Costa d’Avorio: la crescente omofobia minaccia la comunità LGBTQ

Negli ultimi mesi, la Costa d’Avorio, storicamente considerata un rifugio per la comunità LGBTQ in Africa occidentale, ha visto una drammatica ondata di aggressioni e intimidazioni rivolte a persone LGBTQ. Abidjan, la capitale economica del paese, è diventata teatro di violenze fisiche e atti di odio fomentati sui social media.

Alcuni influencer locali hanno incitato alla violenza, usando il termine “woubi” in tono dispregiativo per denigrare gli uomini gay effeminati. In una serie di attacchi mirati, più di 45 persone LGBTQ sono state aggredite fisicamente, un numero che ha allarmato i gruppi per i diritti umani.

Questa crescente ostilità si inserisce in un contesto più ampio di crescente omofobia in Africa. In ben 30 dei 54 paesi del continente, le relazioni tra persone dello stesso sesso sono criminalizzate, spesso con leggi risalenti al periodo coloniale.

Di recente, alcuni paesi vicini della Costa d’Avorio, come il Ghana e l’Uganda, hanno adottato leggi ancora più severe: in Uganda, per esempio, le relazioni omosessuali possono portare all’ergastolo. La Costa d’Avorio non ha leggi che criminalizzano l’omosessualità, ma la recente impennata di episodi omofobi suggerisce che anche qui l’atmosfera stia cambiando in modo preoccupante.

Un esempio eclatante dell’odio diffuso è stato visto in uno stadio di calcio, dove i tifosi hanno esposto uno striscione con insulti omofobi, accolto dagli applausi del pubblico. Anche il più giovane parlamentare del paese ha espresso l’intenzione di proporre una legge per contrastare la “diffusione” dell’omosessualità.

Niofoni, licensed under CC BY-NC-ND 2.0.

Questo crescente clima di ostilità, simile a quello di altri paesi africani dove la comunità LGBTQ è perseguitata, ha spinto gli attivisti a lanciare un allarme su una possibile escalation.

Le tensioni si sono intensificate dopo che falsi messaggi sui social media hanno accusato il governo di voler legalizzare il matrimonio omosessuale.

Uno degli influencer più noti, Camille Makosso, ha invitato i suoi follower a “fermare la piaga del woubisme”, diffondendo la disinformazione che l’HIV fosse prevalentemente trasmesso dalla comunità LGBTQ, nonostante i dati delle Nazioni Unite mostrino il contrario. TikTok ha sospeso il suo account, ma altri profili continuano a diffondere messaggi di odio.

Con le elezioni presidenziali all’orizzonte, esiste il timore che l’omofobia possa essere sfruttata per guadagnare consensi.

Alcuni politici accusano attivisti dei paesi vicini, come il Burkina Faso e il Mali, di diffondere propaganda anti-LGBTQ per destabilizzare la Costa d’Avorio, mentre altri avvertono che le rivendicazioni della comunità LGBTQ potrebbero essere interpretate come una minaccia ai valori tradizionali.

Nel frattempo, molte persone LGBTQ ad Abidjan hanno iniziato a limitare le uscite pubbliche e a incontrarsi solo in luoghi sicuri e appartati, temendo nuovi attacchi.

L’escalation di violenze e l’atmosfera ostile stanno erodendo quello che un tempo era considerato uno dei pochi rifugi sicuri per la comunità LGBTQ in Africa occidentale, segnando un preoccupante arretramento dei diritti umani in Costa d’Avorio.

“Man, Côte d’Ivoire” by jbdodane is licensed under CC BY-NC 2.0.