Delle pensioni, dell’innalzamento dell’età per lasciare il lavoro e delle conseguenze soprattutto per i redditi più bassi parleremo in seguito. Per il momento basta fermarsi a una notizia arrivata negli stessi giorni, che consente di misurare da un altro versante le condizioni economiche di una parte consistente del Paese: la nuova edizione della Carta “Dedicata a te”, destinata alle famiglie in difficoltà per l’acquisto di generi alimentari.
La Carta sarà assegnata a 1.177.597 nuclei familiari. Il contributo è di mille euro: 500 dal prossimo 4 novembre, altri 500 dall’aprile del 2027.
Possono beneficiarne famiglie di almeno tre componenti, con almeno un minore, Isee inferiore a 15 mila euro e prive di altri strumenti incompatibili di sostegno.
Non si presenta domanda: i beneficiari vengono individuati direttamente dall’Inps. Il governo ha stanziato un miliardo per il biennio 2026-2027.
Mille euro sembrerebbero una discreta cifra. Ma rapportati a un anno sono poco più di 83 euro al mese per famiglia. Per tre persone, meno di 28 euro a testa, meno di un euro al giorno a persona e solo per un mese. E poi? Poi aspetti altri cinque mesi.
E soprattutto la platea va confrontata con quella della povertà: secondo l’ultima rilevazione Istat, in Italia vivono in povertà assoluta oltre 2,2 milioni di famiglie, più di 5,7 milioni di persone.
La Carta, dunque, raggiunge soltanto una parte del disagio economico e non modifica nessuna delle condizioni che lo producono. Però vale un bel titolo sui giornali, almeno per un giorno, lo stesso giorno in cui a dire che i conti del governo non funzionano è l’Istat. Che scatena infatti le ire del governo Meloni e dei suoi Richelieu economici.
C’è poi la maniera in cui il provvedimento viene presentato. Il comunicato del ministero non si limita a descriverlo: lo definisce espressamente una misura «introdotta dal Governo Meloni» e mette in primo piano «1.000 euro per le famiglie» e il miliardo complessivamente stanziato.
Alla presentazione sono intervenuti due ministri, il presidente dell’Inps, il direttore generale di Poste, il presidente dell’Anci e quello di Federdistribuzione.
Il giorno successivo Lollobrigida è intervenuto a Unomattina per precisare che la Carta «non è uno spot» ma un intervento «strutturale» e parte di una «precisa strategia» dell’esecutivo. Excusatio non petita…
La legislatura entra nell’ultimo anno e nella maggioranza si parla ormai apertamente della prossima campagna elettorale, con voto alla scadenza naturale nell’autunno del 2027 o eventualmente anticipato.
Il secondo accredito della Carta, 500 euro, è previsto proprio per l’aprile del 2027.
La coincidenza temporale è evidente e colloca inevitabilmente la misura dentro la categoria della propaganda pura, l’ennesima bugia di una destra che di sociale ha solo la comunicazione via Fb, X e Instagram.



