Come i poveri possono influire sulle elezioni di medio termine negli Usa

Nelle prossime elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, si vota l’8 novembre, c’è un convitato di pietra che non è quello evocato dal presidente Joe Biden. Il capo della Casa Bianca ha chiamato gli statunitensi a un referendum tra la democrazia, come valore base portato avanti dal suo partito, e qualcosa che assomiglia molto al fascismo quando non riconosce il risultato delle elezioni nel campo repubblicano schiacciato su Donald Trump.

Le questioni materiali superano però quasi sempre quelle ideologiche è ciò di cui non parlano nè democratici nè repubblicani è il peso della povertà che affligge gli Usa e che incombe sotto varie forme su queste elezioni. Sono 140 milioni di persone i poveri negli Usa.

il costo della vita è il più alto degli ultimi 40 anni, l’inflazione viaggia all’8,2% su base annua, il costo dell’energia è cresciuto del 19,8%, quello del cibo dell’11,2%. Le bollette elettriche sono aumentate del 15,5% e gli acquisti con le carte di credito sono aumentati del 13%, fattore quest’ultimo che indica che gli statunitensi stanno facendo debiti.

Nella storica affluenza alle urne del 2020 , ha partecipato l’81% degli elettori che guadagnano più di 100 mila dollari l’anno mentre soltanto il 64% di color che guadagnano meno di 40 mila dollari. Un dato molto significativo in un paese in cui quasi la metà delle famiglie è povera. Quindi gli elettori poveri e a basso reddito inattivi presentandosi a votare hanno, avrebbero, il potere di cambiare il risultato in tutti gli Stati dove il confronto tra democratici e repubblicani si gioca su pochi voti di differenza.

I democratici puntano su quanto realizzato fin qua. Due anni fa, il Congresso ha approvato un’espansione del credito d’imposta sui bambini e l’espansione dell’assicurazione sanitaria che ha avuto un impatto significativo, portando il numero di americani poveri o a basso reddito a diminuire del 20% e quasi a dimezzare la povertà infantile.

Queste misure facevano parte di un pacchetto, il piano Build Back Better, che è stato per altre norme sulla povertà vittima dell’ostruzionismo repubblicano alla Camera bloccando il processo di allargamento della spesa pubblica ai non abbienti. L’inflazione successiva ha poi riportato gli indici di povertà al livello precedente.

Naturalmente è più semplice attaccare i repubblicani sul piano del loro abbandono della democrazia che spiegare con cifre e proiezioni il cambiamento in atto nella spesa pubblica statunitense. Eppure se i democratici riusciranno a portare alle urne la grande massa dei poveri che per la prima volta ha beneficiato di sostegni diretti in denaro e non soltanto di riduzione di crediti d’imposta, che sono applicabili soltanto a chi un lavoro comunque ce l’ha anche se a basso reddito, potrebbero realizzare un risultato importante.

by Franco Folini