Diogene – Agenzia 04/12/2024

Siria: i bambini pagano il prezzo più alto della nuova escalation

Diogenenews 04/12/2024: Nel nord-ovest della Siria si registra una drammatica escalation di violenze, con almeno sette bambini uccisi e altri 32 feriti. Dal 27 novembre, oltre 48.500 persone, principalmente donne e bambini, sono state costrette a lasciare le proprie case, molte delle quali già più volte sradicate da crisi precedenti. I bambini sono tra i più colpiti da un conflitto che unisce ostilità prolungate, sfollamenti ripetuti, recessione economica, epidemie di malattie e terremoti devastanti. La situazione evidenzia la necessità urgente di rispettare il diritto internazionale umanitario, proteggere i civili, in particolare i minori, e garantire accesso rapido e sicuro agli operatori umanitari per fornire assistenza essenziale. La protezione dei bambini e delle infrastrutture civili, come scuole e ospedali, è fondamentale per il loro futuro. In questo contesto complesso, l’UNICEF e i suoi partner continuano a fornire assistenza umanitaria e a sostenere i diritti e la protezione dei minori siriani. (Diogenenews 04/12/2024)


Namibia: Netumbo Nandi-Ndaitwah eletta prima presidente donna del Paese

Diogenenews 04/12/2024: Netumbo Nandi-Ndaitwah, vicepresidente della Namibia, è stata eletta come prima donna presidente del Paese, secondo i dati ufficiali diffusi martedì dalla commissione elettorale. La 72enne ha ottenuto il 57% dei voti, evitando il previsto ballottaggio. La sua elezione rafforza il governo del partito South West Africa People’s Organisation (SWAPO), al potere da 34 anni, sin dall’indipendenza del Paese nel 1990. Tuttavia, il risultato è stato contestato dai partiti di opposizione, che hanno denunciato irregolarità come la carenza di schede elettorali, lunghi tempi di attesa e l’estensione del voto fino a sabato scorso. Panduleni Itula, candidato dell’Independent Patriots for Change (IPC) e principale sfidante, ha raccolto il 25,5% dei consensi e ha annunciato l’intenzione di impugnare il risultato in tribunale, definendo le elezioni “ingiuste” e i risultati “illegittimi”. Nandi-Ndaitwah ha iniziato la carriera politica negli anni ’70 come membro del movimento indipendentista clandestino. Dopo il ritorno dal Regno Unito, è entrata in parlamento nel 1990, ricoprendo diversi incarichi ministeriali. Il suo mandato arriva in un periodo di crescenti tensioni sociali, con giovani elettori che criticano l’elevata disoccupazione e la disuguaglianza persistente. (Diogenenews 04/12/2024)


Donatori promettono 1,5 miliardi di dollari per sostegno ai rifugiati nel 2025

Diogenenews 04/12/2024: I governi donatori hanno promesso oggi un totale di 1,143 miliardi di dollari per sostenere il lavoro dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dei suoi partner nel 2025, offrendo protezione e assistenza a milioni di persone sfollate a causa di conflitti globali. A questa cifra si aggiungono 355 milioni di dollari provenienti da partner del settore privato, per un totale di 1,5 miliardi di dollari, pari al 15% delle necessità previste per l’anno. Le risorse permetteranno all’UNHCR di rispondere con maggiore efficacia alle emergenze umanitarie, fornendo assistenza salvavita e promuovendo soluzioni a lungo termine per gli sfollati. Ulteriori impegni per 283 milioni di dollari sono stati garantiti per il 2026 e oltre, cruciali per pianificare programmi di stabilità e resilienza. Nel 2025, l’UNHCR prevede di affrontare sfide crescenti legate all’escalation dei conflitti, ai disastri naturali e alle crisi persistenti. Con oltre 123 milioni di persone forzatamente sfollate nel mondo, la richiesta globale dell’agenzia ammonta a 10,248 miliardi di dollari, fondi indispensabili per rispondere a nuove emergenze e sostenere le crisi di lunga durata. Grazie ai finanziamenti ricevuti nel 2024, l’UNHCR ha registrato oltre 3 milioni di persone, fornito assistenza legale a 1,2 milioni, distribuito aiuti economici a più di 2 milioni e garantito accesso ai servizi sanitari e idrici a milioni di sfollati. Tuttavia, la durata media degli sfollamenti rimane elevata: 20 anni per i rifugiati e oltre un decennio per gli sfollati interni. L’appello lanciato oggi ribadisce l’urgenza di garantire fondi adeguati per sostenere le vite e il futuro di milioni di persone colpite da conflitti e crisi in tutto il mondo. (Diogenenews 04/12/2024)


