Diogene – Agenzia 17/12/2024

Gender gap e lavoro femminile: l’occupazione cresce, ma restano le disuguaglianze

Diogenenews 17/12/2024: Il tasso di occupazione femminile in Italia è salito al 52,5% nel 2024, con un incremento di 1,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente, ma il divario di genere persiste e rimane uno dei problemi centrali del mercato del lavoro. Il gap tra i tassi di occupazione maschili e femminili si attesta ancora a 18 punti percentuali e il 64% delle persone inattive nel Paese è costituito da donne, spesso per motivi familiari e di cura. È quanto emerge dal Gender Policy Report elaborato dall’INAPP, secondo cui il 34% delle donne tra i 15 e i 64 anni non lavora per esigenze di cura, contro il 2,8% degli uomini, una disparità che si accentua nella fascia 25-34 anni, in cui il 43,7% delle donne è inattiva per gli stessi motivi, a fronte del 4% degli uomini. Nel primo semestre 2024, delle oltre 4,2 milioni di nuove assunzioni, solo il 42% ha riguardato donne. Nonostante le misure di incentivo che hanno coperto il 24,4% delle assunzioni, il lavoro femminile resta più precario: il 40,4% delle donne è stata assunta con contratti a tempo determinato, mentre solo il 13,5% ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato, quota inferiore persino ai contratti stagionali (17,6%). Ulteriore criticità è rappresentata dal part time, che riguarda quasi la metà delle lavoratrici (49,2%) rispetto al 27,3% degli uomini, con la doppia debolezza del part time combinato ai contratti a termine che colpisce il 64,5% delle donne contro il 33% degli uomini. Il Rapporto evidenzia inoltre le conseguenze della maternità sull’occupazione e sui redditi: il 16% delle donne lascia il lavoro dopo la nascita di un figlio, mentre i congedi parentali, richiesti per l’80% dalle donne, comportano un gender pay gap di 5mila euro annui. La povertà lavorativa, fortemente connotata dal genere, interessa il 18,5% delle donne, contro il 6,4% degli uomini, a causa di salari orari bassi e bassa intensità lavorativa. Le donne con background migratorio affrontano ulteriori svantaggi: nel 2023, il loro tasso di occupazione si è fermato al 48,7%, inferiore a quello delle italiane (53%), mentre il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 14,2% contro l’8,3%. A parità di qualifiche, le donne immigrate guadagnano meno sia rispetto agli uomini immigrati sia rispetto alle italiane, con una concentrazione nei redditi più bassi. Se la migrazione è legata a ricongiungimenti familiari o matrimoni, l’inattività aumenta, mentre le donne migrate per lavoro affrontano il problema degli “orfani bianchi”, figli lasciati nei Paesi di origine. La complessità delle procedure di ricongiungimento e le scarse tutele del lavoro domestico rappresentano ulteriori elementi di marginalità. Il Rapporto sottolinea inoltre la necessità di recepire entro il 2026 tre direttive europee sulla parità di genere: le direttive 1499 e 1500 del 2024 per il sostegno agli organismi per la parità e la direttiva 970 del 2023 sulla trasparenza salariale per garantire la parità retributiva. “L’occupazione femminile è una risorsa strategica – ha dichiarato Natale Forlani, presidente dell’INAPP – ma servono servizi adeguati per il lavoro di cura e per migliorare quantità e qualità dei contratti femminili, obiettivi prioritari per le politiche del lavoro”. (Diogenenews 17/12/2024)


