afferma che “le persone che vivono in famiglie con minori economicamente dipendenti registrano tassi molto più elevati rispetto al resto dei principali indicatori di povertà e vulnerabilità”. In questo contesto, García sottolinea che, anche se questa analisi non viene approfondita nel rapporto, si deduce che, nel tempo, le persone che da bambini o da adolescenti erano povere, “molto probabilmente”, da adulte, continueranno ad essere , “a meno che non vengano stabilite misure per impedire loro di raggiungere quella situazione anche da adulti”. Il 53% della popolazione delle Isole Canarie non ha la capacità di affrontare spese impreviste. Oggi le famiglie non hanno la capacità di risparmiare, e se pensassero che potrebbe verificarsi una spesa che non hanno in mente in quel momento, avrebbero serie difficoltà a poterla sostenere. A questo dato si aggiunge che il 65% della popolazione lamenta grandi difficoltà ad arrivare a fine mese. Quindi molte famiglie vivono al limite, pur avendo anche un reddito. (Diogenenews 21/10/2024)


Onu: 234 milioni di persone in grave povertà in India

Diogenenews 21/10/2024: L’India è tra i cinque Paesi al mondo con il maggior numero di persone che vivono in povertà. Lo rivela l’ultimo aggiornamento del Multidimensional Poverty Index (MPI) globale, pubblicato nei giorni scorsi dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e dall’Oxford Poverty and Human Development Initiative (OPHI). Secondo questo rapporto, 1,1 miliardi di persone, più della metà delle quali bambini, vivono in grave povertà in tutto il mondo; Di loro, il 40% vive in paesi in guerra o in condizioni di pace fragili o precarie. L’India conta ben 234 milioni di persone che vivono in povertà, seguita da Pakistan (93 milioni), Etiopia (86 milioni), Nigeria (74 milioni) e Repubblica Democratica del Congo (66 milioni). Insieme, questi cinque paesi rappresentano quasi la metà (48,1%) degli 1,1 miliardi di poveri. Nell’Asia meridionale, 272 milioni di poveri vivono in famiglie con almeno una persona denutrita, più dei 256 milioni dell’Africa sub-sahariana. A livello globale, circa l’83,7% dei poveri vive nelle aree rurali. In tutte le regioni del mondo, le persone che vivono nelle aree rurali sono più povere di quelle che vivono nelle aree urbane. Nel complesso, il 28% della popolazione rurale mondiale è povera, rispetto al 6,6% della popolazione urbana. (Diogenenews 21/10/2024)


Cresce la produzione di cacao in Colombia, mentre nel mondo crolla oltre l’11%

Diogenenews 21/10/2024: La Colombia si posiziona come uno dei principali fornitori di cacao fine e aromatico, occupando il 5° posto nelle esportazioni mondiali, cosa che apre le porte ai mercati più sofisticati del mondo, secondo Procolombia. Il mercato del cioccolato ha raggiunto gli 800 milioni di dollari nel Paese e una crescita globale dell’8% nel segmento gourmet. Allo stesso modo, quest’anno la Colombia ha ricevuto la medaglia d’oro nel concorso Cacao of Excellence, che mette in risalto la qualità del suo cacao e il duro lavoro dei suoi coltivatori. La produzione di cacao è diminuita dell’11,7% nel mondo, ma in Colombia ha mostrato una crescita resiliente. Nel 2023, le esportazioni hanno superato i 131 milioni di dollari, con i prodotti manifatturieri che rappresentano oltre 95 milioni di dollari del totale. Questa crescita riflette l’alta qualità del cacao colombiano, nonché una tendenza verso prodotti a valore aggiunto che stanno conquistando mercati esigenti in Europa e Nord America. Nataly Nicholls, fondatrice di Magno Chocolates, azienda colombiana che già esporta prodotti finiti in diversi paesi del mondo, sottolinea l’unicità del cacao fine colombiano, che rappresenta l’8% della produzione mondiale e si distingue per le sue note fruttate, nocciole, caramello e spezie. A differenza di altri luoghi, in Colombia questa ricchezza non è scarsa. Utilizzando esclusivamente cacao fine colombiano al 100% vengono preservate queste caratteristiche uniche. (Diogenenews 21/10/2024)