Diogene – Agenzia 11/11/2024

Roma, 300 famiglie Ater senza riscaldamento a causa di un debito enorme dell’Ente

Diogenenews 11/11/2024: Grosso guaio nelle palazzine ex Ater di Monteverde a Roma. A causa di un grave debito accumulato dall’ente regionale nei confronti del condominio di Piazza Donna Olimpia 5, l’impianto di riscaldamento non può partire, poiché è stata sospesa l’erogazione di gas per morosità. Il palazzo in questione ospita circa 280 appartamenti, di cui la metà sono stati riscattati o venduti a privati, mentre la restante parte è ancora di proprietà di Ater, l’azienda regionale che gestisce 48mila alloggi sul territorio di Roma. In questi giorni, oltre un centinaio di residenti hanno raccolto le firme e inviato una richiesta formale all’Ater, chiedendo che vengano saldate le bollette condominiali non pagate. Il presidente del XII Municipio, Elio Tomassetti, e il presidente della Commissione Patrimonio di Roma Capitale, Yuri Trombetti, hanno denunciato il persistente inadempimento da parte di Ater: “I residenti di Piazza Donna Olimpia 5 ci hanno segnalato la grave situazione di morosità dell’ente, nonostante i bilanci condominiali siano stati regolarmente approvati e la gestione economica sia positiva. Senza il contributo di Ater, però, non sono in grado di far fronte alle spese ordinarie, e tra queste c’è anche il gas”. Leandro Fugnitto, presidente del Comitato di Quartiere Gianicolense e residente nel palazzo, conferma la gravità della situazione: “Ater rappresenta circa il 50% dei millesimi nel condominio e la morosità ha raggiunto livelli insostenibili. Non solo il gas è stato staccato, ma i lavori di riqualificazione dell’edificio, iniziati un anno fa, sono fermi da luglio per mancanza di fondi. Il palazzo è parzialmente imballato, con finestre bloccate e i lavori sospesi”. Secondo quanto riportato da Tomassetti e Trombetti, l’interruzione dell’erogazione di gas ha già avuto effetti diretti sulla vita quotidiana degli abitanti: “Se non interviene immediatamente Ater, a partire dal 15 novembre, data in cui sarà possibile accendere gli impianti in tutta Roma, centinaia di famiglie resteranno senza riscaldamento. Una situazione inaccettabile che sta mettendo a rischio il benessere sociale e la sicurezza degli abitanti”. (Diogenenews 11/11/2024)


Oxfam: Le emissioni dei super-ricchi amplificano la crisi climatica

Diogenenews 11/11/2024: Un nuovo rapporto di Oxfam denuncia l’impatto ambientale delle scelte di consumo e degli investimenti dei miliardari, sottolineando come il loro stile di vita contribuisca in modo sproporzionato all’aggravarsi della crisi climatica. Secondo l’organizzazione, i super-ricchi emettono in soli 90 minuti più CO2 di quanto faccia un cittadino medio durante l’intera vita. Il documento è stato diffuso alla vigilia della COP29, che si terrà a Baku, in Azerbaijan, a partire dall’11 novembre. Francesco Petrelli, portavoce di Oxfam Italia, sottolinea che le scelte di vita e investimento dei gruppi più abbienti sono tra le principali cause del riscaldamento globale: “I miliardari hanno la responsabilità di questa crisi, ma le risorse di cui dispongono li rendono più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici. Al contrario, le persone con minori responsabilità rispetto al collasso climatico sono le più vulnerabili, specialmente nei Paesi più poveri, dove gli impatti sono devastanti e difficilmente mitigabili.” Oxfam evidenzia che, se le attuali emissioni continueranno al ritmo attuale, il “bilancio di carbonio” globale – la quantità di CO2 che possiamo ancora emettere per limitare il riscaldamento a 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali – si esaurirà entro soli quattro anni. Se le emissioni per persona raggiungessero i livelli dei miliardari, il bilancio si esaurirebbe in soli cinque mesi, e in due giorni se tutti i cittadini utilizzassero jet privati e yacht di lusso. (Diogenenews 11/11/2024)


I cambiamenti dell’economia indiana porteranno il Paese a diventare la terza potenza entro il 2030