Riscaldamento globale e tsunami: rischio in aumento nel Mediterraneo

Diogenenews 17/12/2024: Il riscaldamento globale potrebbe amplificare significativamente il rischio tsunami nel Mediterraneo nei prossimi decenni, con un impatto potenziale su oltre 150 milioni di persone. Lo rivelano due studi internazionali pubblicati su Scientific Reports e nel volume Probabilistic Tsunami Hazard and Risk Analysis della Elsevier, frutto dei progetti europei Savemedcoasts2 e Tsumaps-Neam coordinati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). La ricerca evidenzia come l’innalzamento del livello del mare, stimato fino a 1,1 metri entro il 2100 secondo le proiezioni dell’IPCC, combinato con i movimenti verticali delle coste, potrebbe aggravare la pericolosità degli tsunami. Attualmente, il livello del mare cresce di circa 4 mm all’anno, ma il fenomeno è in accelerazione. Marco Anzidei, ricercatore Ingv e coordinatore di Savemedcoasts2, spiega che le popolazioni costiere del Mediterraneo potrebbero affrontare rischi crescenti, soprattutto nelle aree basse e densamente popolate. Una delle innovazioni degli studi è l’inclusione dei movimenti geologici costieri, come la subsidenza, che possono amplificare localmente gli effetti dell’innalzamento marino. “Abbiamo dimostrato come questi fenomeni possano sommarsi, aumentando le probabilità di inondazioni significative”, sottolinea Anita Grezio, primo autore della ricerca. Le mappe elaborate indicano che nei prossimi 50 anni la probabilità di tsunami con onde alte 1-2 metri potrebbe salire dal 10% al 30%, rendendo ancora più vulnerabili le coste mediterranee. I risultati forniscono strumenti essenziali per la pianificazione e la gestione dei rischi costieri in un’area tra le più densamente abitate al mondo, integrando scenari climatici e geologici futuri. I progetti europei Savemedcoasts2 e Tsumaps-Neam, coordinati dall’Ingv, hanno contribuito a migliorare la comprensione dei pericoli legati ai maremoti nel Mediterraneo. (Diogenenews 17/12/2024)


Medici e infermieri: stipendi italiani sotto la media OCSE, SSN poco attrattivo

Diogenenews 17/12/2024: I medici specialisti italiani guadagnano quasi il 22% in meno rispetto alla media OCSE, con differenze particolarmente marcate rispetto a Svizzera, Olanda, Germania e Irlanda. Anche gli infermieri ospedalieri italiani registrano un reddito medio inferiore del 22% rispetto ai colleghi internazionali. Lo rileva il 3° Rapporto sulla salute e il sistema sanitario Eurispes-Enpam, presentato oggi a Roma. Secondo il documento, stipendi bassi, turni di lavoro estenuanti e un aumento delle aggressioni hanno reso il Servizio Sanitario Nazionale sempre meno attrattivo. Le difficoltà nel reclutare e trattenere il personale spingono molti operatori a lasciare il sistema pubblico per trasferirsi all’estero o nel settore privato, dove trovano orari più flessibili, minore burocrazia e una maggiore autonomia professionale. Il rapporto segnala inoltre che in Italia si contano 1,8 medici ogni mille abitanti, con un’età media elevata di 50,5 anni e una presenza maggiore nella fascia 60-64 anni. Per il personale infermieristico, l’età media è di 46,9 anni, con un rapporto di 4,71 infermieri ogni mille abitanti, che cresce a 5,04 includendo le strutture ospedaliere equiparate al pubblico. (Diogenenews 17/12/2024)


Cile, riforma della legge sulla migrazione: Amnesty e Chiesa contro le nuove misure

Diogenenews 17/12/2024: Il Senato cileno ha avviato in commissione l’esame di una riforma della legge sulla migrazione che, secondo Amnesty International, rischia di compromettere gravemente i diritti dei migranti, in particolare quelli di bambini e adolescenti. L’organizzazione denuncia che il disegno di legge prevede l’espulsione di minori non accompagnati in alcune circostanze e potrebbe portare anche all’espulsione indiretta di minori a causa della situazione irregolare dei genitori, oltre a favorire detenzioni arbitrarie di migranti e richiedenti asilo. Amnesty ha lanciato un appello al Senato cileno chiedendo di respingere il provvedimento. In parallelo, mons. Sergio Pérez de Arce Arriagada, arcivescovo di Concepción e segretario generale della Conferenza episcopale cilena, è intervenuto con una lettera pubblicata su El Mercurio sottolineando come la situazione irregolare esponga i migranti a vulnerabilità e abusi, ostacolando la loro integrazione nella società. Il prelato ha ricordato che oltre 180.000 migranti hanno volontariamente fornito i loro dati tramite registrazione biometrica tra il 2023 e il 2024, evidenziando che molti di loro lavorano, studiano e hanno legami familiari consolidati in Cile. I vescovi cileni, ha ribadito mons. Pérez de Arce, invitano da tempo le autorità a promuovere strategie per regolarizzare lo status dei migranti che non presentano problemi di natura penale. I migranti, ha aggiunto, sono una risorsa essenziale per l’economia del Paese, e ha definito “incomprensibile” l’ostinazione di chi si oppone alla loro regolarizzazione. (Diogenenews 17/12/2024)


