Terzo settore, appello al Governo: “Rimuovere il tetto del 5 per Mille”
Diogenenews 20/11/2024: Dieci grandi organizzazioni non profit, tra cui ActionAid, Fondazione AIRC, Emergency, FAI e UNICEF, lanciano un appello al Governo per modificare le regole sul 5 per Mille. Le realtà del Terzo Settore chiedono di eliminare il tetto di 525 milioni di euro previsto dalla normativa attuale, equiparandolo all’8 per Mille, per cui non esistono limiti, o almeno di adeguare il finanziamento all’aumento delle scelte dei contribuenti. Secondo i dati forniti dal FAI, nel 2023 ben 17,2 milioni di italiani hanno destinato il 5 per Mille nella Dichiarazione dei Redditi, segnando un incremento di circa 730mila firme rispetto al 2022. La cifra complessiva raccolta ha raggiunto i 552 milioni di euro, superando di quasi 28 milioni il limite imposto dalla legge. Questo surplus, però, non potrà essere distribuito agli enti beneficiari, a causa della soglia attuale. Il trend di crescita, in atto dal 2017, evidenzia come il tetto imposto penalizzi sempre più le associazioni: negli anni passati, lo sforamento è andato da 9 milioni nel 2017 fino ai 23,5 milioni del 2019, con un’unica eccezione nel 2021, legata alla contrazione dei redditi durante la pandemia. Le risorse eccedenti, sottolineano le associazioni, potrebbero finanziare progetti di ricerca, servizi per le persone fragili e interventi a tutela dell’ambiente e della cultura, ma restano bloccate dal meccanismo di ricalcolo previsto dalla normativa. Dal 2006, anno in cui il 5 per Mille è stato introdotto, a oggi, sono stati raccolti oltre 8 miliardi di euro, un segnale di fiducia da parte dei cittadini verso il Terzo Settore e un esempio virtuoso di sussidiarietà fiscale. Tuttavia, l’attuale sistema non tiene conto dell’aumento delle adesioni e rischia di penalizzare proprio gli enti più sostenuti. Le organizzazioni firmatarie dell’appello chiedono al Governo un intervento urgente per valorizzare questo strumento, ormai strutturale dal 2015, eliminando il limite di finanziamento o adeguandolo alla crescita delle scelte dei contribuenti. (Diogenenews 20/11/2024)
Haiti, escalation di violenza: oltre 20.000 sfollati a Port-au-Prince
Diogenenews 20/11/2024: L’escalation di violenza delle bande a Port-au-Prince ha costretto oltre 20.000 persone a fuggire dalle loro case in appena quattro giorni, riferisce l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim). La crisi ha interrotto le forniture di beni essenziali, isolando la capitale haitiana e aggravando una già drammatica emergenza umanitaria. Secondo l’Oim, l’abbattimento di tre aerei commerciali nei cieli della città ha portato alla chiusura del traffico aereo, mentre l’accesso al principale porto marittimo è stato fortemente limitato e le strade rimangono sotto il controllo delle bande armate. Questa combinazione di fattori ha paralizzato Port-au-Prince, lasciando le comunità senza supporto e isolandole ulteriormente. L’organizzazione denuncia inoltre l’espansione delle attività criminali nella capitale. Gruppi armati, un tempo rivali, hanno stretto alleanze per contrastare la polizia, la quale, ostacolata da risorse insufficienti, fatica a contenere l’escalation. “La situazione è fuori controllo e le forze di sicurezza sono sopraffatte”, ha spiegato l’Oim. La violenza delle bande ha già provocato quasi 4.000 morti nel 2024, secondo l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Inoltre, la violenza di genere, inclusa quella sessuale utilizzata come strumento di terrore, ha raggiunto livelli allarmanti, colpendo in modo sproporzionato donne e bambini. Il 94% delle donne e ragazze sfollate, precisa l’Oim, è esposto a un alto rischio di abusi. “L’isolamento di Port-au-Prince rende una situazione già disperata ancora più insostenibile”, ha dichiarato Grégoire Goodstein, capo missione dell’Oim ad Haiti. “Con solo il 20% della città accessibile, le operazioni umanitarie sono al limite. Senza un supporto internazionale immediato, le sofferenze della popolazione sono destinate a peggiorare drammaticamente”. (Diogenenews 20/11/2024)
Minori Stranieri non Accompagnati: solo 1 su 5 integrato nella scuola
Diogenenews 20/11/2024: Uno studio condotto dalla Fondazione ISMU ETS di Milano, su incarico del Ministero dell’Istruzione, ha censito 3.399 minori stranieri non accompagnati (Msna), tracciando per la prima volta un quadro dettagliato sulla loro presenza nel sistema scolastico italiano e sulle pratiche di integrazione con i territori. La ricerca è stata realizzata in collaborazione con il Ministero del Lavoro, il Ministero dell’Interno e l’ANCI. Il 98,6% dei Msna censiti è di sesso maschile, con il 75% dei ragazzi tra i 17 e i 18 anni. Le principali aree di provenienza sono il Nord Africa (35%, soprattutto egiziani e tunisini), l’Asia (25%, in gran parte dal Bangladesh e Pakistan), l’Africa subsahariana (20%, prevalentemente Gambia e Costa d’Avorio) e l’Europa orientale (17%, con una forte presenza albanese).