UE: 4,6 miliardi di euro per tecnologie a zero emissioni nette e idrogeno rinnovabile

Diogenenews 04/12/2024: La Commissione europea ha annunciato un piano da 4,6 miliardi di euro (4,8 miliardi di dollari) per sostenere lo sviluppo di tecnologie a zero emissioni, con un focus su batterie per veicoli elettrici e idrogeno rinnovabile. Del totale, 3,4 miliardi di euro saranno destinati a tecnologie di decarbonizzazione, incluse le batterie per auto elettriche, mentre 1,2 miliardi di euro saranno impiegati per promuovere la produzione di idrogeno rinnovabile. I fondi, provenienti dalle entrate del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS), verranno assegnati attraverso bandi aperti fino ad aprile 2025. L’EU ETS, il principale meccanismo di fissazione del prezzo del carbonio dell’Unione, dovrebbe generare circa 40 miliardi di euro nel decennio 2020-2030. L’iniziativa mira a rafforzare la competitività industriale dell’UE in settori strategici e a raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050, ha dichiarato la Commissione. L’annuncio conferma l’impegno dell’Unione nel sostenere l’innovazione e accelerare la transizione energetica. (Diogenenews 04/12/2024)


Pakistan: quattro nuovi casi di sparizioni forzate in Belucistan

Diogenenews 04/12/2024: Le forze di sicurezza pakistane avrebbero rapito altre quattro persone lunedì nei distretti di Dera Bugti e Kech, nel Belucistan, aumentando i già numerosi casi di sparizioni forzate registrati negli ultimi mesi. Secondo il Balochistan Post, due persone, Joaho e Jona Bugti, sono state prelevate durante un raid nel villaggio di Patokh, a Dera Bugti, dove le forze di sicurezza avrebbero anche danneggiato proprietà locali. Un altro raid, nel quartiere Garani di Sui, ha portato al rapimento di Sikandar Bugti. A Kech, Imtiaz Baloch, uno studente universitario, sarebbe stato fatto sparire nell’area di Buleda, secondo quanto riferito dai familiari. Il Baloch Yakjehti Committee ha denunciato su X il caso di Imtiaz, uno studente della Bahauddin Zakariya University, esortando le organizzazioni per i diritti umani a intervenire. Il comitato accusa le autorità pakistane di condurre una sistematica repressione contro studenti e civili pacifici, chiedendo al Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate di intervenire. In Belucistan, le sparizioni forzate sono un fenomeno costante: oltre 55.000 persone risultano scomparse, mentre migliaia sono state trovate morte. Organizzazioni come Amnesty International e il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite hanno ripetutamente accusato le forze di sicurezza pakistane di essere responsabili di questi atti. Diogenenews 04/12/2024)


Iran: legge sul velo islamico divide, riserve del presidente Pezeshkian

Diogenenews 04/12/2024: A oltre due anni dalle proteste per la morte di Mahsa Amini, deceduta dopo l’arresto per non aver indossato correttamente il velo, continua il dibattito in Iran sulla legge che inasprisce le sanzioni per chi viola l’obbligo del hijab. La normativa “Hijab e castità”, approvata dal Parlamento e dal Consiglio dei guardiani, prevede multe fino a venti volte lo stipendio medio per le donne che compaiono ripetutamente senza velo in pubblico o sui social media. Le sanzioni devono essere pagate entro dieci giorni, pena il divieto di viaggiare all’estero e la sospensione di servizi pubblici, come il rilascio della patente. Il presidente Masoud Pezeshkian, noto per la sua posizione moderata tra i conservatori, deve ancora firmare la norma per renderla effettiva. In un’intervista alla televisione di stato, Pezeshkian ha espresso riserve sulla legge, sottolineando i rischi di danneggiare l’equilibrio sociale. Ha invocato ulteriori colloqui per tutelare i valori religiosi senza generare malcontento nella società. Durante la campagna elettorale, Pezeshkian aveva promesso di abolire la polizia morale, incaricata di far rispettare l’obbligo del velo. Sebbene non sia stata ufficialmente smantellata, l’unità speciale non è più visibile nelle strade. Introdotto dopo la rivoluzione del 1979, l’obbligo del velo è sempre più contestato. Dal movimento “Donna, vita, libertà”, nato in seguito alla morte di Mahsa Amini nel 2022, un numero crescente di donne sfida apertamente il divieto, apparendo a capo scoperto in pubblico. La legge deve essere promulgata entro il 13 dicembre. (Diogenenews 04/12/2024)