Diogenenews 11/11/2024: Negli ultimi anni l’India ha intrapreso un percorso di riforme economiche che la proiettano verso una trasformazione significativa dei suoi principali settori produttivi, con l’obiettivo di affermarsi come terza economia mondiale entro il 2030. L’espansione delle ferrovie ad alta velocità e la completa elettrificazione della rete, insieme all’introduzione di treni come il Vande Bharat, che viaggeranno fino a 200 km/h, evidenziano l’impegno del governo per una mobilità più efficiente e sostenibile. Anche il settore dell’aviazione è in piena espansione, con la costruzione di nuovi aeroporti e l’adozione di velivoli a basso impatto ambientale. In parallelo, l’infrastruttura stradale è stata ampliata e potenziata per supportare l’incremento dei collegamenti economici e commerciali in tutto il paese. L’iniziativa Digital India, inoltre, spinge per una connettività più solida che possa supportare tecnologie di realtà aumentata e virtuale, aumentando l’inclusività digitale su vasta scala. Le città indiane si stanno trasformando in smart cities, puntando su edilizia sostenibile e infrastrutture pubbliche modernizzate. La produzione industriale continua a crescere grazie a programmi come Make in India e ai PLI (Production Linked Incentive), spingendo il Paese verso un ruolo centrale nella manifattura globale. Anche il settore spaziale vive un momento di espansione, con il progetto Gaganyaan, previsto per il 2025, che vedrà il primo volo spaziale umano dell’India. Il lancio di oltre 100 satelliti entro il 2030 sottolinea l’ambizioso programma spaziale del paese. Con queste misure, l’India avanza rapidamente verso una crescita economica sostenibile, rafforzando la propria posizione tra le economie di punta a livello globale. (Diogenenews 11/11/2024)


Blocco di “Australia Today” in Canada solleva dubbi sulla libertà di stampa

Diogenenews 11/11/2024: Il governo canadese ha bloccato l’accesso ai profili e alle pagine sui social media del sito di informazione della diaspora indiana “Australia Today”, suscitando preoccupazioni riguardo alla libertà di stampa e ai diritti della comunità indù nel Paese. Il fondatore e caporedattore del sito, Jitarth Jai Bhardwaj, ha descritto la decisione come un “attentato alla libera stampa” e ha chiesto al governo di Justin Trudeau di chiarire la situazione. Il blocco è avvenuto poco dopo la trasmissione di una conferenza stampa tenuta a Canberra dal ministro degli Esteri indiano S. Jaishankar e dalla sua omologa australiana Penny Wong. Durante l’incontro, Jaishankar ha criticato il Canada per aver mosso accuse contro l’India senza fornire prove concrete e ha espresso preoccupazione per il presunto spazio politico concesso a elementi anti-indiani in territorio canadese. Bhardwaj ha riferito che numerosi lettori in Canada hanno segnalato l’impossibilità di accedere ai contenuti di “Australia Today” su piattaforme come Facebook e Instagram. “Abbiamo scoperto che la nostra conferenza stampa e le interviste sono state rimosse, con una notifica che indicava che il contenuto non era disponibile in Canada per ordine del governo”, ha affermato. Bhardwaj ha definito la mossa “dittatoriale” e ha sottolineato l’importanza di mantenere uno spazio per opinioni diverse in una società democratica. Ha aggiunto che il suo organo di stampa mira a dare voce alle comunità multiculturali della diaspora indiana in tutto il mondo, mettendo in luce questioni spesso ignorate dai media tradizionali. Il caporedattore ha anche menzionato minacce ricevute in passato da gruppi estremisti per la copertura di determinati argomenti, affermando tuttavia che il team di “Australia Today” continuerà a svolgere il proprio lavoro senza timori. Rivolgendosi direttamente al primo ministro Trudeau e ai suoi ministri, Bhardwaj ha espresso il desiderio di discutere delle preoccupazioni della comunità indù in Canada, inclusi gli attacchi ai luoghi di culto e il rispetto dei diritti civili. “Siamo pronti a porre domande fondamentali su come vengono trattati i cittadini canadesi di origine indiana e perché i loro templi sono sotto attacco”, ha dichiarato. Al momento, non è chiaro se “Australia Today” intraprenderà azioni legali o altre iniziative per contestare il blocco. Il governo canadese non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla vicenda. Il Ministero degli Esteri indiano ha criticato la decisione del Canada, definendola un esempio di “ipocrisia nei confronti della libertà di espressione”. (Diogenenews 11/11/2024)


Sudan del Sud: 300 mila sfollati a causa delle inondazioni mentre aumentano i casi di malaria

Diogenenews 11/11/2024: Circa 1,4 milioni di persone sono state colpite dalle recenti inondazioni in Sud Sudan, con oltre 300.000 sfollati, secondo un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA). Gli stati di Jonglei e Northern Bahr el Ghazal risultano tra le aree più devastate, rappresentando oltre il 51% della popolazione colpita. Il disastro, che ha interessato 43 contee e l’area amministrativa di Abyei, ha messo a dura prova la popolazione e aggravato la crisi sanitaria in tutto il paese. Numerosi casi di malaria sono stati segnalati negli stati di Jonglei, Unity, Upper Nile, Northern Bahr el Ghazal, e Central e Western Equatoria, sovraccaricando le strutture sanitarie già fragili. La Federazione Internazionale della Croce Rossa ha confermato che le alluvioni, aggravate dalle piogge incessanti e dalle rotture degli argini del Nilo, hanno danneggiato infrastrutture e distrutto raccolti e bestiame, colpendo duramente la sicurezza alimentare. Secondo l’UNICEF, il Sudan del Sud subisce inondazioni di crescente gravità negli ultimi anni, attribuite al cambiamento climatico. L’impatto di queste alluvioni è andato via via intensificandosi, colpendo regolarmente oltre un milione di persone ogni anno, sottolineando l’urgenza di interventi per sostenere le popolazioni vulnerabili. (Diogenenews 11/11/2024)