Israele vicino a un accordo per gli ostaggi con Hamas, ma la guerra non si fermerà

Diogenenews 17/12/2024: Israele sarebbe “più vicino che mai” a raggiungere un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi ancora detenuti a Gaza. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Yoav Katz alla Commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset, secondo quanto riportato dal Times of Israel. Le dichiarazioni, fatte a porte chiuse, sono trapelate alla stampa locale. Katz ha spiegato che i negoziati stanno avanzando e ha sottolineato che “meno se ne parla, meglio è”, riprendendo quanto affermato dal premier Benjamin Netanyahu, che domenica ha discusso con il presidente eletto statunitense Donald Trump degli sforzi in corso per il rilascio dei prigionieri. Trump ha avvertito che userà “una potenza di fuoco americana senza precedenti” contro i responsabili se gli ostaggi non saranno liberati entro il suo insediamento il 20 gennaio. (Diogenenews 17/12/2024)


Pakistan, il debito cresce di oltre 4.300 miliardi di rupie in otto mesi

Diogenenews 17/12/2024: L’aggravarsi della crisi economica ha portato il debito del Pakistan a crescere di 4.304 miliardi di rupie pakistane (circa 15,48 miliardi di dollari statunitensi) nei primi otto mesi dell’attuale mandato governativo. Secondo documenti ufficiali riportati da ARY News, il debito complessivo è passato dai 64.810 miliardi di PKR (circa 233 miliardi di dollari) registrati a febbraio ai 69.114 miliardi di ottobre (circa 248,6 miliardi di dollari). Nello specifico, il debito interno è aumentato di 4.556 miliardi di PKR (circa 16,38 miliardi di dollari) nello stesso periodo, raggiungendo i 47.231 trilioni di PKR (circa 169,8 miliardi di dollari) rispetto ai 42.675 trilioni di febbraio (circa 153,5 miliardi di dollari). Al contrario, il debito estero ha registrato un calo di 251 miliardi di PKR (circa 902 milioni di dollari), passando da 22.134 trilioni (circa 79,6 miliardi di dollari) a 21.884 trilioni (circa 78,7 miliardi di dollari). La situazione economica è peggiorata ulteriormente con l’annuncio della Banca Mondiale che ha cancellato un prestito di oltre 500 milioni di dollari destinato al sostegno del bilancio, a causa del mancato rispetto da parte di Islamabad di alcune condizioni chiave, come la revisione degli accordi energetici legati al corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC). La Banca ha inoltre dichiarato che non approverà nuovi prestiti di sostegno al bilancio per l’anno fiscale in corso, riducendo così le aspettative del governo di ricevere 2 miliardi di dollari aggiuntivi. A ottobre, il debito complessivo del governo pakistano ha toccato un massimo storico di 70,36 trilioni di PKR (circa 253 miliardi di dollari), sollevando forti preoccupazioni sulla stabilità economica del Paese. Nei primi due mesi dell’anno fiscale in corso, il debito federale è aumentato di 1.448 miliardi di PKR (circa 5,21 miliardi di dollari), con un incremento di 739 miliardi registrato solo nel mese di agosto (circa 2,66 miliardi di dollari), come evidenziato dai dati della State Bank of Pakistan (SBP). In un arco temporale più ampio, tra settembre 2023 e agosto 2024, il debito federale è cresciuto di 6.392 miliardi di PKR (circa 22,98 miliardi di dollari), portando il debito interno a 48.339 miliardi di PKR (circa 173,9 miliardi di dollari) e quello estero a 22.023 miliardi di PKR (circa 79,2 miliardi di dollari). (Diogenenews 17/12/2024)