Salvatore Ferragamo: svalutazioni fino a 90 milioni e rialzo in Borsa

Diogenenews 04/12/2024: l consiglio di amministrazione di Salvatore Ferragamo ha avviato simulazioni per stimare una possibile svalutazione, a causa del rallentamento del settore del lusso. Secondo una nota ufficiale, il valore delle svalutazioni potrebbe oscillare tra i 70 e i 90 milioni di euro, con l’importo finale che verrà definito al momento della redazione del bilancio al 31 dicembre 2024. Le svalutazioni riguarderanno specifici asset e saranno calcolate in base ai principi contabili internazionali, considerando fattori come le condizioni di mercato e le prospettive di business. La società precisa che tali svalutazioni non comporteranno esborsi finanziari né incideranno significativamente sul totale delle attività, che al 30 giugno 2024 ammontavano a 1,736 miliardi di euro. Nonostante il contesto della concorrenza, il titolo Ferragamo ha registrato un rialzo del 6,56% nella seduta del 3 dicembre a Piazza Affari. Su base settimanale, il titolo si dimostra più performante rispetto all’indice di riferimento, segnalando un forte apprezzamento da parte degli investitori. Tuttavia, il quadro di medio periodo per il titolo rimane ancora negativo, a testimonianza di una crisi latente del settore luxury. (Diogenenews 04/12/2024)


Caccia ai nuovi residenti: ecco i Paesi che pagano per trasferirsi

Diogenenews 04/12/2024: Diverse nazioni stanno offrendo incentivi economici significativi per attirare nuovi residenti, in risposta a problematiche come il calo demografico e la necessità di ripopolare aree rurali o remote. Le offerte, che in alcuni casi arrivano fino a 130.000 euro, rappresentano un’opportunità interessante per chi cerca un cambio di vita e nuove prospettive. Con il programma Our Living Islands, l’Irlanda mira a ripopolare le sue isole più isolate, che ospitano appena 3.000 persone in totale. Il governo offre fino a 84.000 euro per chi decide di trasferirsi e investire nel territorio, ad esempio ristrutturando vecchie case abbandonate, considerate parte del patrimonio paesaggistico. Nel villaggio di Albinen, le autorità locali hanno messo a disposizione incentivi fino a 30.000 euro per contrastare il calo demografico. Ogni adulto riceve 20.600 euro e ogni figlio aggiunge ulteriori 10.300 euro. Tuttavia, i beneficiari devono acquistare una casa del valore minimo di 200.000 franchi (circa 206.000 euro) e risiedere nel villaggio per almeno 10 anni. Anche il comune di Ponga, nelle Asturie, si è mobilitato per ripopolare la zona. L’amministrazione offre un incentivo di 2.970 euro per trasferirsi e un ulteriore contributo di pari valore per ogni bambino nato nel paese, puntando a ridare vita al piccolo centro ormai quasi spopolato. L’isola greca di Antikythera, con appena 45 residenti, cerca disperatamente nuovi abitanti. Gli interessati riceveranno 500 euro al mese per tre anni, per un totale di 18.000 euro. L’obiettivo è risollevare l’economia e contrastare l’esodo demografico. La crisi demografica colpisce anche il Giappone, che tramite il Programma di Rivitalizzazione Regionale offre fino a 32.000 euro a chi si trasferisce in zone rurali. A questi si aggiungono fondi per l’acquisto e la ristrutturazione di abitazioni tradizionali, in linea con il piano per rilanciare le aree meno popolate. Infine, il Canada punta sui giovani laureati per ripopolare le province meno abitate. Il governo offre 20.000 dollari canadesi (circa 13.000 euro) come rimborso delle tasse universitarie per chi sceglie di lavorare e vivere in queste regioni. Queste iniziative dimostrano come il calo demografico stia diventando una priorità globale. Per molti, questi incentivi rappresentano un’opportunità per iniziare una nuova vita in luoghi suggestivi e spesso poco conosciuti. (Diogenenews 04/12/2024)