Russia: record di riserve auree come scudo contro le sanzioni occidentali

Diogenenews 11/11/2024: a Russia ha raggiunto livelli record nelle sue riserve auree, che al 1° ottobre 2024 hanno superato i 199,7 miliardi di dollari, con un incremento del 5,8% pari a 10,95 miliardi di dollari, secondo i dati della Banca Centrale. L’oro rappresenta ora il 31,5% delle riserve nazionali, consolidando la sua posizione come risorsa centrale nella strategia economica del paese. Questa accumulazione aggressiva non solo sottolinea la volontà di Mosca di rafforzare la propria autonomia finanziaria, ma rappresenta anche una risposta diretta alle sanzioni occidentali, che limitano l’accesso russo ai mercati finanziari globali. Grazie all’oro, la Russia sta riducendo la dipendenza dalle valute tradizionali, rafforzando la propria resilienza contro le restrizioni economiche e affermando una strategia indipendente dal dollaro. L’oro e, in misura minore, le riserve in yuan, sono diventati pilastri per proteggere l’economia russa, assicurando stabilità mentre il sistema finanziario globale è in evoluzione. Questa scelta strategica manda un messaggio chiaro: l’oro diventa un rifugio sicuro e un simbolo di resilienza economica per la Russia, offrendo un possibile modello ad altre nazioni in cerca di soluzioni alternative in un contesto internazionale sempre più volatile. (Diogenenews 11/11/2024)


Cina: imprenditori nel mirino delle autorità con sequestri e richieste di denaro

Diogenenews 11/11/2024: Migliaia di imprenditori in Cina denunciano il congelamento dei loro beni e richieste di denaro da parte della polizia, secondo un’inchiesta di Voice of America. Zhang Ke (nome fittizio), un imprenditore in fuga a Guangzhou da settembre, racconta come i suoi conti bancari siano stati bloccati dalle autorità di Henan, che avrebbero chiesto 55.000 dollari per sbloccarli. La vicenda di Zhang, che gestiva un’attività di scommesse sportive online – settore regolato in modo ambiguo in Cina – è solo uno dei tanti casi riportati. Nella provincia di Guangzhou, si contano quasi 10.000 episodi simili, dove aziende locali sono rimaste vulnerabili alle richieste di denaro in cambio dello sblocco dei beni. La pratica, definita “pesca offshore” dagli utenti online, consiste nel sequestro di beni in una provincia da parte della polizia di altre regioni, con il denaro che spesso finisce sui conti personali degli agenti. Teng Biao, professore all’Hunter College, collega questa pratica alla crisi economica in Cina e al crollo del mercato immobiliare, che ha privato i governi locali di entrate vitali. Molti imprenditori, temendo l’arresto, si sono visti costretti a cedere alle richieste. “Se non paghi, vieni incarcerato”, ha detto Zhang, che ora valuta di lasciare la Cina per sfuggire a queste pressioni. (Diogenenews 11/11/2024)


Italia, aumentate del 12,5% le bollette della luce negli ultimi sei mesi

Diogenenews 11/11/2024: Le offerte per le forniture di luce e gas sul mercato libero segnano aumenti consistenti rispetto a sei mesi fa. Secondo il report di Assium, l’associazione italiana degli Utility Manager, chi attiva oggi un contratto a prezzo variabile per il gas paga in media il 12,5% in più nelle principali città italiane. I dati analizzati da Assium sulle offerte pubblicate a novembre sul Portale Arera-Acquirente Unico indicano che una famiglia tipo con consumo di 1.400 metri cubi annui spende di più per il gas. Con un contratto a prezzo fisso, la bolletta media annuale varia dai 1.618 euro di Milano, Trento e Trieste ai 1.825 euro di Roma, registrando un rincaro medio del 6,17% rispetto a maggio 2024. Chi sceglie un contratto a prezzo variabile si trova di fronte a rincari più marcati: la migliore offerta disponibile sul mercato libero oggi è più alta in media del 12,5% rispetto a sei mesi fa, con aumenti che vanno dall’11,3% a Palermo fino al 13,5% a Trento. Questo porta una bolletta media annua di circa 1.697 euro, rispetto ai 1.508 euro di maggio. Con l’inverno alle porte e la maggiore domanda di energia, “le tariffe proposte al pubblico risentono dell’aumento dei prezzi sui mercati”, ha spiegato il presidente di Assium, Federico Bevilacqua, avvertendo che chi oggi opta per il mercato libero si trova a fronteggiare condizioni economiche meno vantaggiose. (Diogenenews 11/11/2024)


