Il New York Times fa causa all’Fbi, tramite il Freedom of Information Act, la vince, e ottiene numerosi documenti che dimostrano le pressioni dell’Fbi per utilizzare indiscriminatamente Pegasus, lo strumento di hacking prodotto dall’azienda israeliana Nso, nelle proprie indagini penali.
Un software che può estrarre qualsiasi dato dal telefono cellulare di ogni cittadino che nel mondo ne faccia uso. Proprio per questo lo strumento è utilizzato principalmente da governi in cerca di informazioni sui suoi oppositori politici ed è finito più volte nel mirino delle polemiche.
In precedenza, il direttore dell’Fbi Christopher Wray aveva negato dinanzi ai parlamentari Usa di aver acquisito il software spia per scopi diversi da quelli di ricerca, per capire “come lo usano i cattivi”, ha detto, ma dozzine di documenti dell’Fbi e di atti giudiziari raccontano una storia diversa. L’agenzia federale ha acquistato il programma nel 2018 e lo ha testato in una struttura segreta nel New Jersey.
L’idea di hackerare i telefoni di cittadini americani e stranieri non è nuova. A gennaio di quest’anno sempre il NYT ha rivelato che i funzionari dell’Fbi avevano testato lo strumento Nso Phantom, una versione di Pegasus in grado di hackerare telefoni con numeri statunitensi.
L’FBI alla fine ha deciso di non impiegare Pegasus nelle indagini penali nel luglio 2021, ma nonostante la decisione i documenti del tribunale indicano che l’ufficio dei federali resta interessato a utilizzare potenzialmente questo spyware nelle indagini future.
Il senatore democratico Ron Wyden, presente all’audizione del direttore dell’Fbi, ha dichiarato che “è assolutamente inaccettabile che il direttore dell’Fbi fornisca una testimonianza fuorviante sull’acquisizione da parte dell’ufficio di potenti strumenti di hacking e poi aspetti mesi prima di raccontare l’intera storia al Congresso e al popolo americano”. Oltretutto l’Fbi non ha spiegato i motivi per cui alla fine ha sospeso l’utilizzo di Pegasus.
Pegasus può hackerare gli smartphone senza necessità che l’utente compia una particolare operazione come cliccare su un link o scaricare messaggi, per questo è così appetibile dalle agenzie di intelligence. Se talvolta è stato utile per monitorare traffici illeciti e terroristi è stato anche utilizzato dai governi d Arabia Saudita, Messico, Ungheria e India contro dissidenti politici, giornalisti e attivisti dei diritti umani.
L’amministrazione Biden lo scorso novembre ha inserito la società israeliana Nso in una lista nera del Dipartimento del Commercio, impedendo alle società americane di vendere tecnologia alle aziende senza il permesso del governo degli Stati Uniti.