Italia in ritardo rispetto all’Europa, frenano tutte le regioni

Diogenenews 17/12/2024: La politica italiana continua a concentrarsi su dispute contingenti, ignorando le sfide strutturali che alimentano l’arretramento economico del Paese nel panorama europeo. Emblematica è la discussione sull’autonomia differenziata, con sostenitori del decentramento e oppositori che vedono in essa un rischio di “secessione dei ricchi”. Tuttavia, entrambe le posizioni eludono un dato centrale: il declino complessivo delle regioni italiane rispetto alle aree più sviluppate dell’Eurozona, un trend iniziato a metà degli anni ’90 e ancora in corso. Nessuna regione italiana, incluse quelle tradizionalmente considerate locomotive industriali come Lombardia, Veneto e Piemonte, è riuscita a tenere il passo delle regioni europee più avanzate. L’arretramento è evidente nei principali indicatori economici: PIL pro capite, investimenti, spesa in ricerca e sviluppo e produttività del lavoro. In Lombardia, ad esempio, la spesa in R&S rimane 1,5 punti percentuali sotto la media UE, un dato aggravato dal fatto che il 30% degli investimenti in ricerca deriva da Leonardo, società pubblica con sede storica in regione. La classifica europea del PIL pro capite fotografa il declino: la Lombardia è passata dal 14° posto del 1995 al 33° nel 2023; il Piemonte è sceso dal 36° all’84°, mentre la Campania è arretrata dal 125° al 150°. L’andamento degli investimenti segue lo stesso trend: in Lombardia il rapporto investimenti/PIL è calato dal 149° posto del 1995 al 114° del 2023, mentre il Veneto ha guadagnato posizioni ma resta lontano dai livelli delle regioni più dinamiche. La situazione si riflette anche sulle retribuzioni orarie e sulla produttività. La Lombardia, pur considerata la regione trainante del Paese, è scivolata dal 72° al 107° posto tra il 1995 e il 2023 per valore aggiunto orario, con un salario medio passato da 23,80 euro a 24,40 euro. Il Piemonte, il Veneto e la Campania registrano arretramenti simili, segnalando un’incapacità strutturale di migliorare la competitività e l’adeguamento salariale alla produttività. Secondo gli economisti, il calo degli investimenti rispetto al PIL dimostra una mancanza di fiducia nel futuro da parte delle imprese. A ciò si aggiunge una politica economica frammentata, incapace di consolidare domanda e offerta. Anche le regioni più industrializzate, dopo una tenuta relativa fino all’introduzione dell’euro, hanno progressivamente perso terreno, seguendo la traiettoria di declino comune a tutto il Paese. Questa tendenza pone interrogativi politici cruciali: come è stato possibile ignorare l’arretramento complessivo delle regioni italiane? Come si è consolidata l’antinomia Nord-Sud a fronte di un declino strutturale che riguarda l’intero sistema economico nazionale? La debolezza dell’Italia, più che una questione interna, è ormai un problema di competitività nel contesto europeo. (Diogenenews 17/12/2024)


Francia, oltre 225.000 giocattoli non conformi distrutti nel 2023

Diogenenews 17/12/2024: Più di 225.000 giocattoli non conformi e potenzialmente pericolosi saranno distrutti in Francia nel 2023, secondo il rapporto annuale della Direzione generale della concorrenza, del consumo e della repressione delle frodi (DGCCRF) pubblicato lunedì 16 dicembre. La cifra segna un aumento del 22% rispetto all’anno precedente, quando furono eliminati 184.000 giocattoli. I controlli effettuati, che hanno riguardato oltre 2.000 punti vendita fisici e marketplace online, hanno evidenziato irregolarità nel 28% dei casi, un dato stabile negli ultimi anni. La DGCCRF ha emesso 407 avvisi, 93 ingiunzioni di adeguamento e 18 sanzioni penali a seguito delle ispezioni. Tra i rischi più comuni individuati figurano la presenza di piccoli elementi nei giocattoli destinati ai bambini sotto i 3 anni e l’accesso all’imbottitura di peluche, entrambi fattori che possono provocare soffocamento. I problemi risultano più frequenti nei negozi non specializzati e su alcune piattaforme di e-commerce, dove le anomalie sono particolarmente diffuse. Gli investigatori hanno prelevato quasi 700 campioni di giocattoli sottoponendoli a test meccanici, chimici e di infiammabilità nei laboratori. I risultati rivelano che il 47% non era conforme alle normative, mentre il 19% risultava pericoloso. Il dato peggiora per i prodotti acquistati su 13 piattaforme di e-commerce, dove il tasso di giocattoli non conformi sale al 79%, di cui il 36% è stato classificato come pericoloso. François Sobry, portavoce della DGCCRF, ha chiarito che il tasso elevato è dovuto alla selezione mirata dei prodotti più sospetti, come peluche, costumi o giocattoli a batteria, sottolineando che questi risultati non sono rappresentativi di tutti i giocattoli presenti sul mercato. Tuttavia, il rapporto mette in luce la necessità di maggiore attenzione soprattutto per gli acquisti online, dove i controlli risultano meno efficaci rispetto ai negozi tradizionali. (Diogenenews 17/12/2024)