Quasi la metà dei ragazzi ha frequentato scuole primarie, il 28% scuole secondarie, mentre il 15% non è mai stato a scuola e il 3% ha frequentato scuole coraniche. Circa il 60% dei Msna parla almeno una lingua straniera oltre all’italiano, mentre il 30% ne conosce due e il 7% tre o più. I giovani provenienti dall’Europa orientale mostrano maggiori probabilità di accesso all’istruzione formale rispetto ai coetanei asiatici e subsahariani. Un terzo dei Msna vive in centri di prima accoglienza, mentre il resto è ospitato in strutture di seconda accoglienza. Sicilia e Lombardia accolgono il 21% del totale, con la Sicilia in testa (14%). Complessivamente, il 42% dei Msna si trova al Sud e in Sicilia, mentre il 31% è nel Nord-Ovest. I corsi di alfabetizzazione in italiano “L2” rappresentano il programma più frequentato, mentre solo il 18% dei Msna è integrato in percorsi scolastici formali o nei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA). Il 67,9% completa i programmi formativi intrapresi, con circa 300 ragazzi che ottengono la licenza media e quasi 500 che conseguono certificazioni linguistiche. Tuttavia, il 9% non partecipa ad alcuna attività educativa o formativa. La situazione dei Msna nel sistema scolastico italiano sarà discussa nel webinar “Perché occuparsi di minori stranieri non accompagnati a scuola” il 20 novembre 2024, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Durante l’evento sarà presentato il volume Minori stranieri non accompagnati a scuola. Se l’improbabile diventa possibile, a cura di Mariagrazia Santagati, Alessandra Barzaghi e Chiara Ferrari. (Diogenenews 20/11/2024)
Salute mentale: nel mondo 1 adolescente su 7 soffre di un disturbo mentale diagnosticato
Diogenenews 20/11/2024: In occasione della Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza, gli esperti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù mettono in luce l’aumento dei disturbi mentali tra i minori e offrono raccomandazioni per favorire il benessere psicologico dei figli. Nel mondo, 1 adolescente su 7 è affetto da un disturbo mentale diagnosticato, una realtà che riguarda oltre 11 milioni di minori in Europa e circa 2 milioni in Italia. Negli ultimi dieci anni, le richieste di consulenze neuropsichiatriche presso il pronto soccorso del Bambino Gesù sono cresciute del 500%, spiega Stefano Vicari, responsabile della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Tra i segnali di allarme più comuni, gli esperti evidenziano cambiamenti repentini e prolungati nel comportamento: peggioramento del rendimento scolastico, difficoltà nel dormire, alterazioni delle abitudini alimentari, ritiro sociale, irritabilità, anedonia (perdita di interesse nelle attività piacevoli), autolesionismo e variazioni significative di peso. Per aiutare i propri figli, è fondamentale che i genitori siano presenti, sia in termini di qualità che di quantità del tempo trascorso insieme. “Essere accanto ai propri figli non significa solo dare ordini, ma trasmettere il messaggio che ci siamo e siamo disponibili a supportarli”, sottolinea Vicari. Inoltre, creare un ambiente familiare sereno, incoraggiare relazioni interpersonali e lasciare spazio alla creatività, anche attraverso momenti di noia, sono elementi che favoriscono il benessere mentale. Impedire l’accesso ai farmaci: il suicidio, seconda causa di morte tra gli adolescenti, è spesso legato all’ingestione di medicinali. Limitare l’uso di dispositivi elettronici e social media: le dipendenze tecnologiche, come quelle da sostanze chimiche, influenzano negativamente il cervello. Con la diffusione di smartphone sempre più economici dal 2013, i minori hanno accesso a una quantità di informazioni senza precedenti, spesso senza il controllo di adulti. “Internet è uno strumento potente, ma pericoloso se non gestito correttamente”, avverte Vicari. L’esposizione precoce ai contenuti online rischia di sostituire, inconsapevolmente, il ruolo educativo di genitori e scuola. Di fronte ai segnali di disagio, è essenziale rivolgersi a professionisti. “Parlare apertamente di disturbi psichiatrici è fondamentale”, conclude Vicari, “perché con il giusto supporto, se ne può uscire”. (Diogenenews 20/11/2024)
