Il Disegno di Legge Sicurezza, recentemente presentato dal governo italiano, ha attirato l’attenzione e la condanna delle Nazioni Unite, che ha evidenziato come diverse sue disposizioni possano violare i trattati internazionali sui diritti umani. Il documento, firmato da sei Relatori Speciali delle Nazioni Unite, solleva preoccupazioni su molteplici aspetti del DDL n. 1660, segnalando il rischio di restrizioni sproporzionate e discriminatorie ai diritti fondamentali.
Le violazioni individuate
Secondo l’ONU, il DDL, che mira a rafforzare la sicurezza pubblica e la lotta al terrorismo, potrebbe compromettere diritti garantiti dal Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), tra cui:
- Libertà di espressione e associazione: Nuove norme contro la diffusione di materiali ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica rischiano di criminalizzare attività legittime come il giornalismo, la ricerca e il dibattito pubblico. L’ONU sottolinea la vaghezza delle definizioni, che potrebbero essere sfruttate per colpire indiscriminatamente individui e associazioni.
- Diritto di manifestare pacificamente: Disposizioni come il divieto di occupare strade o spazi pubblici, e l’aumento delle pene per danni durante le manifestazioni, sono state definite eccessive. Per il Comitato per i Diritti Umani, simili restrizioni non rispettano il principio di proporzionalità e minano il diritto fondamentale di protestare.
- Revoca della cittadinanza: L’ONU critica l’introduzione di norme che permettono di privare della cittadinanza individui condannati per crimini gravi, anche nel caso in cui diventino apolidi. Una misura che contrasta con la Convenzione sulla Riduzione dell’Apolidia, a cui l’Italia aderisce.

Impatto su migranti e gruppi vulnerabili
Le modifiche proposte nel DDL, come l’inasprimento delle pene per atti di resistenza passiva nei centri di accoglienza, rappresentano un potenziale attacco ai diritti dei migranti. Secondo il rapporto, tali misure rischiano di colpire in modo sproporzionato le persone già in situazioni di vulnerabilità, aumentando le tensioni sociali.
Le richieste delle Nazioni Unite
I Relatori Speciali invitano il governo italiano a rivedere il DDL per garantire la conformità con gli standard internazionali. Tra le richieste principali:
- Eliminare le ambiguità nelle definizioni legislative.
- Limitare le restrizioni alle manifestazioni pacifiche.
- Rinunciare alla possibilità di privare della cittadinanza chi potrebbe diventare apolide.
Una questione di democrazia
Le Nazioni Unite avvertono che l’adozione del DDL nella sua forma attuale potrebbe ridurre lo spazio civico e indebolire i pilastri fondamentali della democrazia italiana. La criminalizzazione eccessiva di atti di dissenso e le restrizioni alla libertà di associazione rischiano di creare un clima di paura e repressione, ostacolando il ruolo della società civile.
Il governo italiano, dal canto suo, difende il disegno di legge come un passo necessario per tutelare la sicurezza pubblica. Tuttavia, il confronto con le Nazioni Unite pone interrogativi sul bilanciamento tra sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali.