Clima: possibile nuovo ritiro degli USA dall’Accordo di Parigi alla COP29

Diogenenews 11/11/2024: Alla vigilia della COP29 sul clima, che inizia oggi in Azerbaigian, emerge l’ipotesi di un nuovo ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Secondo il New York Times, il team di transizione di Trump starebbe preparando ordini esecutivi per abbandonare nuovamente l’accordo, ripetendo la scelta già attuata nel suo primo mandato e annullata da Joe Biden nel 2021. La conferenza ONU sul clima, che riunirà rappresentanti di oltre 190 paesi, si svolge a pochi giorni dalle elezioni presidenziali americane. La possibile uscita degli Stati Uniti dall’accordo rappresenterebbe un duro colpo per la diplomazia climatica, rischiando di isolare il Paese e indebolire gli sforzi globali per ridurre le emissioni di gas serra. Secondo Jairam Ramesh, ex ministro indiano dell’Ambiente, un simile ritiro “sarebbe catastrofico per la cooperazione internazionale sul clima”. L’eventuale ritiro potrebbe anche incoraggiare altre nazioni dipendenti dai combustibili fossili, come la Nigeria, a seguire la stessa direzione, rallentando la transizione verso l’energia sostenibile. Il ritiro porterebbe a una serie di misure di deregulation che includerebbero la revoca delle moratorie su trivellazioni e nuove estrazioni, e l’eliminazione del divieto di costruzione di terminal per l’esportazione di gas naturale. Tra le proposte c’è anche il trasferimento della sede dell’Environmental Protection Agency (EPA) fuori da Washington. Un rapporto di Carbon Brief avverte che, con una politica energetica centrata sullo sfruttamento di combustibili fossili, un secondo mandato di Trump potrebbe generare miliardi di tonnellate di CO₂ in più entro il 2030, compromettendo gravemente l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Essendo uno dei maggiori produttori di gas serra, un’uscita degli Stati Uniti avrebbe conseguenze globali, simili a quelle causate dal rifiuto di ratificare il Protocollo di Kyoto nel 2001, quando il ritiro USA indebolì gli sforzi mondiali per limitare il riscaldamento globale. (Diogenenews 11/11/2024)


Clima: COP29 al via a Baku con sfide globali su emissioni e fondi

Diogenenews 11/11/2024: La COP29, Conferenza ONU sul clima, si apre oggi a Baku, Azerbaigian, riunendo delegazioni di oltre 190 Paesi dal 11 al 22 novembre per accelerare le misure contro il riscaldamento globale. Con l’obiettivo di rafforzare gli impegni stabiliti nell’Accordo di Parigi, i leader mondiali affronteranno temi cruciali come la riduzione delle emissioni e il finanziamento del clima, in particolare nei Paesi in via di sviluppo. Tra le priorità c’è la gestione del fondo climatico globale, promesso dai Paesi sviluppati con l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno. Secondo Arvea Marieni, esperta UE in sostenibilità, “è necessario strutturare un nuovo obiettivo di finanziamento post-2025 per rispondere alle priorità dei Paesi più vulnerabili.” Parallelamente, i Paesi discuteranno l’avanzamento dei mercati del carbonio, fondamentali per incentivare la transizione ecologica. L’UE arriva alla COP29 con una proposta per rendere più competitivo il prezzo del carbonio e per eliminare gradualmente i sussidi ai combustibili fossili, un impegno da oltre 112 miliardi di euro per i principali Stati europei. Una delle questioni centrali della COP29 è anche il potenziale coinvolgimento del settore privato, con la proposta di un fondo di investimento climatico per incentivare la partecipazione di capitali privati. Tuttavia, Marieni sottolinea l’importanza di ottimizzare il ruolo delle banche di sviluppo multilaterali, come la Banca Mondiale e la Banca Asiatica di Sviluppo, piuttosto che creare nuovi fondi. Queste istituzioni hanno una lunga esperienza nel finanziare progetti climatici su larga scala, mobilitando complessivamente 125 miliardi di dollari solo nel 2023, di cui gran parte destinati a economie emergenti. Papa Francesco ha lanciato un appello ai partecipanti alla COP29 affinché dalla conferenza emerga un impegno efficace per proteggere il pianeta. (Diogenenews 11/11/2024)