Senegal: trionfo di Pastef alle legislative, Macky Sall sconfitto
Diogenenews 20/11/2024: I risultati ufficiali delle elezioni legislative anticipate in Senegal, resi noti martedì 19 novembre, segnano una vittoria schiacciante per Pastef. Il partito di Ousmane Sonko ha ottenuto il primo posto in 40 dei 46 dipartimenti del Paese e in 7 degli 8 collegi elettorali della diaspora. I principali centri elettorali, tra cui Dakar, Thiès, Diourbel e Mbacké, hanno confermato e ampliato il sostegno già espresso nelle presidenziali, con risultati migliori rispetto alle elezioni del 24 marzo e un divario crescente rispetto all’opposizione. Per la prima volta, anche bastioni storici del vecchio regime, ritenuti inespugnabili, sono caduti sotto l’onda di Pastef. È il caso dei dipartimenti di Foundiugne e Fatick, ex roccaforti dell’ex presidente Macky Sall, e di Dagana, nel nord, così come delle zone sud-orientali lungo il fiume Senegal, da Bakel a Kedougou. Questi risultati evidenziano il declino del potere tradizionale e la perdita di consensi da parte dell’APR, il partito di Sall. Solo sei dipartimenti hanno resistito a Pastef, con quattro di questi nella regione orientale di Matam, rimasti fedeli alla coalizione Takku Wallu. Tuttavia, l’ex primo ministro Amadou Ba, ora rivale di Sall, è riuscito a strappare il dipartimento di Podor, un tempo bastione dell’APR. L’APR, già in crisi dopo le elezioni presidenziali, sembra ora avviato verso un declino irreversibile, con molti suoi leader di spicco che hanno scelto di unirsi a Pastef. La sconfitta di Macky Sall, che ha guidato la campagna elettorale dall’estero, rappresenta il fallimento del suo tentativo di rientrare sulla scena politica. Sebbene in testa alla lista, l’ex presidente non tornerà a sedere in Parlamento, lasciando il posto al suo sostituto. Per il politologo Moussa Diaw, il ritorno di Sall è stato un grave errore strategico: “I senegalesi gli hanno voltato le spalle e non credono più alle sue promesse”, osserva. Inoltre, il futuro dell’ex presidente potrebbe essere segnato da vicende giudiziarie, con il primo ministro Ousmane Sonko che ha ipotizzato un possibile processo per alto tradimento davanti alla Corte Suprema. Con questa vittoria, Pastef consolida il suo ruolo di forza politica dominante in Senegal, mentre i partiti tradizionali sembrano sempre più marginalizzati. (Diogenenews 20/11/2024)
Austria: inflazione spinge metà della popolazione a risparmiare sui regali natalizi
Diogenenews 20/11/2024: Un sondaggio condotto da IMAS rivela che quest’anno il 50% degli austriaci intende o è costretto a ridurre le spese per i regali di Natale a causa dell’inflazione. Tuttavia, la spesa media prevista rimane a 424 euro, con una partecipazione al tradizionale shopping natalizio che raggiunge il 54%, il livello più alto dell’ultimo decennio. I dati, raccolti su un campione di 1.031 persone di età superiore ai 16 anni, mostrano una grande varietà di budget: il 6% spenderà meno di 100 euro, mentre solo il 2% prevede di superare i 2.000 euro. Le fasce di spesa più comuni si attestano tra i 100 e i 999 euro, con il 17% degli intervistati che prevede una spesa tra i 200 e i 299 euro e un altro 17% nella fascia tra 500 e 999 euro. Circa il 4% degli intervistati ha dichiarato di non voler acquistare alcun regalo, mentre il 9% effettuerà gli acquisti all’ultimo minuto, il 24 dicembre. La maggior parte degli austriaci, però, pianifica con largo anticipo: il 50% inizia a organizzarsi oltre un mese prima di Natale. Nonostante le difficoltà economiche, il sondaggio evidenzia che lo shopping natalizio rimane un’abitudine radicata, anche se con una maggiore attenzione ai costi rispetto al passato. (Diogenenews 20/11/2024)
Ritorno di Trump: persino la Svizzera teme i nuovi dazi Usa
