La notizia (minuscola, ma irresistibile) è questa: un cittadino statunitense ha usato la FOIA, sigla di Freedom of Information Act, la legge che permette ai cittadini di chiedere accesso a documenti e atti della pubblica amministrazione, per domandare alla CIA se abbia materiale su 3I/ATLAS, l’oggetto interstellare avvistato il 1° luglio 2025.
Risposta dell’Agenzia: «non possiamo né confermare né negare l’esistenza di documenti». Traduzione: grazie per la domanda ma abbiamo posto il segreto di Stato.
Ed è qui che scatta il cortocircuito narrativo. Perché mentre gli astronomi, con la noiosa ostinazione dei dati, parlano di una cometa ancora da studiare (magari strana, magari piena di dettagli curiosi, ma cometa), la CIA si presenta con la sua classica formula ambigua.
Il “né confermo né nego”, una formula che negli Stati Uniti ha persino un soprannome tecnico, la “Glomar response”. È il modo più efficace di non dire nulla senza lasciare spiragli: non solo non ti do i documenti, ma non ti dico nemmeno se esistono. Ergo: scatenare la convinzione che quei documenti esistono davvero e sono segreti.
Ora, è difficile non sorridere. Con un pianeta che offre guerre, crisi, minacce ibride e cyberattacchi ogni mattina a colazione, l’agenzia d’intelligence più mitizzata del mondo finisce nel dibattito pubblico perché… mantiene il segreto su un sasso di passaggio.
Viene quasi da immaginare la scena a Langley: briefing su dossier incandescente, mappe, analisti insonni, e poi qualcuno alza la mano: “Scusate, è arrivata una richiesta FOIA su una cometa interstellare”.
Pausa. E decisione strategica: applicare l’arma più affidabile del repertorio, quella che funziona sempre, dal colpo di Stato al meteorite, la frase che non sbaglia mai.
Il punto, però, è proprio questo: non è una rivelazione cosmica, è una procedura amministrativa. Ma come spesso accade, la burocrazia del segreto produce l’effetto opposto a quello che vorrebbe: invece di raffreddare l’immaginazione, la accende.
Perché se persino una cometa si becca il “né confermo né nego”, allora tutto può diventare materia da thriller.
E così la CIA, che dovrebbe occuparsi del mondo reale, riesce a trasformare l’ordinaria amministrazione in fantascienza d’ufficio. Il risultato è un piccolo teatro dell’assurdo: gli scienziati guardano al cielo con strumenti e calcoli; l’intelligence risponde con una formula che, più che proteggere un segreto, sembra proteggere l’idea stessa che un segreto sia possibile.
Ed ecco quindi per gli appassionati di Alieni e vite parallele che si celebra una giornata trionfale: una questione scientifica evidente trasformata in una puntata di “X-Files”. Sempre meglio comunque che invadere Paesi e scatenare un golpe come da tradizione della Cia. O che lo stiano preparando davvero il colpo di Stato su 3I/ATLAS?