Milano: case sempre più care, boom di compravendite nell’hinterland

Diogenenews 04/12/2024: Milano si conferma una città sempre più inaccessibile per molte famiglie, spinte dai prezzi record del mercato immobiliare a cercare soluzioni nell’hinterland. Secondo un’analisi di Abitare Co., il numero di famiglie che si trasferiscono dalla città ai comuni di prima fascia è cresciuto del 9,7% negli ultimi cinque anni, con un boom delle compravendite (+11,6%) e prezzi significativamente più bassi rispetto al capoluogo. A Milano, i prezzi delle abitazioni hanno raggiunto una media di 4.700 euro al metro quadrato per l’usato (+42,4% dal 2019) e 7.690 euro per il nuovo (+48,1%). Nell’hinterland, invece, i prezzi sono inferiori del 52% per l’usato (2.250 euro al metro quadrato) e del 59% per il nuovo (3.150 euro). Questo rende le abitazioni dell’hinterland non solo più accessibili, ma anche più spaziose, spesso con caratteristiche moderne e un’alta efficienza energetica. Con un budget di 300.000 euro, a Milano si può acquistare un appartamento nuovo di appena 40 metri quadrati (da 26 in centro a 64 in periferia). Nell’hinterland, invece, la superficie media sale a 97 metri quadrati, con punte di 133 mq ad Abbiategrasso, 107 mq a Senago e 105 mq a Peschiera Borromeo e Rho. In località come Assago (73 mq), Sesto San Giovanni (82 mq) e Basiglio (80 mq), le dimensioni restano più contenute a causa dei prezzi più elevati. Dal 2019 al 2023, Milano ha registrato un calo delle compravendite (-5,3%), mentre i 37 comuni dell’hinterland hanno visto un incremento dell’11,6%, superando anche la media provinciale (+4,4%). Tra i comuni con le migliori performance si segnalano Opera (+70,8%), Cusano Milanino (+63,3%) e Vimodrone (+61,7%), mentre Pero ha registrato il calo più marcato (-26,8%). La maggiore convenienza economica e la qualità delle nuove costruzioni stanno spingendo sempre più famiglie a lasciare Milano per stabilirsi nell’hinterland. Questa tendenza, che si riflette in un aumento delle transazioni immobiliari, evidenzia il divario crescente tra il capoluogo e i comuni limitrofi, trasformando l’hinterland in una valida alternativa per chi cerca case più grandi e moderne a prezzi più accessibili. (Diogenenews 04/12/2024)


Scandalo falso Made in Italy: pomodori cinesi venduti come italiani in UK

Diogenenews 04/12/2024: Un’inchiesta ha rivelato che concentrati di pomodoro etichettati come “Made in Italy” venduti nei supermercati britannici Tesco, Waitrose e Asda contengono in realtà pomodori coltivati nella regione cinese dello Xinjiang. Lo scandalo coinvolge l’azienda italiana Petti, accusata di spacciare prodotti cinesi per italiani, alimentando dubbi sulla trasparenza della filiera agroalimentare. Secondo la BBC, 17 tipi di concentrato venduti con etichette italiane provengono dallo Xinjiang, regione al centro di accuse internazionali per sfruttamento della minoranza uigura. I lavoratori, costretti a raccogliere fino a 650 kg di pomodori al giorno sotto minacce e punizioni, sono vittime di condizioni di lavoro disumane. La filiera di trasporto dei pomodori si estende dalla Cina all’Italia passando per Kazakhstan, Azerbaigian e Turchia. Una volta giunti al porto di Salerno, vengono lavorati e confezionati come prodotto italiano. L’azienda toscana Petti ha ammesso di acquistare pomodori dalla Cina ma ha negato collegamenti con la società Xinjiang Guannong, sanzionata dagli Stati Uniti per sfruttamento lavorativo. Petti sostiene di rifornirsi da un’altra società, Bazhou Red Fruit, affermando che questa non sia coinvolta in pratiche illecite. Tuttavia, filmati sotto copertura e dati di spedizione sembrano dimostrare il contrario, mostrando etichette di Xinjiang Guannong in uno stabilimento Petti. In risposta, l’azienda ha annunciato l’interruzione delle importazioni dalla Cina e il rafforzamento dei controlli sulla filiera per garantire il rispetto dei diritti umani. L’inchiesta solleva interrogativi sulla trasparenza e l’integrità del marchio Made in Italy. Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav, ha richiesto norme più severe per garantire la tracciabilità e impedire frodi che danneggiano uno dei settori simbolo dell’Italia. Lo scandalo mette in luce non solo i rischi di frodi alimentari, ma anche il problema globale dello sfruttamento lavorativo. Mentre gli Stati Uniti hanno già adottato normative rigide contro queste pratiche, l’Unione Europea e il Regno Unito stanno sviluppando nuove misure per prevenire violazioni dei diritti umani nella filiera produttiva. Questo caso rappresenta un duro colpo alla fiducia dei consumatori e sottolinea l’urgenza di un controllo più rigoroso sui prodotti che si fregiano del Made in Italy. (Diogenenews 04/12/2024)