Diogenenews 20/11/2024: ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ha suscitato entusiasmo nei mercati azionari, ma per molte aziende internazionali le prospettive restano incerte. La politica “America First”, pilastro della visione economica di Trump, prevede l’imposizione di dazi significativi per proteggere industrie e posti di lavoro statunitensi. Tra le misure annunciate, spiccano tariffe del 10-20% su tutte le importazioni, con punte del 60% per i prodotti cinesi. I principali partner commerciali degli Stati Uniti risultano i più esposti al rischio di una politica isolazionista. Secondo l’Economist, che ha elaborato il “Trump Trade Risk Index”, il Messico è il paese più vulnerabile, con un surplus commerciale di 152 miliardi di dollari. Seguono la Cina, con un surplus di 420 miliardi, e il Vietnam, che ha tratto vantaggio dall’allontanamento americano dalla Cina negli ultimi anni. Anche il Canada, storico partner degli Stati Uniti, figura tra i più colpiti. La Svizzera, pur meno esposta rispetto ad altri paesi, potrebbe subire conseguenze economiche significative. Gli Stati Uniti sono il principale mercato di esportazione svizzero, con un surplus commerciale di 27 miliardi di franchi nel 2023. Secondo il centro di ricerca economica KOF, i dazi di Trump potrebbero ridurre dello 0,2% il PIL svizzero, equivalenti a una perdita di 200 franchi per cittadino. In caso di una guerra commerciale globale, il PIL svizzero potrebbe subire un calo fino all’1%. Le aziende tecnologiche svizzere, leader in nicchie di mercato, ritengono di poter continuare a competere, a patto che l’economia statunitense non si chiuda completamente. Gli osservatori sperano che l’amministrazione Trump bilanci la protezione del mercato interno con la necessità di mantenere rapporti commerciali aperti, evitando un isolamento che potrebbe destabilizzare l’economia globale. (Diogenenews 20/11/2024)
Las Vegas punta sulla sostenibilità: energia solare e risparmio idrico per una città più verde
Diogenenews 20/11/2024: Da icona degli eccessi a esempio di sostenibilità: Las Vegas sta ridefinendo la sua immagine investendo milioni di dollari in progetti ambientali. Dalla gestione dell’acqua all’energia rinnovabile, la città del Nevada si impegna per ridurre il suo impatto ambientale, nonostante le sfide legate al clima desertico e alla crescita demografica. Dal 2005, Las Vegas ha intrapreso un percorso di transizione verde, accelerato nel 2009 grazie a una legge federale che ha fissato obiettivi per edifici sostenibili, energie rinnovabili e risparmio idrico. Entro il 2030, metà dell’elettricità del Nevada sarà generata da fonti rinnovabili, con la Strip di Las Vegas in prima linea: resort e casinò hanno investito nell’energia solare e in misure per migliorare l’efficienza energetica. Tra i leader del cambiamento, MGM Resorts International ha installato un sistema solare da 100 megawatt, sufficiente per alimentare 27.000 abitazioni. Parallelamente, il Resorts World Hotel ha raggiunto il traguardo di funzionare esclusivamente con energia rinnovabile a soli due anni dall’apertura. Tuttavia, non tutti i resort raggiungono risultati comparabili, evidenziando disparità nelle pratiche ambientali. Situata nel deserto del Mojave, Las Vegas dipende fortemente dal fiume Colorado, una risorsa sempre più scarsa. Per affrontare il problema, le strutture alberghiere hanno adottato misure aggressive per il risparmio idrico: sostituzione del prato con piante locali, installazione di rubinetti a basso consumo e riutilizzo dell’acqua delle fontane e degli acquari. Dal 2007, solo MGM Resorts ha risparmiato 16 miliardi di litri d’acqua. Attualmente, oltre il 97% dell’acqua utilizzata in città viene riciclata, un dato significativo in un contesto di crescente pressione sulle risorse idriche. Tuttavia, il consumo pro capite rimane elevato, riflettendo l’eredità di sprechi accumulati prima dell’adozione di politiche di risparmio. Las Vegas, un tempo simbolo di sprechi, si sta trasformando in un esempio di resilienza ambientale. I suoi progressi nella sostenibilità rappresentano un caso di studio su come una città desertica possa affrontare le sfide climatiche. (Diogenenews 20/11/2024)
Cina e Kenya: nuovo riso ad alto rendimento per sicurezza alimentare e lotta alla povertà
