Gli Stati Uniti devono affrontare un problema di non poca importanza, quello del limite del debito, ovvero della quantità di denaro che possono prendere in prestito. Introdotto nel ventesimo secolo, il limite del debito è un limite all’importo totale di denaro che il governo federale è autorizzato a prendere in prestito per adempiere ai propri obblighi finanziari per fare fronte al deficit di bilancio. In sostanza: gli Usa spendono una cifra maggiore delle proprie entrate.
Se il limite non viene ritoccato diverranno a rischio le spese per i programmi di sicurezza sociale, gli interessi sul debito nazionale e gli stipendi dei militari. La questione è controversa, perchè l’eventuale innalzamento del limite del debito servirebbe semplicemente a pagare le spese attuali e non ad autorizzare nuove spese.
Un problema che dovrà affrontare il Congresso a maggioranza repubblicana durante la presidenza democratica di Joe Biden, con il Gop da sempre contrario all’aumento della spesa. Il presidente invece ha già fatto sapere che si opporrà a eventuali tagli. Nella situazione politica caotica che stanno vivendo gli Usa, questa materia rischia di portare la nazione verso una situazione di stallo che penalizzerà i cittadini prima ancora dell’economia.
Il problema si porrà domani, giovedì, quando il limite del debito verrà raggiunto. Per continuare a pagare stipendi, pensioni e sussidi il Dipartimento del tesoro dovrà far ricorso a misure straordinarie che, spiegano gli analisti, potranno allungare l’agonia fino al prossimo giugno, ma si tratta di rivedere la contabilità fiscale e non di immettere nuove risorse per la spesa, quindi il problema si ripresenterà in seguito.
Il debito nazionale statunitense attuale è di 31 trilioni di dollari, mentre il limite di prestito è di 31,381 trilioni di dollari. Il tetto è stato quindi già raggiunto. Da Wall Street avvertono che l’eventuale insolvenza federale potrebbe far precipitare il mondo in una crisi finanziaria catastrofica. Il default, anche se intervenissero a frenarlo la Federal Reserve e il Tesoro comporterebbe grandi rischi per l’economia.
Gli analisti di Bank of America hanno affermato che un default alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno è “probabile”, mentre Goldman Sachs ha definito la possibilità che il governo non sia in grado di far fronte ai suoi impegni di spesa è un rischio maggiore di quanto avvenne nel 2011.
Quell’anno, il presidente era Barak Obama, lo stallo istituzionale nella contrapposizione tra repubblicani e democratici, portò gli Usa molto vicini alla situazione attuale. I leader di Camera e Senato raggiunsero in extremis l’accordo bipartisan per innalzare il tetto del debito a poche ore dalla scadenza, dopo un lunghissimo braccio di ferro durato mesi.
Da allora lo scontro tra repubblicani e democratici è diventato sempre più aspro e non è affatto sicuro che anche questa volta trionfi lo spirito di unità nazionale.


