Crisi alimentari 2025: 300 milioni a rischio in 53 Paesi

Il Global Report on Food Crises 2025, pubblicato dal Food Security Information Network (FSIN) e dal Global Network Against Food Crises (GNAFC), rivela che oltre 295 milioni di persone in 53 paesi e territori affrontano livelli acuti di insicurezza alimentare. È il sesto anno consecutivo in cui tale numero aumenta. I principali fattori scatenanti includono conflitti armati prolungati, crisi economiche, eventi climatici estremi e accesso limitato all’assistenza umanitaria.

Il rapporto identifica 35 paesi come casi di crisi alimentare protratta, evidenziando quanto le vulnerabilità strutturali siano ormai croniche in vaste aree del pianeta. Emergono nuovi focolai e si aggravano contesti già critici, nonostante alcuni segnali positivi localizzati.

Paesi in peggioramento nel 2025

Repubblica Democratica del Congo
Con oltre 118 milioni di persone analizzate, circa 27,7 milioni risultano in fase 3 o superiore (crisi o peggio), a causa dell’intensificarsi del conflitto nell’est del paese.

Sudan
51% della popolazione analizzata si trova in crisi alimentare o peggio. Il protrarsi del conflitto e l’impossibilità di una pace negoziata stanno aggravando le condizioni.

Haiti
A causa della violenza crescente e della distruzione di infrastrutture agricole, 75% degli sfollati interni affronta una situazione classificata come catastrofe.

Kenya e Zimbabwe
In entrambi i paesi si prevede un forte peggioramento a causa di scarsi raccolti, conflitti per le risorse e prezzi alimentari in aumento.

Guinea e Senegal
Registrano i peggiori aumenti relativi. In Senegal si segnalano basse produzioni agricole, mentre in Guinea l’inflazione alimentare e le inondazioni accentuano la crisi.

Paesi in miglioramento nel 2025

Etiopia
Grazie a condizioni favorevoli per i raccolti e il bestiame, si prevede un miglioramento con una riduzione di circa 7 milioni di persone in crisi.

Afghanistan
La produzione agricola migliorata e il supporto umanitario riducono il numero di persone in crisi, sebbene l’inflazione e il cambiamento climatico restino problemi strutturali.

Niger e Nigeria
Favoriti da raccolti abbondanti e inflazione meno grave, entrambi i paesi mostrano un trend in miglioramento, pur mantenendo cifre ancora elevate di insicurezza alimentare.

Burundi
Registra il miglioramento relativo più marcato, grazie a performance agricole favorevoli e a maggiori scorte domestiche.

Crisi protratte e vulnerabilità strutturali
Il rapporto individua 35 paesi come teatri di crisi protratta, ossia presenti in ogni edizione del GRFC. Tra questi, spiccano Afghanistan, Somalia, Yemen, Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo. La maggior parte di questi contesti è anche classificata come “altamente vulnerabile” secondo l’indice INFORM, che valuta sia la fragilità socioeconomica che la scarsa capacità di risposta delle istituzioni locali.

Conclusione
Il 2025 si prospetta come un anno difficile, segnato da nuovi conflitti, crisi economiche e shock climatici. In questo scenario, l’insicurezza alimentare non è solo una questione di disponibilità di cibo, ma riflette diseguaglianze profonde, fragilità politiche e incapacità sistemiche di risposta. L’attenzione e il coordinamento internazionale, richiesti con urgenza nel rapporto, restano fondamentali per scongiurare un ulteriore deterioramento della sicurezza alimentare globale.