Diogenenews 20/11/2024: Un nuovo tipo di riso sviluppato dalla Cina promette di rivoluzionare la sicurezza alimentare in Kenya, offrendo speranze di autosufficienza in un Paese che importa oltre l’80% del riso consumato. Secondo il responsabile delle risaie della Kenya Agricultural and Livestock Research Organization, il riso, con una resa fino a 7,5 tonnellate per ettaro, supera di oltre il doppio le varietà tradizionali locali. L’approvazione ufficiale è attesa entro l’anno. Negli ultimi anni, la Cina ha rafforzato il suo impegno in Africa attraverso iniziative agricole e programmi di riduzione della povertà. Sono stati realizzati 47 progetti di sviluppo agricolo, coinvolgendo oltre un milione di piccoli agricoltori, con la formazione di quasi 9.000 lavoratori e la condivisione di 300 tecnologie avanzate. Questi interventi hanno migliorato la produttività agricola e stimolato la crescita economica locale. Sul fronte internazionale, la Cina ha ridotto la povertà estrema per quasi 800 milioni di persone e ha anticipato gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Promuovendo il proprio modello, Pechino ha sostenuto strategie mirate su scala globale, facilitando lo sviluppo di infrastrutture e la modernizzazione delle economie emergenti. La Cina ha ampliato il Fondo globale per lo sviluppo e la cooperazione Sud-Sud, portandolo a 4 miliardi di dollari, e ha avviato oltre 1.000 progetti di sviluppo globale, concentrandosi su aree come la sicurezza alimentare, la riduzione della povertà e la trasformazione digitale. Nel settore commerciale, ha annunciato l’eliminazione delle tariffe su tutte le linee doganali per i Paesi meno sviluppati con cui mantiene relazioni diplomatiche, puntando a importazioni superiori agli 8.000 miliardi di dollari dai Paesi in via di sviluppo entro il 2030. (Diogenenews 20/11/2024)
Afghanistan: un anno dopo i terremoti di Herat, emergenza umanitaria persiste
Diogenenews 20/11/2024: A più di un anno dai devastanti terremoti che hanno colpito la provincia di Herat nell’ottobre 2023, oltre 275.000 persone necessitano ancora di assistenza urgente. I tre eventi sismici, avvenuti il 7, 11 e 15 ottobre, hanno distrutto 382 villaggi, provocando 1.480 morti e circa 2.000 feriti. La distruzione di abitazioni, scuole, centri sanitari e infrastrutture essenziali ha aggravato le già precarie condizioni di una regione segnata da decenni di conflitti e difficoltà economiche. Nonostante gli interventi della comunità internazionale, la situazione rimane critica. L’Afghanistan Humanitarian Fund (AHF) e il Central Emergency Response Fund (CERF) hanno stanziato complessivamente 14,7 milioni di dollari per affrontare l’emergenza, fornendo ripari temporanei, cibo, assistenza sanitaria e supporto educativo. Tuttavia, con l’inverno alle porte, 25.000 famiglie sono ancora senza alloggi adeguati, mentre molte continuano a lottare per la sopravvivenza. Il deficit di finanziamenti rappresenta una delle principali barriere alla ripresa. Al 2024, il piano di risposta umanitaria dell’Afghanistan ha ricevuto solo il 31,4% dei 3,06 miliardi di dollari richiesti, lasciando scoperti settori essenziali come la salute, la nutrizione e gli alloggi. La mancanza di risorse mette a rischio l’assistenza a milioni di persone, inclusi i bambini malnutriti e le donne incinte, mentre intere comunità colpite da inondazioni e terremoti rimangono senza soluzioni stabili. Oltre ai limiti finanziari, le restrizioni politiche interne complicano ulteriormente le operazioni umanitarie. Direttive governative emanate nel 2024 hanno limitato la partecipazione femminile agli interventi, rallentando l’erogazione degli aiuti e riducendo l’efficacia delle risposte. La combinazione di carenze finanziarie, disastri naturali ricorrenti e politiche restrittive pone una crescente pressione sulla popolazione afghana e sulle organizzazioni umanitarie. Senza interventi tempestivi, il rischio di malnutrizione, malattie e sfollamenti prolungati continuerà a crescere, lasciando milioni di persone in una condizione di vulnerabilità estrema. I donatori internazionali sono chiamati a colmare il deficit di finanziamenti e a supportare programmi che garantiscano assistenza sostenibile, mentre la comunità globale deve affrontare le sfide logistiche e politiche per migliorare l’accesso agli aiuti in Afghanistan. (Diogenenews 20/11/2024)