Il Giappone vuole fare dell’energia rinnovabile la sua principale fonte di energia entro il 2040

Diogenenews 17/12/2024: A tredici anni dal disastro di Fukushima, il Giappone punta a un futuro energetico dominato dalle fonti rinnovabili, con l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda di elettricità legata all’intelligenza artificiale e alla produzione di semiconduttori. Secondo una bozza del nuovo piano strategico energetico presentata dall’Agenzia giapponese per le risorse naturali e l’energia, le energie rinnovabili, come solare ed eolico, copriranno tra il 40% e il 50% della produzione energetica nazionale entro il 2040, un netto balzo rispetto al 23% registrato nel 2023 e all’obiettivo del 38% fissato per il 2030. Il piano prevede una drastica riduzione della dipendenza dalle centrali termoelettriche, che nel 2023 hanno coperto il 70% del fabbisogno energetico, portando questa quota al 30-40% entro il 2040. Pur mantenendo un ruolo significativo, l’energia nucleare non tornerà ai livelli pre-Fukushima: l’obiettivo è di raggiungere il 20% della produzione elettrica entro il 2040, più del doppio dell’8,5% registrato nel 2023 ma inferiore al 30% del periodo precedente al disastro. Il governo prevede di riattivare gradualmente i reattori esistenti e, in futuro, di valutare la costruzione di nuovi impianti. La bozza sottolinea la necessità di diversificare il mix energetico per garantire stabilità nell’approvvigionamento e decarbonizzazione, con un occhio alle tensioni geopolitiche globali, come la guerra in Ucraina e le crisi in Medio Oriente, che influenzano i mercati energetici. Con l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050 e in risposta alle temperature estive record registrate quest’anno, il Giappone riconosce nelle energie rinnovabili il pilastro fondamentale per il suo futuro energetico. (Diogenenews 17/12/2024)


“Alto tasso di criminalità in Sud Africa a causa della povertà e della disuguaglianza”

Diogenenews 17/12/2024: Jacob Zuma, ex presidente del Sudafrica ed ex leader dell’African National Congress (ANC), ha parlato davanti ai sostenitori del suo partito uMkhonto weSizwe (MK) in occasione del primo anniversario della sua fondazione, celebrato allo stadio Moses Mabhida di Durban. Zuma ha attribuito l’alto tasso di criminalità del Paese a “decenni di povertà, ingiustizia economica e segregazione sociale”, sostenendo che la criminalità sia diretta conseguenza della condizione di povertà della popolazione nera. L’ex capo di Stato ha ribadito l’impegno del partito MK a garantire “libertà economica al popolo”. Zuma ha inoltre contestato i risultati delle elezioni generali del 29 maggio scorso, accusando l’ente responsabile del conteggio dei voti di aver orchestrato un piano per sottrarre voti al suo partito. “L’istituzione deve rispondere delle sue azioni, e lo dimostreremo in tribunale”, ha dichiarato Zuma, rilanciando accuse di irregolarità. Espulso ufficialmente dall’ANC nel novembre scorso per aver fondato e guidato il partito MK, Zuma ha attaccato il suo ex partito e il presidente Cyril Ramaphosa, accusandoli di essere influenzati dal “capitalismo bianco”. Zuma ha dichiarato di non riconoscere più la sua precedente formazione politica, annunciando di non aver fatto campagna né votato per l’ANC nelle ultime elezioni. Il partito uMkhonto weSizwe (MK), fondato nel dicembre 2023 e ispirato all’ala armata storica dell’ANC durante l’apartheid, ha guadagnato rapidamente consenso, diventando la terza forza politica del Paese dopo le elezioni generali. Superando sia l’ANC sia l’Alleanza Democratica (DA), entrambi al governo di unità nazionale, il partito MK si è consolidato come un attore rilevante nello scenario politico sudafricano. (Diogenenews 17/12/2024)