Dazi e mercati, il doppio gioco di Trump premia chi sapeva

Introduzione: il colpo di scena

Il 9 aprile 2025, il presidente Donald Trump ha annunciato una sospensione di 90 giorni dei dazi per la maggior parte dei paesi, escludendo la Cina, sulla quale ha aumentato le tariffe al 125%. Questo annuncio ha provocato un’impennata nei mercati finanziari, con l’indice S&P 500 che ha registrato un aumento del 9,5%, il più significativo dalla Seconda Guerra Mondiale. ​

Questo gesto è apparso a molti come un atto di clemenza, un’aggiustata diplomatica dopo la tempesta. Ma a leggere con attenzione i tempi, le modalità e gli effetti di questo dietrofront, viene da chiedersi: e se non fosse stato solo un atto politico, ma una manovra pensata per ottenere vantaggi anche economici, magari non pubblicamente dichiarati? In altre parole: chi sapeva in anticipo?​

Capitolo 1: Come si specula su una dichiarazione

Per comprendere il peso di questa domanda, è utile esaminare il funzionamento dei mercati finanziari.​

Quando un presidente come Trump fa un annuncio che cambia drasticamente lo scenario economico – come l’imposizione o la sospensione di dazi – i mercati reagiscono immediatamente. Chi ha accesso all’informazione prima degli altri può piazzare scommesse a breve termine, come le opzioni call (che guadagnano se un titolo sale) o put (se scende), per guadagnare cifre esorbitanti.​

Ad esempio, se un’opzione call su Tesla costa 10 dollari e il titolo sale del 20%, quell’opzione può valere anche 120 dollari in poche ore. Lo stesso vale per chi scommette su crolli improvvisi: si tratta del cosiddetto “shorting” del mercato. Ma tutto questo funziona solo se si sa prima cosa accadrà.​

Capitolo 2: Trump, il manipolatore-influencer dei mercati

Il caso Trump è unico nella storia: non solo per l’abitudine a usare i social media per lanciare messaggi che influenzano la borsa, ma anche perché lo fa da una posizione in cui l’accesso all’informazione privilegiata è strutturale.​

Ad esempio, ha scritto: “QUESTO È UN OTTIMO MOMENTO PER COMPRARE!!!” pochi minuti prima del rimbalzo di borsa. Ha detto: “ESSERE COOL!” mentre il mercato crollava. Frasi che somigliano più a una strategia di comunicazione da trader che a un discorso da capo di Stato. E il fatto che l’S&P 500 sia esploso subito dopo il suo post non è un caso: è una leva usata con precisione chirurgica.​

“President Trump’s First 100 Days: 75” by The White House is marked with Public Domain Mark 1.0.

Capitolo 3: Chi poteva sapere? Famiglia, entourage, ex banchieri

Il cerchio di Trump è pieno di figure con interessi diretti o pregressi nei mercati finanziari:​

  • Jared Kushner, genero e consigliere, è oggi a capo di un fondo d’investimento da due miliardi finanziato dai sauditi, ma anche durante il mandato ha mantenuto legami con il mondo della finanza.
  • Wilbur Ross, ex segretario al Commercio, è un banchiere miliardario con decenni di investimenti offshore.
  • Steven Mnuchin, ex segretario al Tesoro, proviene da Goldman Sachs.
  • Peter Navarro e Larry Kudlow, i principali consiglieri economici, sono entrambi ex analisti finanziari con un passato nei media economici.
  • La stessa Ivanka Trump è legata a una rete di società che operano nel mercato immobiliare e dei fondi, e ha fatto uso di blind trust per schermare i suoi asset durante il primo mandato.

In passato, ci sono già stati casi sospetti di operazioni compiute da membri del Congresso (anche democratici) che hanno venduto titoli prima dell’arrivo “ufficiale” del Covid nel 2020. Nessuna condanna, ma l’FBI ha aperto più di un’indagine. Nulla impedisce che scenari simili si ripetano oggi, su scala ancora maggiore.

Capitolo 4: I segnali trascurati e i silenzi comodi

Le coincidenze temporali tra le decisioni di Trump e i movimenti di mercato non sono una novità. Ma oggi, con l’uso pubblico e sfacciato dei social, queste dinamiche sono sotto gli occhi di tutti. Nonostante ciò, nessuna agenzia federale di controllo ha aperto inchieste formali.​

Le autorità come la SEC (Securities and Exchange Commission) e il Dipartimento del Tesoro sarebbero in grado di tracciare i flussi sospetti di denaro e gli acquisti di opzioni avvenuti prima dell’annuncio. Ma la loro azione, finora, è stata praticamente nulla. La politicizzazione degli organi di controllo e l’effetto intimidatorio della macchina trumpiana hanno reso tutto più complicato.​

Capitolo 5: Non solo Trump. Un sistema marcio e bipartisan

Il problema, però, non è solo Trump. Anche Nancy Pelosi e suo marito sono finiti sotto i riflettori per acquisti sospetti di opzioni su big tech prima di decisioni legislative. Altri senatori repubblicani e democratici hanno venduto azioni prima che venisse reso pubblico l’arrivo del Covid.​

Questo dimostra che la possibilità di speculare sulle informazioni privilegiate è sistemica. Trump ne ha solo fatto una versione più vistosa, più volgare e più redditizia.

Conclusione: Il vero mercato non è quello di Wall Street, ma quello dell’informazione

Quando un presidente può provocare un crollo e un rimbalzo di borsa con un post e nessuno lo ferma, non siamo più nel campo dell’economia, ma dello spettacolo. Un reality ad alta volatilità dove chi scrive la sceneggiatura sa sempre in anticipo come andrà a finire.

Trump non è solo un leader politico: è un influencer finanziario con potere esecutivo. E ogni sua frase può spostare miliardi. Se qualcuno, nel suo cerchio, ha imparato a leggere il copione prima del pubblico, allora non parliamo più solo di populismo, ma di predazione organizzata.

“Donald Trump’s family watches during NBC News’ Commander in Chief forum last night” by AndrewDallos is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.